E’ nato il movimento Toscana Stato. Fra i fondatori Salvi e Baggiani

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Sabato 12 aprile, a Firenze, è nato ufficialmente il movimento politico Toscana Stato.

Fra i suoi fondatori figurano il Prof . Sergio Salvi ed Emiliano Baggiani Consigliere Comunale di Collesalvetti (LI) oltre ad un’altra decina di convinti toscanisti .

L’atto di fondazione , presieduto da Alessandro Tarducci , è stato sottoscritto da un numero sufficiente di soci che saranno da qui in seguito nominati come “soci fondatori”

Il prossimo maggio sarà convocata una conferenza programmatica del Movimento dove sarà delineato, nello specifico, il programma del movimento e la sua azione sul territorio.

Per il momento la struttura organizzativa , del tutto provvisoria  , è così composta :

Emiliano Baggiani – Portavoce provvisorio del Movimento TOSCANA STATO e Coordinatore area  Pisano\Livornese

Alessandro Tarducci – Organizzatore e coordinatore Firenze e della piana fiorentina

Romano “Toscano” Redini – Coordinatore area di Massa e Lucca

Massimo Gasperi – Coordinatore area di Prato e Pistoia

In allegato lo statuto di Toscana Stato e simbolo

STATUTO DI “TOSCANA STATO”
APPROVATO NEL CORSO DELL’ASSEMBLEA DI FIRENZE DEL 12 APRILE  2014

Art. 1 Obiettivi

Il movimento politico e culturale denominato “Toscana Stato” (in seguito chiamato come
Movimento oppure Toscana Stato) costituito da liberi cittadini residenti in Toscana, ha per obiettivo l’ottenimento dell’indipendenza della Toscana perseguendo vie democratiche ed il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica indipendente e sovrana .
Il movimento si ispira a principi di autodeterminazione e di democrazia , è europeista e repubblicano, pacifista e laico e rifiuta ogni collocazione politica che non sia quella dell’indipendentismo.
Toscana Stato è aperto a tutti coloro , e tutte le associazioni e movimenti, che si riconoscono nell’identità toscana e negli obiettivi di questo Statuto, ovvero il raggiungimento dell’indipendenza della Toscana.
Il Movimento riconosce come confini nazionali della Toscana i confini dell’attuale Regione Toscana , che si rifanno storicamente ai confini del Granducato di Toscana , delle antiche repubbliche comunali toscane, delle Signorie comunali toscane e della Marca di Tuscia .
Per quanto riguarda le città di Massa e Carrara , il territorio della regione storica della Lunigiana e della c.d. “Romagna Toscana” il movimento procederà nei tempi opportuni a promuovere consultazioni per conoscere l’intenzione di quelle popolazioni d’appartenere o meno allo Stato Toscano, in ossequio del principio dell’autodeterminazione dei popoli .
Toscana Stato si propone di collaborare con tutti i movimenti indipendentisti formatisi in seno allo Stato italiano e in Europa e nel Mondo , per promuovere con maggiore forza il diritto all’autodeterminazione .

Art.2 Simbolo

Il simbolo di “Toscana Stato” richiama la bandiera derivata dallo stemma di Ugo di Toscana, Marchese di Tuscia, ed è costituito da un cerchio con all’interno sette bande orizzontali alternate rosse-bianche , la fascia centrale di colore bianco è più grande delle altre e contiene la scritta in caratteri maiuscoli e corsivi (carattere tipografico Futura) le parole “Toscana Stato”, Toscana che occupa il centro del simbolo , con la “T” di Toscana più grande delle altre lettere che sovrasta la parola “Stato” scritta accapo sempre nella stessa fascia bianca .

Art. 2 bis

La bandiera del movimento “Toscana Stato” , e riconosciuta come bandiera del futuro Stato Toscano, è la trasposizione in bande orizzontali dello stemma di Ugo di Toscana , Marchese di Tuscia.

Art. 2 ter

L’inno del movimento “Toscana Stato” , e riconosciuto come inno del futuro Stato Toscano , è “La Leopolda” , già marcia d’ordinanza delle Guardie Civiche del Granducato di Toscana , composto da Egisto Mosell

Art. 3 Fondatori

Coloro che abbiano sottoscritto l’atto costitutivo, il presente Statuto e abbiano pronunciato il giuramento di fedeltà sull’art . 1 , ossia sull’Indipendenza della Toscana, sono denominati “Fondatori” di Toscana Stato.
I Fondatori fanno parte di diritto dell’assemblea dei soci con diritto di voto che vale doppio.
I Soci Fondatori sono da intendersi con gli stessi diritti e doveri degli altri soci , salvo dove diversamente specificato.

