El Pais: l’Isis si nasconde tra i migranti.Il rapporto della polizia spagnola già nel 2014…

di REDAZIONEIMMIGRAZIONE: A LAMPEDUSA IN NOTTATA ALTRI 310 CLANDESTINI

Nulla di nuovo ma se lo dice El Pais allora sembra più autorevole sostenere che i combattenti jihadisti dell’Isis si “nascondono” tra i migranti per entrare in Spagna e in Europa usando le rotte del traffico di esseri umani.

Il quotidiano spagnolo non fa altro che rendere nota di un’informativa elaborata lo scorso anno prima degli attentati a Parigi da parte della polizia spagnola. Il documento fotografa “la minaccia” con un dato: si stima che siano tra “i 30 e i 100mila i miliziani dall’Europa” che combattono con l’Isis, sebbene altre informazioni abbassino la cifra a 4.000.

 

Anche il ministro degli Esteri Gentiloni affermò poco tempo fa che nel traffico di clandestini si potevano celare esponenti del terrorismo ma…. apriti cielo! Dovette quasi chiedere scusa.

Le rotte del traffico

Il documento spagnolo segnala le tre principali rotte del traffico: una africana, una sudamericana ed una europea. La mafia del traffico degli esseri umani – prosegue El Pais – utilizza infatti il suolo spagnolo come piattaforma per far giungere i jihadisti nei Paesi dell’Europa centrale. La prima rotta – quella africana – viene impiegata principalmente dai siriani di etnia curda. Si trasferiscono a Melilla e raggiungono la Spagna per poi dirigersi verso la Germania e la Francia, oppure partono dalla Mauritania per imbarcarsi in direzione delle isola Canarie e da li’ verso la penisola iberica.

 

 

Scalo in Germania e Italia

La rotta sudamericana viene privilegiata da immigrati provenienti dalla Siria e dall’Iraq che passando attraverso la Turchia e la Grecia si dirigono poi in Brasile, Perù, Venezuela e Colombia. Successivamente migrano verso la Spagna ed infine in Europa centrale. La rotta europea infine viene usata dai pachistani e dagli afghani. Arrivano in Spagna facendo scali in alcuni Paesi europei come Germania ed Italia. Ma la loro meta finale e’ il Regno Unito. I combattenti stranieri che rientrano in Europa – la maggioranza con esperienza in armi ed esplosivi – costituiscono una delle principali preoccupazioni per i governo dei Paesi europei. Il loro “rientro in Europa, dopo avere combattuto tra le fila dell’Isis in Siria ed in Iraq, viene reso possibile grazie ai documenti falsi che queste organizzazioni forniscono loro”. L’informativa aggiunge che il profitto per queste organizzazioni e’ “incalcolabile” ed e’ “superiore al traffico di cocaina”, considerato il fatto che ogni migrante paga tra i 6 e i 10 mila euro per ogni viaggio. La nota aggiunge poi che una parte di queste attivita’ serve anche per finanziare lo Stato Islamico.

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