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Eurobond, l’ultima frontiera del delirio degli stampatori

di MATTEO CORSINI

Anna Maria Bernini, vice presidente vicario di Forza Italia a palazzo Madama, si è subito impegnata a diffondere il messaggio di Berlusconi in vista delle elezioni europee. Eccone un esempio: “Tutti i moderati italiani possono riconoscersi nella ricetta europea concreta e coerente di Forza Italia lanciata da Silvio Berlusconi: una UE politicamente forte, non debole come nella crisi ucraina, con una politica economica rifondata e rinnovata, la possibilità di sforare il tetto del 3 per cento e i vincoli del Fiscal Compact, e una Banca centrale che diventi un potente strumento di crescita in quanto prestatrice di ultima istanza capace di emettere eurobond”.

Non ci sono grandi elementi di novità rispetto agli ultimi mesi, ma confesso che l’emissione di Eurobond da parte della BCE non l’avevo ancora sentita. Già Tremonti, tra gli altri, aveva auspicato l’istituzione degli Eurobond come via per mutualizzare una parte del debito pubblico italiano (facendolo in sostanza pagare anche ad altri), ma le diverse varianti di Eurobond fin qui proposte prevedevano l’emissione da parte di una sorta di ministero dell’Economia o agenzia del debito a livello europeo. Sarà stato forse per semplificare le cose, ma adesso Berlusconi parla di far emettere titoli di debito direttamente alla BCE.

Il problema è che emettendo obbligazioni, la BCE ritirerebbe liquidità dal mercato, a meno che poi non consentisse alle banche acquirenti di utilizzare quegli stessi titoli come collaterale per ottenere finanziamenti dalla BCE stessa. Per di più il denaro riveniente dal collocamento sarebbe nelle disponibilità della BCE (che avrebbe acceso una passività a lungo termine a fronte della riduzione per lo stesso importo di una passività a vista), non dei governi europei. Quindi si dovrebbe poi imporre alla BCE di finanziare i governi, ma allora tanto varrebbe utilizzare la soluzione “standard” dell’emissione di titoli da parte di un’agenzia del debito europea, oppure imporre alla BCE di monetizzare tutti i debiti pubblici senza se e senza ma, evitando specchietti per le allodole di obbligazioni che non saranno mai realmente rimborsate.

Nel delirio stampatore che vede nell’aumento della quantità di moneta fiat la soluzione a gran parte dei mali europei (l’altra soluzione sarebbe far aumentare il deficit oltre il 3 per cento, non si sa fino a che limite) non credo ci si debba più meravigliare di niente, ma ho la sensazione che spesso chi parla di queste tematiche abbia una conoscenza degli aspetti tecnici meno che approssimativa. In ogni caso le presunte soluzioni sono già state sperimentate nel corso della storia, e non hanno fatto altro che rivelarsi per quello che sono: illusioni di creazione di ricchezza reale dal nulla che nascondono null’altro che redistribuzione e sono destinate a dar luogo a crisi peggiori di quella che si intenderebbe risolvere.

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5 Comments

  1. Eurobonds, se non ho capito male, è la creazione dell’acquisitore di titoli in ultima istanza.
    La Bce acquisterebbe i titoli del debito di ogni singolo stato dell’unione europea ed emetterebbe Eurobonds.
    Se non ho capito male.
    Se è così, tra le discriminanti del mio eventuale voto europeo, sempre se ci andrò a votare, pongo la questione degli Eurobonds.
    Chi perora e chiede gli Eurobonds non avrà il mio eventuale voto.

  2. Purtroppo la litania secondo cui la stampa di denaro sarebbe fonte d ricchezza e motore della crescita economica viene ripetuta con tale ossessiva insistenza che pochi restano tra coloro che ne dubitano. La cosa più bella è far notare ai cantori della stampante di soldi come casi storici (la Repubblica di Weimar) o moderni (lo Zimbabwe) dimostrino in modo molto chiaro che stampare denaro non serve a niente. La reazione, tra i migliori, è stupita o incredula e c’è la speranza di suscitarne la curiosità intellettuale seminando qualche dubbio rispetto alla vulgata tele-giornalistica. La gran massa delle persone, confrontata con temi monetari assume l’espressione del bove al passaggio del treno. Che vittoria per i solerti indottrinatori di stato!

  3. Grazie a Matteo Corsini.

    Un’annotazione: c’è una prestigiosissima collana di riviste scientifiche che si chiama Nature Reviews, che pubblica delle rivisitazioni critiche dei principali lavori scientifci recentemente pubblicati in ciascun settore delle scienze della vita (Oncologia, Neuroscienze, Immunologia, Genetica etc.). Queste pubblicazioni contengono, sul lato sinistro del testo, un glossario di alcuni termini cruciali usati nell’articolo.

    Una soluzione di questo genere potrebbe essere molto utile a chi economista non è per interpretare correttamente articoli di macroeconomia come questo. Un lettore “laico”, per quanti sforzi faccia non riuscirà a cogliere alcune delle finezze tecniche sopra esposte. Io, ad esempio, mi occupo di tutt’altro, dunque mi sfuggono diversi dettagli, A volte un glossario mi sarebbe d’aiuto.

    Thanks for your attention 🙂

  4. IMBROGLIONI !
    L’associazione a delinquere di stampo politico-burocratico si muove traversalmente contro la moneta unica ed i vincoli di bilancio per continuare a sperperare.
    Non è l’euro la fonte dei nostri mali, ma quella lira drogata da continue svalutazioni che facevano pagare a tutti i Cittadini i privilegi e le prebende di una casta parassitaria gonfiata a dismisura.
    Una casta che non accetta ora di sgonfiarsi e finirà con far scoppiare l’Italia.
    Ricordiamocene e facciamo pagare loro il frutto della loro condotta quando la gente deciderà di non suicidarsi più ed arriverà il momento della resa dei conti.
    Dallo scoppio dell’Italia nasceranno altre entità.
    Per quella che auspichiamo per il Veneto, poniamo vincoli affinché non possano accasarvisi, ad ogni livello, personaggi che siano già stati al soldo dell’Italia.
    A noi servirà un lungo periodo di quarantena.

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