Art. 4 I Soci

L’adesione all’associazione è libera per tutti coloro che risiedono e\o sono nati in Toscana , dietro il pagamento di una quota associativa stabilita di in anno in anno . Gli associati dell’associazione “Centro Studi Indipendentisti Toscani” possono far parte automaticamente di Toscana Stato dietro semplice richiesta scritta, da quel momento parte l’anzianità di militanza . I soci si possono dimettere in ogni momento dal Movimento con comunicazione scritta all’assemblea dei soci.

Art. 5 L’assemblea dei Soci

L’assemblea dei Soci è composta da tutti i soci del Movimento e dai soci Fondatori .
L’assemblea dei soci è l’unico organo esecutivo del Movimento e assume decisioni con la metà dei voti più uno dei presenti. L’assemblea dei soci stabilisce la linea politica del movimento e la sua azione sul territorio .
L’assemblea dei soci è valida se sono presenti almeno la metà più uno dei soci (i soci Fondatori contano per due) .
I soci acquisiscono dopo sei mesi dalla data di iscrizione il diritto di voto alle assemblee, mentre hanno fin da subito il diritto di parola .
L’assemblea dei Soci nomina sine die, fino all’eventuale revoca, un socio verbalizzante, scelto fra i soci Fondatori, che è tenuto alla corretta stesura del verbale e della sua conservazione su dispositivi informatici previa scansione digitale . Ogni socio con diritto di voto ha facoltà di visione dei verbali delle assemblee . In caso di dispute sulla corretta verbalizzazione l’Assemblea dei Soci provvede alla sua approvazione , in caso di respingimento il verbale dovrà essere riscritto con le modifiche necessarie.
Le assemblee dei soci sono convocate dal Presidente almeno una volta ogni 45 giorni , o dietro richiesta scritta di almeno tre soci  .

Art. 6 Decadenza dalla qualifica di socio

L’appartenenza a “Toscana Stato” è incompatibile con altra appartenenza a partiti politici italiani , anche se con sede in Toscana , nonché ad associazioni o movimenti che promuovono obiettivi in contrasto con l’art.1 del presente Statuto .
L’assemblea dei soci appena avuta notizia di questa condizione convoca il socio in questione per ascoltare la sua difesa e provvede con apposita votazione alla decadenza dalla qualifica del soggetto interessato .
I soci possono decadere, su richiesta di ogni socio e sempre dietro voto dell’Assemblea dei Soci, dalla loro qualifica in seguito a gravi fatti che possono pregiudicare l’immagine del movimento .

Art. 7 Presidente

L’assemblea dei soci ha facoltà di nominare con apposita votazione un Presidente del Movimento che curerà l’osservanza del presente Statuto e procede alla convocazione delle assemblee dei soci presso una sede idonea.

Art. 8 Portavoce

L’assemblea dei soci ha facoltà di nominare con apposita votazione un Portavoce del Movimento che possa rappresentare il movimento sugli organi di stampa e possa mettere in pratica a livello organizzativo la linea politica del movimento , espressa dall’assemblea dei soci .

Art. 9 Entrate e Uscite del Movimento

Il movimento non accetta alcun rimborso elettorale dallo Stato Italiano . Non accetta contributi di alcuna forma da enti pubblici . Il movimento si autofinanzia con le quote di iscrizione e con contribuiti liberali da parte di privati i quali dovranno aderire agli obiettivi dell’art.1 .
Ogni anno è presentato all’assemblea dei soci , da parte del Presidente o dal Portavoce , un bilancio con le entrate e le spese tenute nell’anno in corso .

Art. 10 Modifiche al presente Statuto

Il presente Statuto può essere emendato e ampliato in ogni momento da parte dell’assemblea dei Soci con il voto di due terzi dei soci aventi diritto.

