E per i poveri… l’elemosina dei partiti. Prima i vitalizi

di REDAZIONEpoveri

Non contano e quindi anche se non votano chi se ne frega. Percjé, alla fine, il report  diffuso da ActionAid in occasione della Giornata Mondiale per la Giustizia Sociale, e rilanciato in rete da Openpolis, “ribadisce la necessità di maggior impegno per aiutare i cittadini in difficoltà.  Le analisi e i dati di openpolis ricostruiscono quali sono le priorità del Parlamento, fra cui non figura l’inclusione sociale”.

Prima, vengono i vitalizi. Nel rapporto di Actionaid si apprende che alla fine del 2014, in un dossier sulla povertà in Italia, la testata Pagina99 aveva messo in evidenza che «se alle elezioni europee del 25 maggio scorso gli oltre 6 milioni di persone in povertà assoluta avessero votato per un solo partito, questo avrebbe ottenuto il 21,9% dei voti – affermandosi davanti al Movimento 5 Stelle come secondo partito del Paese». Se mai esistesse, il “partito dei poveri” avrebbe grande voce in capitolo nei dibattiti politici, alla pari dei partiti attualmente presenti in Parlamento. Ma questo partito non esiste e i poveri sembrano non essere adeguatamente rappresentati in Parlamento anche alla luce del fatto che il tema dell’esclusione è scarsamente al centro delle attività parlamentare.

I dati confermano che l’inclusione sociale e il contrasto alla povertà assoluta non sembrano essere una priorità per il Parlamento italiano; sicuramente le scelte di Governo, in sede di approvazione di Legge di Stabilità 2015, hanno dato priorità strategica alla creazione di ricchezza e di lavoro. Ciononostante è innegabile che, su questo tema, la distanza fra istituzioni e necessità dei cittadini, soprattutto dei più deboli, si fa sempre più ampia.

 

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