Veneto, Ance: “Nell’edlizia persi 40.000 posti di lavoro”!

di REDAZIONE

Non può esserci ripresa economica senza il rilancio del settore delle costruzioni. La fine della crisi in edilizia è lo spartiacque tra vecchia e nuova economia. Il messaggio arriva da Ance Veneto, l’associazione regionale dei costruttori edili, nel corso di un dibattito pubblico con i candidati alle elezioni politiche 2013 che si è svolto questa mattina al Laguna Palace Hotel di Mestre. «Il livello degli investimenti in edilizia – ha spiegato in apertura Luigi Schiavo, presidente di Ance Veneto – ha raggiunto il valore più basso degli ultimi 40 anni. Il nostro settore rappresenta la filiera più estesa e produttiva del sistema manifatturiero. Riattivare il circuito degli investimenti nelle costruzioni non va a vantaggio solo di un ambito economico, ma del sistema produttivo nella sua interezza. Chiunque vincerà le elezioni – ha detto rivolto ai candidati – non potrà non tenere conto di questo aspetto».

La situazione del settore delle costruzioni in Veneto, in flessione dalla fine del 2007, è andata peggiorando anche nel 2012. In Veneto, il settore delle costruzioni ha perso circa 40 mila occupati dall’inizio della crisi (-21% in valori percentuali). La cassa integrazione ha raggiunto nell’anno appena trascorso le 13,7 milioni di ore, un valore cinque volte più alto rispetto al 2008. Nel complesso negli ultimi sei anni il volume degli investimenti ha subito una contrazione del 30%.

Per invertire la rotta, l’Ance chiede alla politica serietà e una forte assunzione di responsabilità pubblica. «Non vi vediamo come avversari o contendenti politici – ha detto ancora Schiavo rivolto ai candidati – ma rappresentanti veneti in Parlamento che in fin dei conti perseguono lo stesso obiettivo: il bene di questa regione. È venuto il momento di impegnarsi su quello che fino ad oggi il Veneto non è riuscito a realizzare: fare squadra!».

L’Ance ha chiesto un impegno preciso su quattro punti fondamentali: un piano di incentivi fiscali e lo smobilizzo dei fondi strutturali e fas da destinare a progetti di riqualificazione urbana (Piano Città) e alla salvaguardia del territorio. Il rilancio degli investimenti in infrastrutture, recuperando le risorse da una razionalizzazione della spesa pubblica e attraverso il sostegno a forme di partenariato pubblico-privato. Maggiore semplificazione burocratica e una drastica riforma delle regole del Patto di stabilità interno che blocca in Veneto oltre 1 miliardo e 300 mila euro. Contrasto al credit crunch.

Al dibattito hanno preso parte i candidati Alberto Giorgetti (Pdl), Laura Puppato (Pd), Massimo Bitonci (Lega Nord), Giulio Marcon (Sel), Fabio Gava (Con Monti), Giorgio Conte (Fli), Francesco Celotto (M5S), Maurizio Milan (Fare), Massimo Cavazzana (Udc).

 

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