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16 Comments

  1. погода киев
    купить защитную пленку на планшетDomande e risposte sul Movimento Autonomista Toscano

    Cos’è il Movimento Autonomista Toscano?
    Quando è stato fondato il Movimento Autonomista Toscano?
    Ma si va verso l’unità Europea e voi volete dividere l’Italia?
    Quali sono i vantaggi che si ottengono dall’autonomia della Toscana?
    Ma siete proprio sicuri che se la Toscana è autonoma cambiano le regole del gioco?
    Ma esiste una etnia Toscana?
    Ma non siete un po’ razzisti nei confronti dei meridionali e degli extracomunitari?
    Ma fino a pochi decenni or sono anche noi si emigrava…
    Ma gli extracomunitari fanno i lavori che i toscani non vogliono più fare…
    Ma noi non abbiamo raggiunto il “benessere” sfruttando il “Terzo mondo”?
    Ma allora, secondo voi, quelli del Terzo mondo dovrebbero rimanere nel loro paese a morire di fame?
    Ma il mondo non è di tutti?
    Ma la “Lega Nord – Lega Lombarda” non dice le stesse cose che dite voi?

    Cos’è il Movimento Autonomista Toscano?

    Il Movimento Autonomista Toscano non è un partito, ma un movimento di Servizio a difesa dell’ambiente, della cultura e del diritto al lavoro, alla casa ed alla sicurezza sociale di chi abita in Toscana.

    Quando è stato fondato il Movimento Autonomista Toscano?

    Il Movimento Autonomista Toscano è nato ufficialmente nel 1989, ma il “manifesto” che lo ha promosso risale al 1978: ne fu autore Alessandro Mazzerelli, fondatore del Movimento. Quindi, l’iniziativa di rivendicare l’autonomia della Toscana è sorta molto prima del falso autonomismo “bossista”.

    Ma si va verso l’unità Europea e voi volete dividere l’Italia?

    Se fu un delitto contro i popoli, le loro tradizioni e le loro culture costringere le popolazioni dello “Stivale” a sottomettersi al Regno piemontese, peggio ancora sarebbe giungere all’unità europea senza il rispetto delle piccole Patrie, e cioè di tutti i popoli che compongono l’Europa. Noi non vogliamo dividere l’Italia per il semplice fatto che è già divisa. A dividerla ci ha già pensato il regime di Roma, che ha regalato tutto l’ex Regno delle Due Sicilie alla mafia ed alla camorra. Quindi, non potendo dividere ciò che è già diviso, vogliamo ottenere ciò che è già stato dato alla Baviera in Germania, alla catalogna in Spagna, alla Sardegna in Italia e via di seguito. Domanda: per quanto tempo ancora noi Toscani, che siamo stati liberi per secoli, dobbiamo rinunciare a diritti che, con meno ragioni, sono stati concessi ad altri?

    Quali sono i vantaggi che si ottengono con l’autonomia della Toscana?

    Enormi! Sono talmente enormi che è da imbecilli non pretendere l’autonomia.

    FISCO:gran parte delle tasse che si pagano in Toscana non vi rimangono, né ritornano, ma vanno ad alimentare gli appalti truccati, le ruberie dei partiti e la mafia. In Italia ci sono circa mille tipi di tasse che si potrebbero ridurre a qualche decina; si potrebbe semplificare i modi di riscossione e di fatto liquidare l’evasione fiscale. Infatti, grazie ad una radicale riduzione del numero delle imposte, l’evasione presenterebbe più rischi che vantaggi.

    CONCORSI:oggi è più facile che “un cammello passi per la cruna di un ago” che un toscano vinca un concorso importante. Dal Sud si arriva con le raccomandazioni, con punteggi avvantaggiati, con titoli di studio comprati od ottenuti grazie alla camorra. E questa, si badi bene, non è un’affermazione razzista, basta recarsi in qualsiasi ufficio pubblico per rendersene conto. Quindi, il Movimento Autonomista Toscano, si batte perché i concorsi che riguardano i posti di lavoro presenti nel territorio toscano siano riservati ai residenti e a chi è nato in Toscana.

    APPALTI:gli appalti su lavori pubblici che interessano la Toscana sarebbero assegnati a ditte toscane, garantendo il lavoro ai nostri imprenditori ed ai nostri lavoratori.

    ESERCITO:riduzione del numero degli addetti e quindi delle spese relative. Toscanizzazione dei quadri. Rafforzamento delle forze di polizia in considerazione che la guerra del futuro sarà indirizzata solamente a contenere la delinquenza e l’invasione extracomunitaria.

