E se Pontida fosse la Brexit padana?

PONTIDA

di LEO SIEGEL – Ammoniva Gianfranco Miglio: “I popoli liberi e meglio ordinati sono quelli che si permettono di ribellarsi, che non temono di impugnare le decisioni dei loro governanti”. C’è qualcosa di più attuale? Nel frattempo, il fronte si è ampliato, e siamo chiamati a batterci contro due sciagure: l’euro continentale ed il giullare nazionale. La strategia la individuò con largo anticipo (era il 2001) Giancarlo Giorgetti: “Pensare localmente ed agire globalmente”. Siamo in ritardo? Sì, basta rileggere Luigi Einaudi: “Se la pressione tributaria diventa eccessiva, gli effetti non possono che essere disastrosi, dal momento che si restringe il consumo, si assottiglia il risparmio, si scoraggia la produzione, si incrementa l’evasione…”. E allora, con il disastro che incombe, al pensiero deve fare seguito l’azione, promuovendo magari Pontida, il 18 settembre, da punto di partenza a primo traguardo del No euro tour. Attendiamo lumi.

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