EQUITALIA, LA MIA ODISSEA E UN DEBITO IMPAGABILE

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Mi chiamo Marco e scrivo per raccontare l’Odissea infinita dei miei contenziosi fiscali, che ritengo un caso emblematico, per molti versi assurdo, ma molto indicativo di una situazione ingiusta e paradossale che nel nostro Paese troppe volte ha l’aspetto di un girone infernale per molti giovani che alle prime armi e male informati, finiscono per caderci dentro senza speranza di uscirne. Questa a sommi capi è la mia storia:

  1. Nel 1999 intrapresi con mio fratello l’acquisto della licenza di un bar nel mio paese confidando in un prestito bancario e con l’intenzione di lavorare a testa bassa per creare un’impresa che ci potesse garantire un futuro per noi e per le nostre famiglie.
  2. Una commercialista a cui, per nostra disgrazia ci affidammo, ci consigliò di aprire l’attività come ditta individuale perché a suo parere si sarebbero risparmiate molte tasse. Purtroppo ascoltammo il suo consiglio e completamente sprovveduti di normative e procedure fiscali affidammo a lei la contabilità e tutti i vari adempimenti fiscali e contributivi.
  3. Al costo di tanti sacrifici riuscimmo a far fronte agli impegni assunti con la banca e con le persone che ci avevano aiutato.
  4. Nel frattempo consegnavamo le varie cartelle esattoriali alla commercialista, e per i versamenti, provvedevamo a darle dei contanti.
  5. Un disgraziato giorno si presenta a casa mia un ufficiale giudiziario per notificare l’omissione del pagamento di vari contributi INPS.
  6. Da quel giorno spuntarono continue ed amare sorprese per tutta una serie di omessi pagamenti il cui totale dell’ammontare era già fuori dalla portata delle nostre possibilità, senza parlare della terribile umiliazione di vedersi l’Ufficiale Giudiziario a casa a pignorare la modesta mobilia di mia madre.
  7. Nel 2006 uscivo dall’attività lasciando a mio fratello il bar e confidando su un lavoro di portierato di modesto introito, ma almeno mensilmente retribuito.
  8. Ad oggi il contenzioso accumulato con la sola INPS ammonta a circa 60.000,00 euro, ma non avendo potuto far fronte al pagamento di una cifra di tale entità nel frattempo si sono accumulati interessi e more talmente onerosi che definirli estorsivi è usare un eufemismo, dato che l’ammontare del debito è ora di circa euro 105.000,00.
  9. In tale situazione, dalle informazioni assunte presso l’INPS e gli uffici di Equitalia il debito non è condonabile né posso rateizzarlo in tanti anni perché dovrei comunque, prima di iniziare a pagare la prima rata, anticipare in contanti tutti gli interessi e le more pari a circa  45.000,00 euro. Vengo a sapere che in Italia moltissimi falliscono e che una gran parte riesce a sistemarsi i soldi altrove. Un privato invece non può fallire al contrario di altri Paesi come gli Stati Uniti. Tutto è assurdo, io pago fino alla fine dei miei giorni, ma in una srl i soci se la cavano perdendo solo il capitale sociale. Per un comune cittadino tutto questo non vale; non può avere più alcuna proprietà intestata, non può ereditare, non può avere un c/c bancario, probabilmente non può avere neanche una pensione sociale anche se ne avesse versato i contributi. Praticamente diventa un condannato a vita a rimanere precario e indigente senza futuro. Aggiungo che prima o poi avrò lo stipendio dedotto del quinto.

La conclusione di questa storia è per me molto amara, ma è amarissima per il Paese Italia che blatera ogni giorno di tutela del lavoro, di aiuto all’impresa (specialmente per i giovani), di lotta al precariato e… ” dulcis in fundo” di lotta all’evasione; come se uno sciagurato che si trovasse in un caso simile al mio non fosse costretto a fare tanti piccoli lavori in nero per arrivare alla fine del mese.