    AGRICOLTURA:amministrati da gente non toscana o comunque vincolata agli interessi dei partiti, la cosiddetta “regione toscana” si è completamente disinteressata di due settori vitali della tradizione economica toscana: l’agricoltura e l’artigianato. L’agricoltura, in stato di svendita e di abbandono, troverebbe nell’autonomia toscana quella tutela che, con grande sensibilità ed intelligenza politica, gli amministratori sud-tirolesi hanno assicurato all’agricoltura del Sud-Tirolo (Alto Adige).

    ARTIGIANATO: L’artigianato toscano, oltre ad essere asfissiato da tasse ingiuste è in grave crisi per la mancanza di apprendisti. La Toscana autonoma ritroverebbe i mezzi per un sostanziale aiuto a questa abbandonata categoria, che per secoli aveva costruito la sua ricchezza.

    SANITA’:i nostri ospedali servono tutti fuor che i Toscani! Si pensi alla vergogna delle numerose strutture ospedaliere ove i toscani sono gli ultimi nelle liste di attesa ed alla vergogna delle USL, strutture burocratiche in mano alla corruzione del sistema, che soltanto una nuova istituzione, a misura del buon governo toscano, può liquidare.

    PENSIONI:con un Istituto toscano, tolti i falsi invalidi e gli sperperi dell’INPS, le pensioni sarebbero equilibrate e notevolmente incrementate, senza alcun onere a carico delle nuove generazioni. Comunque lo stato sociale verrà ad essere migliorato, mai peggiorato.

    CASA: l’Autonomia Toscana liquiderebbe la vergogna delle tasse sulla prima casa e darebbe precedenza ai residenti nell’assegnazione delle “case popolari”.

    Ma siete proprio sicuri che se la Toscana è autonoma cambiano le regole del gioco?

    Sicurissimi. La nostra certezza nasce da un’elementare constatazione. I partiti ladroni e padroni, qualunque sia la sigla con cui si presentano, si sono organizzati in tutto il territorio della “Repubblica Italiana” con sede centrale a Roma, mentre le loro emanazioni regionali sono strutture che non godono di nessuna autonomia politica. Quindi la strategia del partito fa capo ai padroni che stanno a Roma. La conseguenza di questa realtà è che i partiti, inseguendo i loro sordidi interessi per tutto lo “stivale”, pur mascherandosi a seconda delle opportunità locali con una burocratica articolazione regionale e cittadina, sono portatori di ordini e di interessi lontani ed indifferenti ai reali problemi della gente. Il Movimento Autonomista Toscano, costituito da gente che vive in Toscana, non si nasconde dietro la segreteria di partito, dietro gli apparati, le correnti ed i gruppi di potere. I suoi dirigenti, i suoi amministratori sono sempre raggiungibili, basta aprire le pagine di un elenco telefonico…e questo è già un grande vantaggio. Un vantaggio che conferma una delle caratteristiche del Movimento Autonomista Toscano, quella di non sfuggire alle sue responsabilità, ma di camminare con la gente senza coprirsi dietro astratte ideologie, in modo da essere sempre controllabile e direttamente sostenibile per gli atti che effettivamente compie. E’ poi un’organizzazione politica meno corruttibile, soprattutto perché non necessita dei grandi mezzi che i partiti devono usare se vogliono raggiungere un buon livello di rimbischerimento generale, senza il quale, una buona parte degli elettori non li voterebbe. Infine, va ricordato che Movimento Autonomista Toscano ha nel suo statuto alcune garanzie che assicurano la vera trasparenza, e cioè: il divieto della doppia carica pubblica, il divieto di rimanere più di due volte nella stessa carica pubblica, il divieto della pubblicità personale il divieto per chi ha una carica pubblica di avere anche una carica nel Movimento, al fine di consentire all’Organizzazione ed agli elettori il controllo sull’operato degli eletti.

    Ma esiste una etnia toscana?

    Per rispondere a questa domanda è sufficiente riflettere su alcune considerazioni. La cosiddetta lingua italiana altro non è che il frutto dell’imposizione della lingua toscana – opportunamente imbastardita – in tutta la regione geografica italiana. L’etnia toscana discende da quella etrusca; recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato che nel sangue toscano è presente un cromosoma di quella stirpe. Infine il modo di pensare toscano, così “strano e diverso”, che esalta la libertà individuale, ma che rende i toscani deboli davanti agli apparati dei partiti ed alle organizzazioni clientelari e mafiose, trova la sua simpatica ed obbiettiva descrizione su “Maledetti Toscani” di Curzio Malaparte.

