E’ tempo di rivolta veneta. Il pacifismo è solo collusione

di SANDRO MIGOTTO

Giornalmente, a corollario del bollettino di guerra della strage di Stato che si sta silenziosamente perpetrando – ovviamente mi riferisco al numero devastante dei suicidi di imprenditori – nella rete si viene a conoscenza di un numero impressionante di dati che confermano l’inesorabile caduta libera e senza via di scampo per l’intera societa’ italiana. Uno di questi dati mi ha maggiormente  impressionato:  nel 2012 – e nel 2013 e’ in crescita – il numero dei ragazzi che se ne sono andati dal Veneto e dalla Lombardia arriva  a posizionarsi rispettivamente al 3° ed al 1° posto, e non stiamo parlando di fuga di cervelli bensì di fuga generale.  Si sta riproponendo il fenomeno gia’ largamente conosciuto in Veneto subito dopo l’unificazione d’Italia e nel secondo dopoguerra. Altro che il “fenomeno economico del Nord Est”. Qui tutto sta finendo tutto, la disperazione si sta sostituendo alla rassegnazione. Non vi e’ neanche il barlume non di ripresa, ma di rallentamento della crisi. Non c’e’ piu’ tempo per tergiversare, non possiamo assistere impassibili ai suicidi, all’emigrazione forzata, alla devastazione sociale ed economica che sta avvenendo. Senza contare che si parla apertamente, dopo l’”esperimento Cipro”, di blocco di conti correnti e prelievi forzosi in attesa dell’ennesimo bagno di sangue che si chiama Tares.

Girando per il Veneto, noto nei paesi che si apprestano alle elezioni comunali manifesti di partiti che si dichiarano indipendentisti con slogan roboanti e facce giganti dei candidati. Presumo siano veneti incazzati. Cerco di distogliere lo sguardo, il fastidio e’ tanto. Simboli di partiti che comunque sia, in caso di vittoria, dovranno applicare Leggi Italiane alla gente che li ha votati, ovvero saranno di fatto pubblici ufficiali per conto e nome dello Stato centrale contro la gente veneta. Non comprendo per quale motivo un partito indipendentista debba candidarsi a elezioni di qualsiasi natura se, nelle sue piu’ autentiche intenzioni, deve attuare una rivoluzione e rendere indipendente il Popolo Veneto. E non si venga a dire: mai alle elezioni politiche nazionali, ma si ad elezioni locali, provinciali e regionali. E’ la stessa identica cosa. Senza tener presente che i  Comuni sono sul lastrico, senza un euro: per quale motivo prendersi le rogne dovute dalla gestione fallimentare di 60 anni di vita repubblicana e oserei dire di 145 anni di sfruttamento scientifico della gente veneta?

 Questi partiti hanno di fatto con la loro azione incanalato la sacrosanta rabbia dei Veneti, tradendo per 25 anni la loro fiducia, Anzi,  l’”animale politico” Bossi ha fatto di peggio, ha tradito, ha svilito ed oltraggiato milioni di cittadini; probabilmente passera’ alla storia per essere stato il principale collante dell’unita’ di questa repubblica. I partiti indipendentisti nuovi sono, se possibile, ancora peggio. L’errore politico che commettono  e’ enorme. Pensate,  ora che e’ chiaro, gia’ per alcuni e a breve lo sara’ per molti,  che neanche l’M5S potra’ scalfire questo sistema, cosa avrebbero potuto fare i grillini se non si fossero sporcati le mani presentandosi alla tornata delle elezioni politiche. Sarebbero l’unico vero interlocutore tra la gente e questo Stato. Di fatto sono si sono adeguati alle leggi ed al sistema italiano e pertanto non sono più credibili.

In fondo e’ l’eterna discussione sul “come fare”. Io parto dal presupposto che nessun sistema si autoriforma; parto dal presupposto che nessuna liberta’ puo’ venire concessa e parto dal presupposto che l’Unione Europea e’ una unione di Stati (o di banchieri, se preferite) e quindi tuteleranno i medesimi, non certo i Popoli che ne fanno parte; questi non sono contemplati, aldila’ di dichiarazioni di facciata di personaggi come Barroso (personaggio non eletto…). Peggio ancora chi si appella all’ONU, altra struttura falsamente pacifista. Chi si immagina i caschi blu, l’UE o la Nato presenti in territorio veneto ad appoggiare le istanze indipendentiste sta perdendo il suo tempo o e’ in malafede.

L’unica via e’ la lotta determinata e feroce. La disobbedienza civile totale. Non si tratta con chi sta sodomizzando il Veneto, con chi mette a repentaglio la nostra vita ed i nostri averi, con chi ti nega la possibilita’ di evolverti professionalmente ed economicamente; con la tassazione attuale e’ impossibile fare impresa, e’ vergognoso che un operaio che lavora onestamente non arrivi a fine mese; non si tratta con chi ti vessa, con chi nega la storia del tuo Popolo. E’ troppa l’iniquita’, la misura e’ colma, il livello morale della classe dirigente di questo Paese e dei tirapiedi che vi girano attorno è troppo al di sotto della soglia di tolleranza. E difendersi diventa un diritto naturale…

E’ necessario comunque avere il  consenso del Popolo Veneto. Che non si chiede a Roma o nei palazzi della Regione. La consultazione popolare unilaterale e’ per noi piu’ che sufficiente per garantire la legittimita’ delle nostre azioni. Dovremo rendere conto solo e soltanto al Popolo Veneto. E’ una questione anche di tempi. Questa consultazione puo’ essere fatta in brevissimo tempo. I tempi delle iniziative “legali” non si sanno, potrebbero essere anni, ma non c’è più tempo per attendere. Servono risposte e azioni veloci ed immediate. Agiremo e ci muoveremo solo se la gente sara’ con noi; saremo legittimati a difenderci. E non si dica che il Veneto e’ mite e pacifico, la Storia insegna: nel Triveneto, nel mite Triveneto e’ nato il fenomeno del terrorismo sia di destra che di sinistra; le condizioni sociali ed economiche rispetto a quella stagione sono decisamente peggiori; a breve saremo l’unico baluardo alla violenza che inevitabilmente esploderà.

 

 

 

 

 

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