Distinti saluti, Marco Bagnasco

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6 Comments

  1. Buongiorno mi chiamo Carmine avevo una piccola impresa edile di subappalto ma la ditta falli e io ho perso più di 50’ooo € più operai da pagare e materiali vi lascio immaginare per un piccolo imprenditore cosi ho lasciato dietro i contributi per pagare operai materiali e banche. Ho lasciato quasi 40’ooo € poi con tanto lavoro e sacrifici mi ero quasi messo in riga però se non sei in regola non hai il durc volevo fare la rateizzazione ma con mia meraviglia non sono più 40 ma sono arrivati a 90 e mi toccava pagare 72 rate da 1100.€ avevo chiesto 120 rate ma l’anno bocciato.Io come faccio a pagare 1100 € al mese se non c’è. Neanche tanto lavoro?booo in Italia autonomo fa rima con coglione

  2. A me e’ successo la stessa cosa, 18 anni prestano il nome per un’azienda con mia madre,lei nn pago’ mai il commercialista, nessuna tassa ecc.. io tutto questo non sapevo nulla. Mi sn trovata nel 2005 ufficiale giudiziario a casa e nn so nemmeno quanto ammonta i miri debiti tra inps inail ecc.. nonostante avvocati ecc non ho risolto nulla.. non posso pagare e sono pure senza lavoro da 4 anni.. mi ritrovo a 34 anni e nessuno mi prende a lavorare visto che ho superato i 30..

  3. Secondo me è meglio tu abbia cessato di fare l’imprenditore, anche se tu dirai troppo tardi.
    Far impresa è accollarsi tutto sulle spalle e rispondere delle proprie azioni e proprie decisioni.
    “La commercialista ha consigliato”, ma voi ne avete parlato con altri o vi siete affidati a costei in tutto e per tutto?
    Per aprire una qualunque attività viene richiesto un patentino o un diploma di scuola superiore: lo avevate?
    Le forme societarie sono diverse come gli ombrelli che se non piove danno solo impiccio a portarseli con se.
    Voi pagavate la commercialista in contanti, suppongo su sua richiesta, e non vi siete mai interessati di sapere cosa ne facesse dei soldi? Sprovveduti come due ottantenni che facciano entrare in casa due funzionari dell’Inps per l’aumento delle loro pensioni.
    Per finire, non mi piace l’atteggiamento verso le srl che possono fallire senza che i titolari debbano portare a vita il marchio dell’infamia: srl o snc che si scelga, o si evita di indebitarsi o i debiti si pagano e con le tasse, ci si incazza, le si contesta come facciamo noi o, a viso aperto come Fidenato, le si combatte. C’è una miriade di sprovveduti come voi in Italia che ha verso le tasse e l’ente di riscossione un atteggiamento schifosamente accondiscendente, perché non sapete quanto lo stato vi costa e nemmeno vi interessa saperlo.
    Sapessi quanti artigiani, vecchi artigiani, io conosca che “non sanno” perché “mi porto ‘e carte ai artigiani e i se rangia eori”.
    Questo volendo fare per te un intervento sincero che ti aiuti a capire, se ne vuoi uno che ti carezzi il pelo e dia addosso ai cattivoni che non danno incentivi ai giovani che vogliono fare impresa, forse ci sarà qualcun’altro che te lo farà, ché tanto non costa nulla, ma anche a te quello nulla servirà.

  4. Che il messo giudiziario venga a pignorare i mobili di tua madre mi pare assai strano, nel senso che il messo giudiziario pignora i mobili “non utili”, quindi non tocca il letto, non tocca le sedie, tavoli, armadi, cucina, neanche la TV se ne hai una sola e i divani se sono più di uno, a meno che non si tratti di mobili di pregio.
    Inoltre, non sapevo che equitalia si muovesse con un messo giudiziario, anzi, questa mi torna nuova, so che sono ben affamati di immobili, quello si, ma per il resto? Mi torna nuovo… oppure ti riferisci ad un messo giudiziario mandato da un privato? Neanche le banche si affidano ai messi giudiziari cosi come le finanziarie perché alla fine si spende tanto e non si ci ricava nulla (ripeto, a meno che non si sappia per certo che in quella casa ci siano beni di valore, come mobili di pregio quadri ecc. )
    Per il resto, storia di ordinaria follia italiana… Accetta il consiglio, raccogli quello che puoi, e lascia questo paese.

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