UN’ASSOCIAZIONE SPORTIVA NEL TRITACARNE DI EQUITALIA

di CLAUDIO PONS

Vorrei segnalare le disavventure di una piccola realtà di provincia a Saluzzo (Cuneo). Sono un istruttore sportivo; come potrete verificare da internet, aggiungendo al mio nome “sciopero della fame” (targato.cn.it). Sino all’anno scorso gestivo una piccola palestra, che ho dovuto chiudere dovuta chiudere per schiacciamento fisico e mentale del sottoscritto.

I FATTI: La nostra era una piccola Associazione Sportiva affiliata al C.O.N.I. da sempre, il che significava pagamento annuale appunto di affiliazione come stabilito dalla legge, verifica fiscale, durante la quale non veniva riscontrata né evasione fiscale, né elusione ed arricchimento personale; non trovando anomalie i signori verificatori cercavano in tutti i modi, una “punizione” adducendoci ricavi non denunciati per il piccolo frigorifero presente all’interno della struttura gestito comunque ed esclusivamente ad uso dei soli soci tesserati! Faccio notare che, quando andavo ad acquistare le bottiglie di acqua e qualche barretta energetica allegavo sempre gli scontrini nel registro alla “voce ” spese! Detti prodotti venivano ceduti ai soci con un ricarico minimo che compessasse il consumo energetico del frigorifero! Ci furono, inoltre, riscontrate delle irregolarità formali nella compilazione dei verbali delle riunioni dei soci che, a loro parere, andavano redatti con una forma… diversa!? ed altre “mancanze” ancora.

RISULTATO: Imposizione immediata della partita Iva! Quindi scattava l’accusa di evasione fiscale per gli anni 2001-2002-2003. Dal canto nostro, su consiglio del commercialista e del legale abbiamo rifiutato tutte le contestazioni e non trovando un accordo con l’ufficio delle Entrate stesso, siamo andati in giudizio. La situazione era complessa poiché, avendo anticipato in prima persona il denaro per cambio sede e acquisto dei nuovi macchinari nell’anno 2001 con uno scritto nel quale era specificato il rientro del capitale anticipato in piccole rate mensili “SENZA CONTEGGIO DI INTERESSE ALCUNO”, ed in base alle iscrizioni mensili dei soci; ma, secondo i funzionari questo era sospetto, perchè, lavorando noi stessi in questa associazione era, secondo loro interesse privato. Con me, lavoravano mio figlio, anche lui istruttore, e mia moglie in qualità di tuttofare (pulizie, disinfezione, tinteggiature, ecc. ecc.) per tutto questo ci era concesso un  “rimborso spese” contemplato statutariamente! Il grande problema reale era riuscire a rientrare del denaro anticipato.

Le palestre sono frequentate molto nei mesi invernali e, per quanto riguarda gli altri mesi, ho dovuto accedere a dei prestiti bancari (a nome mio perché alle Associazioni Sportive le banche non danno credito, ed anche il C.O.N.I. al quale avevamo presentato svariate domande per aiuti finanziari ci ha sempre negato ogni forma di aiuto ).

Tornando ai “fatti” la situazione sembrava chiarita nel primo grado di giudizio: infatti i tre giudici tributari, dandone ampia spiegazione CI DAVANO RAGIONE, POICHE’ LA NOSTRA POSIZIONE ERA DEL TUTTO CHIARA E SINCERA! Contro questa sentenza è stato presentato l’immancabile appello da parte dell’ ufficio Entrate. Tutto da rifare, spese allucinanti per il secondo grado ed esaurimenti vari, sia fisici che monetari! Dopo il giudizio del secondo grado (dal quale non abbiamo avuto risposta alcuna alle nostre memorie di difesa), la Cassazione. Intanto le multe le dovevamo comunque pagare, poi si vedrà.

Nella presentazioni in nostra difesa avevamo anche fatto notare che, nella” Nostra” piccola realtà di provincia (300 mq.) si erano allenati atleti del calibro di CAROLINA KOSTNER – ALEX SCHWAZER – GIORGIO BRUBINO – TUTTA LA NAZIONALE DI MARCIA ALLENATA DA SANDRO DAMILANO – e moltissimi altri campioni olimpici e mondiali italiani e, SICCOME ATLETI DI GRAN VALORE ATLETICO NON ERANO TENUTI AL PAGAMENTO DELLE QUOTE SOCIETARIE COME STABILITO NELLO STATUTO DEL C.O.N.I. STESSO, la nostra storia è a grandi linee questa: TANTO, TANTISSIMO LAVORO ONESTO PER ESSERE PRESO IN GIRO DALLA REALTA’ DEL NOSTRO CARO PAESE! Ma, quando i nostri cari presidenti stringono la mano e si complimentano con tutti questi grandi atleti, pensino anche in minima parte a coloro che stanno “dietro le quinte” e che, hanno aiutato gli stessi a vincere per questa , “povera italia”!

Ora vivo con un “rimborso spese” di circa 600 euro mensili, sono indebitato con banche, Equitalia, ecc. ecc! Sono in età pensionabile (minima di vecchiaia, che, se va bene vedrò fra 18 mesi!). Continuo comunque a lavorare perchè ed unicamente (anche se sono distrutto in tutti i sensi) amo il mio lavoro. Viva il vero sport.

 

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