EDILIZIA: BOOM DI FALLIMENTI E DI PIGNORAMENTI ALLE FAMIGLIE

di REDAZIONE

750 imprese di costruzioni hanno cessato l’attività nel primo trimestre 2012. I fallimenti dal 2009 hanno raggiunto 7.552, sono uno ogni quattro del complesso dell’economia, secondo i dati diffusi dall’Ance, l’associazione nazionale costruttori, in occasione del D-Day per recuperare i crediti della pubblica amministrazione. Le chiusure tra gennaio e marzo sono aumentate a un tasso doppio rispetto a quello del complesso dell’economia (+8,4%). All’origine dei fallimenti, secondo il presidente dell’associazione costruttori, Paolo Buzzetti, il dimezzamento degli investimenti, la pressione fiscale (vicina al 54,5% del pil) e il crollo dei mutui immobiliari, diminuiti del 60% nell’ultimo anno. Ma anche, troppo spesso, i ritardi dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni, la cui «causa principale» è il patto di stabilità degli enti locali che nel triennio 2012-2014 bloccherà investimenti per 32 miliardi di euro. Le regioni più colpite dal picco di fallimenti tra il 2009 e il 2011, con aumenti superiori al 40%, sono Liguria, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Sicilia e Sardegna. Nel primo trimestre 2012 il Nord-Est è l’unica area in controtendenza, con una riduzione dei default del 2,7%, mentre le chiusure sono particolarmente in crescita nel Centro Italia (+24,5%) rispetto al Nord-Ovest (+13,1%) e, soprattutto, al Sud (+0,5%).

Se questa è la situazione difficile degli imprenditori edili, drammatica diventa per le famiglie che non riesco più a pagare il mutuo immobiliare e subiscono il pignoramento della casa. Se 37 mila 472 famiglie avevano perso la casa nel 2010, nel 2011 il doloroso destino si è abbattuto su altre 44 mila e 27. E le cose sarebbero andate addirittura peggio senza l´accordo salva-famiglie fra Abi e associazioni consumatori. Il paracadute ha scongiurato il pignoramento per migliaia di altre persone colpite da eventi traumatici come la perdita del lavoro o la cassa integrazione, che ne hanno ridotto la capacità di rimborso del mutuo. Queste persone hanno sospeso – per un anno – il pagamento delle rate.
L´ultima moratoria scade alla fine di luglio di quest´anno e difficilmente sarà prorogata. «Le prospettive reddituali delle famiglie – spiega Luca Dondi, responsabile settore immobiliare di Nomisma – non sono certamente positive e il sistema bancario, che finora ha riconosciuto una serie di moratorie, non potrà certamente rimandare sine die il momento del pagamento delle rate».
Ma pochi numeri sono sufficienti per confermare l´attuale momento di difficoltà economica delle famiglie: il numero delle richieste di sospensione del pagamento delle rate è passato dalle 55 mila di fine novembre 2011 alle oltre 60 mila attuali, con un debito residuo di circa 7,5 miliardi.

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