Ecco l’ordine del giorno su Roma Capitale d’Italia e del Mezzogiorno e il suo residuo fiscale votato dalla Lega Salvini Premier il 27 dicembre

Da leggere tutto d’un fiato.

9/2790-bis-AR/91. (Testo modificato nel
corso della seduta) Albano, Prisco, Caretta, Ciaburro.
La Camera,
premesso che:
il comma 3 dell’articolo 114 della
Costituzione, così come modificato dalla
legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3,
dispone: « Roma è la Capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il
suo ordinamento »;
i primi passi per l’attuazione del
nuovo terzo comma dell’articolo 114 della
Costituzione, si muovono con l’istituzione
dell’ente territoriale « Roma Capitale » tramite l’approvazione della legge 5 maggio
2009, n. 42, recante « Delega al Governo in
materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione »;
il decreto legislativo 17 settembre
2010, n. 156, in materia di ordinamento
provvisorio di Roma Capitale, è stato il
primo provvedimento a essere emanato in
attuazione della delega prevista dall’articolo 24 della citata legge 5 maggio 2009,
n. 42, che riguarda l’ordinamento provvisorio, anche finanziario, di Roma Capitale;
l’ente è dotato di uno status cui
sono attribuite nuove e ulteriori funzioni
amministrative;
la stessa legge 5 maggio 2009,
n. 42, inoltre, prevedeva all’articolo 24,
comma 5, lettera b), l’assegnazione di
ulteriori risorse a Roma Capitale, tenendo
conto delle specifiche esigenze di finanziamento derivanti dal ruolo di capitale
della Repubblica;
in tutta Europa, Roma è l’unica
capitale a non godere di uno status amministrativo speciale che dia modo di
rispondere alle molteplici esigenze di coloro che la frequentano per ragioni di
residenza, lavoro o turismo creando un
evidente divario tra i livelli di prestazioni
e servizi erogati rispetto alle maggiori città
del mondo occidentale;
Roma non è solo capitale della
Repubblica italiana, ma anche capitale
della Chiesa cattolica e della cristianità,
capitale del Mezzogiorno, sede degli uffici
di rappresentanza delle regioni; sede delle
ambasciate di due Stati, sede di centinaia
di uffici commerciali e culturali internazionali, sede della FAO, Organizzazione
delle Nazioni Unite per l’alimentazione e
l’agricoltura;
anche l’immenso patrimonio artistico e monumentale di Roma, il cui
centro storico è sito Unesco, spesso si
trasforma in un peso per l’amministrazione capitolina più che rappresentare una
risorsa. Basti pensare al caso del Colosseo,
monumento per antonomasia che rappresenta la sua immagine nel mondo, l’area
archeologica più visitata in Italia con circa
cinque milioni di presenze a stagione e che
genera ogni anno incassi per oltre cinquanta milioni di euro poi ripartiti tra la
Soprintendenza e il soggetto gestore. Nonostante i pesanti oneri connessi, Roma
non risulta essere tra i soggetti beneficiari
nemmeno degli incassi del Colosseo. Pur
dovendo provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria del manto stradale
e dei marciapiedi, del verde pubblico prospicente, all’illuminazione pubblica, alla
raccolta e al trattamento dei rifiuti, al
trasporto pubblico su gomma e su ferro,
alla sorveglianza ad opera della polizia
locale, ai servizi per i turisti. Investimenti
che meriterebbero di essere adeguatamente ricompensati con la partecipazione
agli incassi prodotti;
Roma, in antitesi a una purtroppo
diffusa e falsa notizia, ha un residuo
fiscale e versa nelle casse dello Stato più
di quanto riceve;
il 3 febbraio del 2021 saranno 150
anni dalla proclamazione ufficiale di
Roma Capitale, la cui legge fu pubblicata
dalla Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia
il 3 febbraio 1871: la data non è stata fin
qui adeguatamente celebrata, e non solo a
causa della pandemia ma per una disattenzione delle istituzioni centrali che
hanno ignorato finanche la programmazione di un calendario di eventi che sarebbero dovuti iniziare a partire dal 20
settembre 2019, 150o anniversario della
Breccia di Porta Pia; nel secolo scorso, sia
il 50mo anniversario sia il centenario della
proclamazione di Roma Capitale d’Italia
furono celebrati solennemente con iniziative istituzionali che hanno visto la partecipazione del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio nella
corale commemorazione di un evento storico che sancì il completamento dell’Unità
d’Italia e la chiusura dell’epopea risorgimentale;
il disegno di legge di bilancio 2021
tra i diversi interventi previsti dispone
misure relative agli enti territoriali e nello
specifico definisce nuove modalità di finanziamento delle province e delle città
metropolitane delle regioni a statuto ordinario a decorrere dal 2022. In particolare è prevista l’istituzione di fondi nei
quali fare confluire i contributi e i fondi
di parte corrente dei suddetti enti, da
ripartire tenendo progressivamente conto
della differenza tra i fabbisogni standard e
le capacità fiscali,
impegna il Governo:
ad attivare in tempi immediati ogni
misura necessaria a garantire il completamento del trasferimento dei poteri a
Roma Capitale ai sensi delle disposizioni
di cui all’articolo 24 della legge 5 maggio
2009, n. 42, e del decreto legislativo 17
settembre 2010, n. 156, destinando le risorse e i beni necessari per il miglioramento della qualità della vita e dei servizi
e il raggiungimento degli standard delle
altre capitali europee, anche con lo scopo
di arrestare la fuga di alcune storiche
filiere produttive cui si legano il suo equilibrio socio economico e la sua vocazione;
a investire su infrastrutture materiali
e immateriali capaci di moltiplicare particolarmente il Pil proveniente da turismo,
commercio, terziario e adoperarsi, nell’ambito delle proprie competenze, affinché quota parte degli incassi generati dal
patrimonio artistico e monumentale vengano destinati al bilancio della Capitale
per finanziare i costi sostenuti dagli eccezionali afflussi esterni quotidiani che ne
compromettono decoro, viabilità, trasporti,
sicurezza;
ad individuare le risorse per organizzare e promuovere eventi celebrativi del
150o anniversario della proclamazione di
Roma Capitale d’Italia;
ad attuare quanto prima un piano
strategico per la realizzazione delle opere
straordinarie per l’organizzazione e la realizzazione del Giubileo del 2025;
di individuare le risorse finanziarie
per:
potenziare i servizi di ordine pubblico e sicurezza per contrastare la criminalità organizzata, in special modo nelle
aree periferiche;
accelerare i processi di messa in
sicurezza ed efficientamento energetico
del patrimonio edilizio e affrontare l’emergenza abitativa incentivando la pratica
della sostituzione edilizia nelle aree urbanisticamente degradate secondo una tendenza ormai diffusa nelle aree di bordo
delle grandi città europee e occidentali;
ad accelerare i processi di riforma
della legge urbanistica e delle norme che
regolamentano la trasformazione del territorio al fine di rianimare e ristrutturare
i borghi e i piccoli comuni investendo su
linee di trasporto di area vasta utili al
decongestionamento delle aree metropolitane.

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