Elogi funebri e padri della patria

italia affondadi MARCELLO RICCI –  Il “coccodrillo” nel gergo giornalistico è l’elogio funebre preconfezionato per persone di grande notorietà. Non sempre, a posteriori , le note esaltanti risultano meritate. La storia è come la vendetta, piatto da consumarsi freddo. Eventi importanti e determinanti, analizzati con il filtro del tempo, da positivi risultano essere invece perniciosi. E’ il caso dell’euro, figlio dell’ecu (moneta virtuale), divenuta valuta unica dell’Ue, presentata con schiamazzo di trombe e rimbombo di grancassa, unica cinghia di trasmissione di un Unione che non è tale.

I competenti in materia al governo presentarono la novità con entusiastico consenso al popolo, i cittadini batterono le mani per poi piangere lacrime amare. Se la moneta unica fosse stata oggetto di referendum, sarebbe passata? Certamente economisti capaci avrebbero illustrato e tradotto in volgare la difficile materia. Quanti in materia erano competenti, erano tutti distratti o spregevoli esseri venduti e traditori della loro stessa gente? Riflettere e non farsi lavare il cervello dagli imbonitori di turno.    E’ come girare tra le lapidi di un cimitero, in nessuna è scritto: ERA UN GRANDE MASCALZONE.

LA PATRIA
Patria è la terra dei padri, ovvero era. Oggi se ne parla sempre meno. E’ giusto che ciò sia perché quelli che vantano padri e nonni in questa terra si avviano ad essere una sparuta minoranza, che presto sarà travolta dall’orda di invasori che come cavallette sbarcano. Non si oppongono i lenoni reclutatori di prostitute, non si oppongono i trafficanti di organi da trapiantare, proliferano quelle associazione che fanno dell’assistenza una redditizia industria. Così gira questo Paese, dove il concetto di patria non esiste più per estinzione degli aventi diritto.
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