E poi ci stupiamo se l’Europa non si fida a prestare soldi dell’Italia. Aiuti Covid a fondo perduto alla ‘Ndrangheta

Riciclaggio di soldi poi inviati anche a istituti di credito cinesi. C’e’ anche questo particolare nelle indagini della Dda di Milano che ieri hanno portato ad 8 arresti in un blitz contro la ‘Ndrangheta, che puntava pure ad ottenere i fondi destinati alle imprese in crisi per il Covid. Gli affiliati alla ‘Ndrangheta, spiega il procuratore di Milano Francesco Greco, si sono avvalsi della “collaborazione” di un cinese (arrestato) residente in Toscana, “interessato a riciclare importanti somme” cash e a “mandarle in Cina”. Sarebbero stati bonificati mezzo milione di euro dai conti correnti di alcune societa’ inserite nel meccanismo di frode fiscale. Soldi che sarebbero andati verso banche cinesi.

Si legge nel comunicato firmato dal procuratore capo Francesco Greco  che”il principale indagato, indicato dai collaboratori come inserito nella cosca di ‘Ndrangheta citata ha fatto richiesta e ottenuto, da un lato, per tre delle societa’ coinvolte nello schema di frode, i contribuiti a fondo perduto attestando un volume di affari non veritiero siccome fondato sulle false fatture, relativamente all’anno precedente”, previsti dal decreto Rilancio e “dall’altro, ha tentato di beneficiare, anche, dei finanziamenti di cui all’art. 13 del decreto legge n.23 del 8 aprile 2020, finalizzati a sostenere il sistema imprenditoriale nella particolare congiuntura economica determinata dall’emergenza sanitaria connessa alla diffusione del Covid-19”.

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