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Il voto assurdo del 28 settembre per la torta della Città Metropolitana

di DANIELE VITTORIO COMERO liste città metropolitana

Fatta la legge trovato l’inganno. Questo è il canovaccio classico del riformismo nostrano, al quale non si sottrae la legge Delrio che istituisce le città metropolitane. Una legge certamente imperfetta che in fase applicativa si poteva cercare di migliorare, visto il largo margine di autonomia concesso agli enti locali. Niente da fare per i volenterosi, da sud a nord sembra una corsa a chi fa peggio. Competizione nella quale Milano vuole distinguersi, gareggiando nelle primissime posizioni, sulla falsariga delle vicende Expo.
Ora a che punto siamo? A Milano tutto sembra quasi pronto per il voto del prossimo 28 settembre 2014, per l’elezione dei 24 membri del consiglio metropolitano, che non sarà votato dai cittadini ma dagli amministratori comunali milanesi, cioè dei 134 comuni della città metropolitana. Le liste dei candidati al consiglio metropolitano, formate solo da consiglieri comunali e sindaci, sono state presentate nei giorni scorsi a Palazzo Isimbardi. Ci sono state parecchie difficoltà per chi non è in uno dei due listoni di centro destra o di centrosinistra.liste città metropolitana

 

Il problema è che per presentare una lista, occorreva raccogliere almeno 104 firme di altri consiglieri e sindaci, ai quali aggiungere i 24 candidati, per un totale di quasi 130 grandi elettori sparsi nel milanese. In più, con l’handicap delle ferie, perché erano da trovare ad agosto, quando si fa fatica persino a trovare una panetteria aperta.
Alla fine sono state presentate 5 liste: PD più alleati, Lega nord, M5S, FI con NCD e Fratelli d’Italia. Ammesse quattro liste, escluso il Movimento 5 Stelle che non ha depositato le sottoscrizioni. Il M5S, per protesta contro questo sistema ritenuto iniquo, ha ugualmente presentato la sua lista, per avere la possibilità di ricorre eventualmente in giudizio.
Il centrosinistra è la lista strafavorita, che si presenta con PD, SEL, Rifondazione e lista Milano civica. Il centrodestra si è diviso: da una parte la Lega Nord, dall’altra FI, NCD e FdI.
Infine, la novità della lista Costituente per la Città dei Comuni nata dall’iniziativa di diversi consiglieri comunali che si sono slegati dai due principali blocchi.
Lista di CENTROSINISTRA –lista1

Oltre al segretario provinciale del PD Pietro Bussolati, consigliere comunale a Melzo, in lista un mix di consiglieri comunali milanesi: Rosaria Iardino, Natale Comotti, Anna Scavuzzo e Filippo Barberis (Pd) oltre a Patrizia Quartieri (Sel). I vendoliani candidano anche Pietro Mezzi. Numerosi i sindaci in lista: Pierluigi Arrara (Abbiategrasso), Alberto Centinaio (Legnano), Andrea Checchi (San Donato), Monica Chittò (Sesto), Eugenio Comincini (Cernusco), Roberto Maviglia (Cassano d’Adda), Simone Negri (Cesano Boscone), Michela Palestra (Arese) e Pietro Romano (Rho).

Lista di CENTRODESTRA –lista2

Con Forza Italia si sono imbarcati anche i partiti minori NCD e Fratelli d’Italia, con la scusa di presentare una lista unitaria, senza riuscire a coinvolgere la Lega. Nella lista, che rispecchia il vecchio PDL, si trovano i consiglieri comunali della città di Milano – Marcovalerio Bove (Ncd), Marco Osnato (Fdi), Pietro Tatarella (Fi) e Armando Vagliati (Fi) – con alcuni sindaci come Graziano Musella (Assago) e Marco Alparone (Paderno Dugnano).
La LEGA –lista3

La Lega Nord ha deciso di presentarsi orgogliosamente da sola. Capolista il consigliere comunale di Milano Luca Lepore. Presenti alcuni sindaci come Massimo Olivares (Marcallo con Casone) e Ettore Fusco (Opera).

Lista COSTITUENTE –lista4

Come si può vedere anche dal simbolo è “fuori dagli schieramenti”, come si autodefinisce. Si chiama “Lista civica costituente per la partecipazione”. In lista due consiglieri comunali di Milano: il radicale Marco Cappato e il socialista Roberto Biscardini. E poi tre sindaci: Pierluca Oldani (Casorezzo), Antonella Violi (Lacchiarella) e Giulio Alfredo Sancini (Gessate). Si è candidato anche Fiorello Cortiana, ex senatore ulivista, oggi consigliere comunale a Buccinasco.

Enrico Zonca, esponente di quest’ultima lista, segnala il rischio per alcuni grandi Comuni – come Cinisello Balsamo – di non essere assolutamente rappresentati nel consiglio della Città Metropolitana e paventa il rischio di consegnare al sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, il governo e la gestione delle grandi opere pubbliche e delle società partecipate dei 134 Comuni “con evidenti ricadute negative sul futuro dell’intera area metropolitana”. Se Cinisello con 70mila abitanti ha paura, figurarsi cosa possono dire i tanti piccoli comuni del milanese.
Infatti, molti incominciano a pensare che la Città metropolitana, fatta in questo modo, in fretta e furia tra agosto e settembre, sia più un’operazione di potere clandestina che un’innovazione foriera di miglioramenti per la società civile.

 

 

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3 Comments

  1. La legge per il 28 settembre certamente è’ imperfetta , però si può e si deve migliorare ! la Città metropolitana deve essere un’innovazione di miglioramenti per la società civile contro ogni burocrazia deficitaria.
    Dobbiamo sforzarci e cercare, con ogni modo e col massimo accordo, di eliminare tutti gli inconvenienti che dipendono dalle inefficienze di troppi “piccoli comuni” , coi loro “ridicoli” confini territoriali , vincolati dai pregiudizi che risalgono dai tempi del Barbarossa. –

  2. questa legge è certamente imperfetta e si può e si deve migliorare ! la Città metropolitana deve essere un’innovazione di miglioramenti per la società civile contro burocrazie deficitarie.
    Dobbiamo cercare , col massimo accordo, di eliminare tutti gli inconvenienti che dipendono dalle inefficienze di troppi “piccoli comuni” , coi loro “ridicoli” confini territoriali , vincolati dai pregiudizi che risalgono dai tempi del Barbarossa. –

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