Ecco i democratici di Spagna. Catalani processati per le loro idee, sotto sequestro i loro beni

di Roberto Bernardelli – Cosa vi ricorda la vicenda spagnola con il processo ai catalani, la loro prigionia e ora il metter mano ai loro beni per aver esercitato il diritto all’autodeterminazione?

Ora è definitivo. Li hanno scarcerati, c’è stato l’indulto ma dove arriva la punizione esemplare? Nel portafoglio. Prima ti tolgo la libertà fisica, poi ti prendo anche quella economica. E’ infatti notizia di questi giorni che lla Corte dei Conti spagnola abbia solertemente iniziato ad emettere ordini di sequestro dei beni di 34 ex alti funzionari e dipendenti pubblici della Generalitat di Catalogna condannati per malversazione per aver impiegato indebitamente risorse pubbliche per promuovere all’estero il movimento indipendentista.

Promuovere le idee, forti di un consenso popolare, evidentemente è rubare soldi allo Stato. Viva l’Europa che tace. La richiesta complessiva di risarcimento da parte della Corte dei conti ammonta a 5,4 milioni di euro. Capite bene che è una somma impossibile! Per quanto riguarda coloro che non hanno presentato alcuna dichiarazione patrimoniale, la Corte dei Conti inviera’ lettere ufficiali ai registri corrispondenti per l’indagine delle loro proprieta’ con l’indicazione di fare le annotazioni di sequestro corrispondenti. Insomma, polizia fiscale.

Apprendiamo intanto dalla stampa che la Corte sta aspettando che la Generalitat ufficializzi formalmente la garanzia da parte dell’Institut Catala’ de Finances (Icf). Il governo aveva chiesto una proroga del termine per la presentazione di tale garanzia che è stata negata in quanto secondo la Corte dei conti la Generalitat non ha i poteri legali per agire in questo senso, a causa della sua natura di amministrazione danneggiata dalla presunta distrazione di fondi da parte dei 34 funzionari ed ex funzionari.

Insomma, non solo i Catalani possono spendere le tasse a casa loro investendole in promozione delle idee del popolo sovrano. Pensare non è lecito, se agisci diventi “prigioniero politico”, “perseguitato” dalla legge.

Ovviamente in Italia non se ne parla. A parte gli sceriffi che fanno parlare di sè le cronache locali, oltre non si va.

Onorevole Roberto Bernardelli – Presidente Grande Nord

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