Enel rilascia acqua dagli invasi di riserva. Scorte finiscono a fine mese? Cingolani: Al pettine 20 anni di errori

“Sulla siccità paghiamo vent’anni di errori e trascuratezze”. Così il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ospite a ‘The Breakfast Club’ su Radio Capital. “Sono 3 anni- continua il ministro- che le precipitazioni sono basse, a questo dobbiamo sommare il riscaldamento globale e le nostre infrastrutture fatiscenti: perdiamo il 42% di acqua dalle tubazioni, abbiamo decine di enti gestori che rendono difficile anche la governance. Per capire anche solo quanta acqua c’è in un posto dobbiamo parlare con troppi interlocutori, l’agricoltura non usa le tecnologie più moderne per irrigare e spreca acqua. Prendiamo troppa acqua di superficie e usiamo poco le falde a causa di ostacoli burocratici. Dobbiamo mettere ordine nel sistema- conclude Cingolani- ora investiamo 4,4 miliardi per rimettere a posto gli acquedotti e circa 880 milioni per il potenziamento dei sistemi di irrigazione”.

“Considerato il perdurare del grave ed eccezionale stato di Siccità Enel prosegue nel mettere in atto tutte le azioni concordate con gli stakeholder nazionali e locali con l’obiettivo di proseguire il rilascio di acqua a valle degli invasi nelle regioni maggiormente colpite dalla prolungata mancanza di precipitazioni”. Lo spiega la società in una nota sottolineando come “le azioni messe in campo hanno l’obiettivo di rendere disponibile la risorsa idrica per irrigare i terreni agricoli e per il fabbisogno di famiglie e imprese”. Enel “è in costante contatto ed opera in coordinamento con tutti gli enti e le amministrazioni competenti per far fronte a questa situazione di emergenza idrica e sta partecipando a tutti i tavoli di confronto avviati, tra gli altri, in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna ed Umbria. In particolare in Lombardia Enel ha preso parte attiva al tavolo Siccità, avviato da mesi dalla Regione e che ha coinvolto i principali operatori idroelettrici e l’operatore del sistema elettrico Terna, ed è intervenuta immediatamente appena si sono manifestate le prime avvisaglie di emergenza, effettuando rilasci di acqua fino a 2,7 milioni di metri cubi al giorno nei bacini dei fiumi Adda, Brembo, Oglio e Serio, contribuendo così a garantire il prosieguo delle attività d’irrigazione dei campi e a supportare l’economia locale.

“Dopo aver annunciato che Regione Lombardia avrebbe potuto contare su riserve d’acqua fino allo scorso 10 luglio, il presidente Fontana ha rivisto totalmente le stime dichiarando che esistono scorte sufficienti per arrivare a fine mese e probabilmente anche oltre. Assistiamo a un continuo balletto di dati contraddittori: prima potevano essere erogati solo 4 milioni di metri cubi al giorno e il 10 luglio era la data di esaurimento delle scorte d’acqua. Poi, a seguito della nostra denuncia sulle riserve d’acqua inutilizzate legate ai bacini montani scopriamo che è possibile erogare maggiori quantità d’acqua e che la data di esaurimento delle scorte è stata posticipata di diverse settimane. La domanda sorge spontanea: se non avessimo denunciato insieme al Wwf Lombardia la disponibilità di tali riserve oggi avremmo visto i rubinetti chiusi con buona pace di chi sta a valle. Un’imperdonabile sbadataggine di Regione Lombardia che non si accorge di queste riserve e che ha rischiato così di far pagare un caro prezzo a cittadini e agricoltori”. Lo afferma Raffaele Erba, consigliere regionale del M5s in Lombardia. “I bacini artificiali che tardano ad aprirsi sono un chiaro esempio di come questa Giunta non sappia attivarsi prontamente a chi chiede legittimamente urgenti risposte”, conclude il pentastellato Erba.

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