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Espulso Reguzzoni. Bossi come Cronos, il dio che divorò uno ad uno i suoi “figli”

di STEFANIA PIAZZObossi-reguzzoni

La domanda è: ma dov’è Gemonio? Da nessuna parte. Non solo perché Umberto Bossi è un presidente politico convitato di pietra, che non può ora per statuto salvare i vecchi militanti espulsi. Non è da nessuna parte soprattutto perché in realtà, statuto o non statuto, non ha mai salvato nessuno.  Genio politico, ma anche politico cinico. O, se si preferisce, anche, della serie: capitani coraggiosi, con l’autista.

L’espulsione di Marco Reguzzoni, protagonista di recente dell’iniziativa “I Repubblicani”, idea contenitore per promuovere l’unità del centrodestra alle prossime elezioni, in realtà è l’ultima eredità  del dio Cronos della Lega, Bossi in persona. Cronos ebbe molti figli ma dopo che un oracolo gli predisse che sarebbe stato spodestato proprio dal sangue del suo sangue, non potendo, narra la leggenda,   uccidere i suoi figli perché dei e quindi immortali, pensò di ingoiarli appena nati. Uno ad uno.

Cronos è diventato nella similitudine del mito, il tempo che divora tutto ciò che crea, il flusso delle stagioni, comprese quelle politiche, nel nostro caso. Bossi ha ingoiato prima la vecchia Lega, sacrificando i suoi fedelissimi. E ha salvato se stesso. Poi nell’ondata delle espulsioni, primavera 2013, prima della Pontida del nuovo corso maroniano, lasciò che altri venissero ingoiati e proiettati fuori dal percorso del Carroccio. E salvò se stesso. Ora, pur essendo stato al corrente, così narrano le cronache dei bene informati, dell’operazione di Reguzzoni, condividendo, viene riferito, il senso dell’operazione perché il centrodestra con la nuova legge elettorale non avrebbe altre alternative se non quella di unirsi per battere Renzi, ebbene, pur sapendo ed essendo stato messo al corrente, non ha mosso un dito per salvare Reguzzoni. Ha salvato se stesso ancora una volta. Anzi, ha detto: se l’è cercata. Capitani coraggiosi, seconda puntata.

La Lega è un movimento giustizialista al proprio interno. Fuori l’eretico. Ma allora si pone un’altra domanda: demolita l’ultima tessera iconoclasta del defunto cerchio magico, che fine faranno i politici pasticcioni della partitocrazia padana dei nuovi cerchi o anche, più semplicemente, dei triangoli dagli angoli ottusi? Geometricamente parlando, s’intende.

 

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