Eurispes: “Non c’è stata nessuna invasione. I dati smentiscono la politica”

Sbarchi aumentati ma richieste di asilo in calo. Nel 2020, anno segnato dalla pandemia, gli approdi sulle coste italiane sono stati oltre 34mila a fronte dei 23mila del 2018 e degli 11mila del 2019. Gli ingressi irregolari via terra, invece, sono stati 5.032, nel 79 per cento dei casi provenienti dalla Slovenia. Ma se gli arrivi fanno registrare il segno più, diminuiscono, invece, le richieste di asilo: lo scorso anno state 28mila contro le 43.783 del 2019 (608.225 in totale nell’ultimo decennio). Il dato è contenuto nel Rapporto Italia 2021 dell’EURISPES, in cui si sottolinea che “nonostante la ripresa degli sbarchi, il fenomeno migratorio mostra i segnali di una relativa stagnazione che sconfessa tesi e paradossi da ‘invasione’ e un millantato pericolo imminente per la tenuta della sicurezza e identità nazionale”.

In diminuzione anche il numero di nuovi permessi di soggiorno, che nel primo semestre del 2020 sono stati circa 43mila, ossia meno della metà dei primi sei mesi del 2019. “Le riduzioni più consistenti – si legge nel rapporto EURISPES – sono avvenute nei mesi di aprile (-93,4%) e maggio (-86,7%) del 2020. Nel 2019 sono stati rilasciati 177.254 nuovi permessi di soggiorno, il 26,8% in meno rispetto al 2018. Il calo maggiore ha riguardato le concessioni per richiesta di asilo, passate da 51mila nel 2018 a 27mila nel 2019 (-47,4%). Al 1° gennaio 2020 si contano in totale 3 milioni e 616mila cittadini non comunitari con un permesso di soggiorno, di cui i soggiornanti di lungo periodo costituiscono il 63,1%”.  Per quanto riguarda gli esiti delle richieste di asilo lo scorso anno si è registrata una flessione dei dinieghi, pari al 76 per cento, rispetto al 2019 quando erano stati 81 per cento, ma “comunque superiore agli anni che hanno preceduto l’abolizione della protezione umanitaria derivanti dai noti decreti Salvini”.

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