    Ma non siete un po’ razzisti nei confronti dei meridionali e degli extracomunitari?

    Non è vero. Per quanto riguarda i meridionali abbiamo sempre affermato una verità e cioè che l’emigrazione di massa dal Sud al Nord non ha in nessun modo migliorato le condizioni di emarginazione e di degrado del Sud. Anzi, ha rafforzato le mafie locali, che si sono sbarazzate di una parte considerevole di giovani che avrebbero potuto opporvisi. Gli industriali del Nord – a dispetto di ciò che afferma la Lega Nord – hanno usato ed abusato , in particolare durante gli anni del cosiddetto boom economico, di lavoratori a “buon mercato” provenienti dal Sud e ciò, sia per contenere le spinte sindacali dei lavoratori locali, sia per rafforzare le forze politiche che si ponevano a loro servizio. (PSI-DC).

    Per quanto riguarda gli extracomunitari la questione è per certi versi analoga: il Nord – o meglio la borghesia parassitaria del Nord – ha “bisogno” di operai-servi e di servitù mal pagata. Il fatto che l’invasione extracomunitaria abbia grandi costi sociali per l’intera comunità, in particolare per i nostri poveri ed i nostri emarginati, si pensi ai migliaia di posti occupati da giovani extracomunitari nei già insufficienti centri di assistenza dei nostri ultimi, è – per i suddetti infami – cosa irrilevante. Anzi, tali autentici razzisti e schiavisti del duemila, sostenuti dai mass media si danno anche una patina di progressisti, mondialisti, antirazzisti…

    Noi abbiamo sempre affermato che è cosa demenziale, pensare di risolvere gli immani problemi del Terzo Mondo, con l’invasione extracomunitaria della regione geografica italiana. I problemi del Terzo Mondo si risolvono nel Terzo Mondo con i mezzi di coloro che ieri, per arricchirsi, lo hanno depredato dei beni naturali e che oggi, da ricchi, lo depredano degli uomini, per farne la loro nuova servitù.

    Ma fino a pochi decenni or sono anche noi si emigrava…

    Sì, ma era un’emigrazione enormemente diversa dall’attuale. Si trattava di lavoratori con un’arte: erano imbianchini, sarti, contadini, muratori, parrucchieri… andavano in un paese che li richiedeva. Gli extracomunitari sono entrati da falsi turisti in un Paese ad altissima densità di popolazione; la loro attività, salvo casi molto rari, se escludiamo il lavoro nero, non è richiesta, perché si tratta, nella maggior parte dei casi, di manodopera non qualificata. C’è poi una differenza grandissima, fra gli emigranti di allora e gli invasori di oggi, che sfugge quasi a tutti e che è invece di enorme importanza. Si tratta del fatto che mentre i nostri emigrati non godevano di nessuna assistenza – in particolare se erano clandestini – gli extracomunitari vivono sulle spalle delle nostre organizzazioni assistenziali e quindi a danno dei nostri emarginati, dei nostri anziani e dei nostri poveri. Un esempio? La “regione toscana”, anziché disporre l’ampliamento del servizio di accoglienza per i nostri ottantenni, ha negli anni dirottato milioni di euro per costituire centri di accoglienza per extracomunitari di vent’anni, molti dei quali, come è noto, sono impegnati nel mestiere di spacciatori di droga…

