TOSCANA: PRESENTATA IN REGIONE MOZIONE CONTRO L’ESM

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

“Fermiamo la deriva tecnocratica della politica italiana ed europea”. Parte dal Consiglio regionale della Toscana la battaglia contro il meccanismo Esm, meglio noto come Fondo Salva Stati. Promotori dell’iniziativa i consiglieri Dario Locci e Marina Staccioli (Gruppo Misto), autori di una mozione contro l’approvazione del trattato europeo che istituisce l’Esm. Ispiratrice dell’iniziativa l’economista di Wall Street Italia Lidia Undiemi, ex Idv, ospite oggi a Palazzo Panciatichi, che praticamente da sola ha dato inizio ad una campagna informativa sull’Esm a partire “dal basso, dai cittadini e dai siti internet di informazione”. La battaglia adesso diventa un caso nazionale: alla sfida lanciata dai consiglieri toscani hanno risposto altri consiglieri delle Regioni Veneto, Marche (Enzo Marangoni), Basilicata (Alfonso Navazio) e Sardegna.

Verrà discussa il 29 o il 30 maggio prossimi.

ECCO LA MOZIONE:

OGGETTO: Contro l’attribuzione ad una organizzazione finanziaria intergovernativa del fondo “Salva-Stati”

PREMESSO CHE

Il dibattito sulle cause della crisi economico-finanziaria internazionale è pressoché scomparso dalla scena pubblica.

In questo contesto le politiche di austerity rappresentano un sacrificio inutile e dannoso per i cittadini, in quanto si tratta sostanzialmente di versare ulteriore liquidità nel buco nero della finanza speculativa.

I leader dei paesi europei stanno tentando di mettere in atto il trattato che istituisce il “Meccanismo Europeo di Stabilità” (ESM), cioè lo strumento scelto da Bruxelles per fornire assistenza finanziaria ai Paesi in difficoltà, sulla base del rispetto da parte dello Stato potenzialmente debitore di rigorose condizioni negoziate con l’ESM stesso, nell’ambito di un programma macro-economico di risanamento dei conti pubblici e di una rigorosa analisi di sostenibilità del debito pubblico.

Il trattato ESM  non è solo un insieme di regole finalizzate ad ottenere la stabilità finanziaria della “zona euro”: si tratta di un documento che disciplina l’istituzione di un organismo finanziario internazionale, all’interno del quale i Paesi aderenti dovranno negoziare scelte di politica nazionale, non in qualità di Stati sovrani, ma di soci e di debitori, al fine di ottenere la liquidità necessaria per evitare il default.

La pericolosità di tale scelta per i cittadini europei è riscontrabile nelle trattative con il Governo della Grecia: organismi internazionali mirano a sostituirsi alle istituzioni nazionali, imponendo ai rappresentanti politici la firma di un documento che attribuisce il peso della crisi alla popolazione, in cambio dell’assistenza finanziaria necessaria a pagare il debito in scadenza. Tagli alle pensioni, riduzione dei salari minimi, privatizzazioni selvagge: queste le misure di austerità prese dalla Grecia per ottemperare ai diktat dell’Unione Europea.

L’ESM intende operare come un qualsiasi istituto finanziario, erogando prestiti, rivolgendosi al mercato per poter soddisfare le richieste di concessione di denaro al fine di ottenere profitto.

I membri dell’istituzione finanziaria dell’ESM, compresi quelli dello staff, sono immuni da procedimenti legali in relazione ad atti da essi compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni. L’ESM gode inoltre della “inviolabilità” dei documenti.

Il trattato stabilisce che i beni, le disponibilità e le proprietà dell’ESM, ovunque si trovino e da chiunque siano detenute, “godono dell’immunità da ogni forma di giurisdizione, salvo qualora il ESM rinunci espressamente alla propria immunità in pendenza di determinati procedimenti o in forza dei termini contrattuali, compresa la documentazione inerente gli strumenti di debito” e “non possono essere oggetto di perquisizione, sequestro o pignoramento derivanti da azioni esecutive, giudiziarie, amministrative o normative”.

Dal punto di vista democratico, considerando anche i grandi sacrifici che vengono chiesti agli Stati europei, risulta incomprensibile la scelta di garantire l’esenzione fiscale all’ESM.

Nonostante l’assenza pressoché totale di informazione e l’imprecisione delle notizie riportate dagli organi di stampa, che spesso trattano la questione come se l’organismo finanziario in questione fosse già attivo o inevitabile, il trattato ESM non è ancora entrato in vigore, in quanto occorre la ratifica da parte degli Stati aderenti della modifica dell’Art. 136 del Trattato sul Funzionamento dell’Ue (decisione del Consiglio Europeo) che istituisce il meccanismo di stabilità finanziaria per la zona euro.

Il Parlamento Europeo si è già espresso in favore della modifica dell’Art. 136 con 494 voti favorevoli.

In Italia il DL 2914/2011 per la ratifica è stato presentato dall’allora Ministro degli Affari esteri Franco Frattini.

La 1^ Commissione permanente Affari Costituzionali ha dato esito “non ostativo” il 14 dicembre 2011 e la 14^ Commissione permanente Politiche dell’Unione Europea si è espressa in modo favorevole con osservazioni in data 25 gennaio 2012.

TUTTO CIO’ PREMESSO

Ritenendo che la ratifica del trattato ESM significherebbe l’abolizione de facto dell’autonomia degli Stati in materia di economia, finanza e sviluppo economico, depotenziando quindi l’azione dei Governi dei Parlamenti, eletti democraticamente dai cittadini e trasferendo le decisioni su queste materie a dei burocrati non eletti ma nominati;

SI IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE

A intervenire presso il Governo affinché l’Italia non ratifichi il trattato ESM;

A chiedere ai parlamentari toscani di valutare le reali conseguenze che deriverebbero dalla ratifica della modifica dell’Art. 136 del Trattato sul Funzionamento della UE e alla conseguente entrata in vigore dell’ESM, prima di esprimere il proprio voto;

A farsi promotrice presso il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti affinché faccia chiarezza sul trattato ESM e dia la massima informazione ai cittadini italiani circa i reali termini dell’entrata in vigore dell’ESM.

I consiglieri

Dario Locci- Marina Staccioli

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1 Comment

  1. Lodevole iniziativa, ma servirà a poco. I nazisti neuropei non si fermeranno proprio ora che la meta è così vicina, che i popoli europei sono quasi loro schiavi.

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