EQUITALIA FA LA VERGINELLA: LE COLPE NON SONO NOSTRE

di REDAZIONE

Equitalia non ci sta. Dopo che in mattinata sono avvenuti pesanti scontri davanti alla sede di Napoli e successivamente è pervenuto un “pacco bomba” alla sede di Roma, la società controllata dalla Agenzie delle Entrate va all’attacco: «È inaccettabile continuare a scaricare irresponsabilmente su Equitalia la colpa di gesti estremi e situazioni drammatiche, che hanno invece origini diverse e lontane e che stanno esplodendo solo oggi a causa della crisi economica» così la società replica alle reazioni e alle attribuzioni di responsabilità verso il personale dell’ente che si occupa della riscossione delle imposte. «Eventi tragici da non spettacolarizzare, per i quali Equitalia esprime profonda vicinanza alle famiglie coinvolte» si legge in una nota. «La troppa superficialità con cui negli ultimi tempi si è associato a Equitalia il termine suicidio – prosegue la nota – sta avendo come effetto di alimentare tensioni sociali, oggetto di facili strumentalizzazioni, che sfociano in vere e proprie guerriglie, come quella odierna organizzata contro gli sportelli di Napoli, in minacce, come l’ennesimo pacco bomba intercettato nella sede della capogruppo a Roma, e in aggressioni fisiche a dipendenti impegnati nel proprio lavoro, come accaduto stamane a Melegnano». Nel sottolineare la propria preoccupazione per questi episodi, Equitalia «esprime massima solidarietà a tutto il personale e auspica che tutti, istituzioni, media, società civile e mondo imprenditoriale, si impegnino per ripristinare quel clima di dialogo e collaborazione indispensabile per placare tali tensioni».

Il contenuto della difesa è evidente: Equitalia cerca di accreditarsi come una “verginella” con la quale tutti se la prendono solo perché fa applicare leggi fatte da altri. Questo è vero, ma è pure vero che spesso la società si dimostra totalmente ottusa nell’applicare le regole in vigore. Per non parlare delle voci aggiuntive che vengono applicate alle cartelle, roba da strozzinaggio.

Intanto è confermato l’incontro del presidente del Consiglio Mario Monti con la dirigenza dell’Ente di riscossione del fisco e dell’Agenzia delle Entrate. Si svolgerà giovedì prossimo, 17 maggio, alle 9, presso la sede della stessa Agenzia delle Entrate. Il premier cosa dirà al mitico Befera: vai avanti e colpisci duro questi delinquenti che non vogliono pagare il dovuto o usa la mano di ferro in guanto di velluto? Poco cambia, alla fine.

 

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