    Ma gli extracomunitari fanno i lavori che i toscani non vogliono più fare…

    E’ questa una delle affermazioni più banali con le quali sia la “destra” che la “sinistra” legittimano l’invasione extracomunitaria. Sia la Confindustria che la Triplice Sindacale (CGIL-CISL-UIL) –sostengono, fin dal 1997, che gli extracomunitari “fanno lavori che nessuno farebbe e pagano le pensioni degli anziani”. Le ragioni di quella affermazione – “unitaria”, “democratica”, “tollerante” – sono molto chiare: alcuni lavori di fatica sono da sempre sottopagati, e sottopagati devono rimanere per non far crescere il costo del lavoro. E’ quindi interesse della Confindustria servirsi della manodopera extracomunitaria, costretta – all’inizio della sua permanenza in Toscana – ad accettare lo sfruttamento padronale, così come accadeva negli anni cinquanta con i lavoratori meridionali. Ma tra breve, con molta più arroganza degli immigrati dall’Italia del Sud, gli extracomunitari pretenderanno quello che gli spettava con l’aggiunta degli “interessi”…A quel punto, con lo scontro sociale che inevitabilmente si determinerà, le sanguisughe sindacali e i politicanti che vivono gestendo e mediando il male della gente pensano di trarre vantaggio in potere, prestigio e denaro, così come già ora lo traggono i dirigenti delle cosiddette “Associazioni di volontariato pro-accoglienza”. Ma mentre questi vantaggi in futuro non sono affatto sicuri – perché gran parte degli extracomunitari sono prima islamici e poi, se ne hanno convenienza, alleati dei progressisti – chi avrà sicuro svantaggio e si vedrà ridotto ai margini della sopravvivenza sarà il nostro emarginato, il nostro handicappato ed il nostro lavoratore non qualificato.

    Ma noi non abbiamo raggiunto il “benessere” sfruttando il “terzo mondo”?

    Guardiamoci intorno, ti sembra che tutti vivano nel benessere? Certamente ci sono state alcune persone che dallo sfruttamento del Terzo Mondo si sono arricchite e che continuano ad arricchirsi e per costoro la multirazzialità va benissimo. Si tratta di coloro che hanno raggiunto il “benessere” rapinando i beni naturali dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina e che ora si fanno servire dalle collaboratrici domestiche provenienti dai Paesi che hanno rapinato. Ma con questo infame gioco cosa hanno a che fare i nostri poveri, i nostri anziani ed i nostri disoccupati? Gli extracomunitari, talvolta già vittime in patria a causa dei loro “compatrioti” ora lo stanno diventando anche grazie alle varie leggi che si sono succedute negli anni (Martelli, Bossi-Fini etc.) , fatte su misura per offrire manodopera e servitù ai grandi ladroni e padroni, che colpiscono sia la nostra manodopera meno qualificata, che si trova aggredita da una ingiusta concorrenza, sia i nostri anziani, che vedono ridotta a favore di aitanti ventenni extracomunitari l’assistenza loro dovuta, e colpiscono anche gli stessi extracomunitari che rischiano di diventare i nuovi “schiavi”. Così, la conseguenza logica è che il povero sarà sempre più povero e chi è ricco sarà sempre più ricco alle spalle degli “ultimi” dell’Italia e del mondo.

    Ma allora, secondo voi, quelli del terzo mondo dovrebbero rimanere nel loro paese a morire di fame?

    Noi abbiamo sempre affermato che i problemi del “Terzo Mondo” vanno affrontati nel “Terzo Mondo” e che è molto meglio insegnare a pescare, che regalare un pesce pescato da altri. Nel mondo si spendono inutilmente un’infinità di miliardi di dollari per spese militari e talvolta bastano pochi euro, per risolvere i problemi di decine di migliaia di persone.

    Gli ipocriti e i “progressisti” del mondo cattolico, che si dimenticano del prossimo per chiacchierare su problemi a loro lontani, che gli garantiscono di fare buona figura in salottiere conferenze, dovrebbero sapere – se credono in quello che affermano i loro missionari, che con contributi talvolta irrisori vengono promosse grandi imprese, tali da consentire agli “indigeni” di restare nel luogo natale contribuendo allo sviluppo del loro Paese. Quindi il dramma del “Terzo Mondo” è anche dovuto alla mancanza di scelte politiche che, ovviamente, devono essere di segno opposto alla logica dei governi attuali.

    Ma il mondo non è di tutti?

    Proprio perché è di tutti, ognuno deve compiere sino in fondo il suo dovere. Non si sfugge alle proprie responsabilità con la fuga dal proprio paese, abbandonato in balìa di governi e di burocrazie corrotte, come fanno, per meditata viltà, molti giovani extracomunitari. Occorre capire che se la terra è di tutti ognuno deve fare il suo dovere, deve cioè rispettare il luogo della terra dove è nato e difenderlo. La solidarietà, non deriva dall’estorsione del lavoro ai danni di chi abita da secoli in un dato luogo, come, ad esempio, è avvenuto in Toscana a S. Donnino, ad opera dei cinesi, che hanno liquidato l’artigianato locale della pelle. In questo caso non si è di fronte ad un atto di solidarietà da parte di chi accoglie l’extracomunitario, ma ad un atto di vigliaccheria di fronte ad una rapina. Infine, se il mondo è di tutti, uno dei problemi che dobbiamo affrontare tutti – e non solo i popoli europei – è quello demografico, non si può continuare a crescere pensando che la terra possa ospitare un numero indefinibile di abitanti.

