Esproprio statale e dei migranti. Ma Bergoglio non “giudica”

di MARCELLO RICCI
La fiscalità come arma di rapina e non come raccolta di risorse per il bene collettivo . Un paese civile dovrebbe far pagare i servizi attraverso solo due sistemi impositivi: la tassazione indiretta sui beni di consumo  ( l’IVA ) e con un unico versamento fiscale  complessivo su redditi di lavoro, rendite finanziarie, terreni, fabbricati e ogni altra entrata. Dovrebbe essere compito dello stato centralista come l’attuale  poi dare agli enti locali quanto loro compete. Il tal modo il cittadino è liberato da una miriade di incombenze devastanti per l’individuo e per la collettività.  Ne risulterebbe una struttura semplice , che consentirebbe ai cittadini di sapere esattamente quale quota degli introiti è nella personale disponibilità e quale deve essere trasferita alla collettività con una chiara valutazione dell’equilibrio tra tasse  e servizi.
Molto probabilmente è proprio questa chiarezza che dispiace a chi usa il potere non per ben governare, ma per opprimere e rubare, tangenti a parte.
Nella memoria  di chi scrive riappare la realtà di quanto avvenne in Ungheria nella metà degli anni ’60, anche se con Kadar iniziava l’era del “socialismo al gulash “; a tutti coloro che avevano un’attività o degli immobili, erano richiesti tributi con le più strane motivazioni, la più frequente era: profitti di guerra. Se  pagati ne giungevano degli altri fino alla insolvenza,  a cui seguiva la confisca.  L’ex proprietario si trasformava in impiegato o locatario dello stato divenuto padrone.   L’unica difesa possibile, con il  senno del poi, sarebbe stata nel  non pagare , anticipando la perdita del bene, ma salvando la liquidità. Se oggi  questi ricordi riemergono e perché si vive in una realtà molto simile a quel passato. E’ il caso di anticipare i tempi e adottare la strategia difensiva per limitare i danni?
Ciò premesso, corre l’obbligo di mettere in chiaro le cause primarie dell’attuale situazione le cui negatività non possono essere imputate solo alla crisi economica. Esodati, disoccupati, chiusura delle partite Iva e di industrie hanno altre radici, oltre la persecuzione fiscale. A parte la pletora del pubblico, le pensioni d’oro e la corruzione , anche se pur esse rilevanti, la patologia maggiore è l’invasione di presunti migranti. L’immigrazione nelle attuali modalità non solo comporta costi ingentissimi per tutti i presidi che mobilita , ma innesca una spirale perversa, che diventa il  volano del degrado sociale, culturale , morale, etico, migratorio, ambientale. Si immagini questo paese libero da immigrati, sotto il profilo ambientale la popolazione risulterebbe ridotta di circa 15milioni di presenze umane riportando i coefficienti di antropizzazione a livelli più consoni alle caratteristiche del territorio. I cittadini  sarebbero obbligati a riprendere lavori  ora abbandonati,  a curare i propri famigliari, a frequentare le scuole senza subire i rallentamenti dovuti a stranieri con difficoltà linguistiche.
L’esempio di quello che accadrà, se non s’inverte la rotta,  lo si ha con gli USA, con Obama, con le scuole  trasformate in poligoni di tiro con sagome umane, dove le armi sono sacre perché fonte di reddito e le guerre altrettanto… che il mondo ne sia sconvolto, non importa , è parte del gioco.
Si è costretti a comprare sofisticate armi e mezzi militari come i famigerati F15, non per difendere i Paese, ma  per combattere  guerre  di altri. La flotta di mare non serve  per proteggere le coste, bensì per trasportare in terra ferma i clandestini. Si badi bene non ci sono spunti razzisti in quanto si è detto, ma un profondo disgusto nel vedere persone strappate dalle loro terre ricche di risorse per poter saccheggiare le stesse e trasformare i legittimi proprietari in clandestini occupanti. Desta meraviglia e sgomento che di fronte a crimini di questa portata non si senta tuonare la voce potente e ascoltata di Papa Bergoglio che invece  si limita a dire: Chi sono io per giudicare?
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