Elezioni provinciali, vecchio scannatoio per una cadrega nuova

di CLAUDIO BOLLENTINIprovince cartina

E siamo arrivati alle elezioni provinciali. Qualcuno se ne è accorto? Le province non dovevano essere abolite? Alla fine sono state abolite solo le elezioni provinciali. Sulle quali aleggia pure un fetido odore di casta. Se la eleggono solo sindaci e consiglieri comunali in un tripudio di accordi e compromessi in cui dominano solo la tattica, la spartizione e gli interessi di bottega. Sarà una istituzione depotenziata, dal peso insignificante, non ci saranno emolumenti eppure una cadrega è sempre una cadrega e per ottenerla vale qualsiasi accordo. Nuove province, vecchi vizi verrebbe da sentenziare. E’ il festival delle vecchie logiche tanto criticate quanto sempre resuscitate alla bisogna. Ma questa volta con l’alibi che si tratta di una istituzione di secondo livello, cosa possiamo farci!. L’immagine è però quella di una copia sbiadita dei, si pensava superati, periodi d’oro della partitocrazia imperante. Da Torino a Genova, da Asti a Cuneo, per fare degli esempi, i partiti hanno fatto un listone unico, tutti insieme appassionatamente per spartirsi i posti. Tutti vincono e nessuno perde e chi se ne frega del cittadino che non ne può più di questi spettacoli da cricca autoreferenziale, tanto non vota, non decide, non controlla. Ma tante sono le province con alleanze inedite o forzate, dove si replica magari la formula che sostiene il governo Renzi, alleanze messe in piedi più che altro per tattica, si pensa al dopo, si regola intanto qualche conto e si alza il prezzo per il futuro. Complimenti!

(labissa.com)

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