    Ma la “Lega Nord-Lega Lombarda” non dice le stesse cose che dite voi?

    Assolutamente no. La “Lega Nord” è un partito come tutti gli altri. La sezione Toscana della Lega Nord ha la stessa autonomia che può ottenere il “comitato regionale” del PD nei confronti della sede centrale di Roma.. La “Lega Nord” non è una organizzazione autonomista, perché è sottoposta ad un vertice che fa capo a Milano.

    Gli autonomisti rispettano ogni identità, si aiutano e si rispettano a vicenda, se trovano un accordo fanno in modo che le cariche di coordinamento spettino a tutti, mediante il principio dell’avvicendamento con pari dignità. Al contrario la ” Lega Nord” ha ritenuto la Toscana ed il suo popolo – terra già libera per secoli – una quasi “indegna” appendice della Lombardia.

    Ma come fa un popolo – come quello toscano – a richiedere la sua autonomia, se è talmente inetto da non essere in grado di promuovere un suo movimento autonomista? La Lega Nord non è un movimento autonomista toscano ed è lontanissima dagli interessi e dalla tradizione toscana, come suoi referenti in loco si sono succeduti negli anni nobilastri fiorentini, scarti della tangentopoli socialista in cerca di riciclarsi, politicanti fuoriusciti da partiti centralisti come Alleanza Nazionale In cerca disperata di poltrone. La “Lega Nord” non rappresenta nessuna novità, perché è assolutamente priva di qualsiasi codice di comportamento morale. In Toscana il suo fondatore fu un ex esponente della destra espulso dai fascisti, il cui programma ed obbiettivo era il raggiungimento della poltrona per sè e per i suoi familiari. Per queste ragioni abbiamo sempre affermato che i “bossisti” sono falsi autonomisti – anzi non lo sono affatto – e falsi federalisti. Tesi che è ampiamente confermata da queste constatazioni:

    Alle Elezioni Amministrative si definiscono “autonomisti toscani”, ma vogliono la Toscana relegata ad appendice di una ridicola Repubblica della Padania.

    Alle Elezioni Politiche si dicono federalisti, ma il loro federalismo consiste nello spostare l’asse del potere da Roma a Milano, calpestando tutte le etnie del Nord, del Centro e del Sud a favore della superiorità “lumbarda”.

    Conclusione: il loro “federalismo” è quindi molto più simile a quello della Serbia degli anni ’90 che a quello di Cattaneo. Giunti in Parlamento, votarono Spadolini a Presidente del Senato, ma Spadolini fu un noto e coerente assertore del centralismo romano… Con il quadripartito hanno sostenuto la permanente vergogna dell’immunità parlamentare, rendendo un servizio a Pilitteri e Tognoli e a tutta la tangentopoli Lombarda. Al governo con Berlusconi non hanno fatto nulla di realmente concreto contro l’invasione extracomunitaria, promuovendo anzi immani sanatorie che non si sono viste nemmeno con i governi di sinistra…ed allora che dire? La “Lega”, val la pena ripeterlo, è un partito come tutti e per tutte le stagioni. Quindi, possiamo tranquillamente affermare che è più “parente” il PdL con il PD che noi con la Lega Nord e i suoi lacchè che operano in Toscana. A proposito di questi ultimi: sapete qual è stata la loro operazione più significativa? Quella di nascondersi dietro a centinaia di squadristi fatti recapitare dal Bossi davanti al Viminale (Ministero degli Interni) per presentare prima di noi un simbolo simile a quello che avevamo sempre usato. Lo scopo? Quello di rapinarci della nostra identità, colpendo la Toscana e la sua autonomia! Di fronte ad un simile episodio, solo un toscano rincoglionito, imbecille o peggio ancora infame, può dar credito al “bossismo” importato in Toscana.

  2. Sulla nascita di un sedicente partito indipendentista…

    Due tizi, a venticinque anni dal sorgere del Movimento Autonomista Toscano – Lega Autonomista Toscana , hanno pensato bene di parlare di “indipendenza toscana” , riferendosi alle nostre pretese origini “tedesche” anziché etrusche…. L’iniziativa, che prende le mosse da un tizio espulso persino dalla Lega, non merita alcuna considerazione. Noi abbiamo soltanto il dovere di denunciare un imbroglio: uno dei tanti come al solito alle spalle della Toscana, che soltanto noi sogniamo veramente libera e veramente sovrana.

    2 aprile 2014
    Alessandro Mazzerelli – Presidente Movimento Autonomista Toscano

    • Nessuno ha l’esclusiva dell’indipendentismo. Certo servirebbe una sola sigla, ma non è che voi brilliate per coerenza. Avete collaborato con il centrodestra in più di una occasione

    • Apprendiamo con stupore dell'”acida” risposta di Alessandro Mazzerelli, da trent’anni presidente del Mat (che fra parentesi sembra non abbia mai combinato granché oltre a pubblicizzare i libri di Don Milani), nei riguardi della nascita di “Toscana Stato” che ci risulta l’unico movimento indipendentista organizzato nato in Toscana dall’unità (se escludiamo il movimento anti-unitario capeggiato dal Granduca ereditario Ferdinando IV)
      Definisce dementi (si ci ha chiamato così su un altro giornale online, correggendo il tiro sull’ Indipendenza) gli appartenenti a questa formazione, offendendoci non si sa perché visto che noi non abbiamo detto nulla del Mat e di Mazzerelli(anzi ci avrebbe fatto piacere vederlo alla nostra iniziativa). Dementi che purtroppo per lui sono molti più del Mat e ben più di due, e soprattutto molto più giovani e soprattutto più DETERMINATI , determinazione che dalle parti del Mat non si è mai vista.
      Consigliamo ad Alessandro di documentarsi su altri testi se non si fida dei nostri e scoprirà che il Ducato Longobardo è durato due secoli e coniugato al Marchesato di Tuscia franco (e i franchi erano germanici anch’essi) ha fatto si che gli antichi germanici abbiano lasciato una impronta indelebile nella Toscana. Le grandi famiglie toscane erano tutte o quasi di stirpe germanica a partire dallo stesso Alighieri . Indro Montanelli si auto-definiva longobardo e diede molta importanza alla dominazione germanica nel compendio della storia d’italia . Demente anche lui?
      Questo astio verso il mondo germanico in realtà tradisce il lavaggio del cervello operato dalla scuola italiana , che ha insegnato alla generazione del Mazzerelli ad odiare il mondo germanico visto come responsabile della distruzione dell’Impero Romano (e per noi invece è stata una grande fortuna!).
      Ma il Mazzerelli probabilmente è confuso e bisogna comprenderlo vista l’età : confonde “germanico” con “tedesco” mentre sono due concetti ben distinti (gli inglesi, ad esempio, sono germanici ma non tedeschi), confonde autonomismo con indipendenza mentre invece c’è una colossale differenza . L’autonomismo vuole l’autogoverno di un dato territorio, e di una data comunità, ma riconosce pur sempre l’ente statale centrale (in questo caso l’Italia) .
      L’obiettivo finale dell’autonomismo è la costituzione di una sorta di regione a statuto speciale ma sempre all’interno dello Stato centrale. Una posizione rispettabile , per carità, ma noi andiamo ben oltre : vogliamo che la Toscana si stacchi dallo Stato Italiano e formi un SUO STATO indipendente, o meglio RITORNI ad essere indipendente. Sono due cose diverse e di parecchio.
      Confondere autonomismo con indipendentismo è , semmai , la vera malafede o gretta ignoranza.
      Portare avanti da trent’anni un patetico “one man show” come è alla fine è il Mat dove parla solo Mazzerelli ed esiste solo Mazzerelli, non è autonomismo , ma egocentrismo.
      E poi diciamocelo: lo sanno anche i muri che il Mat è solo una lista civetta di Alleanza Nazionale (ora Fratelli d’Italia o Forza Italia) , che si presenta solo quando fa comodo al centrodestra . Lista civetta ricompensata, ogni tanto, con qualche strapuntino nei consigli d’amministrazione delle municipalizzate lucchesi (vero Alessandro?) come è capitato durante la giunta Favilla , grazie ai buoni uffici con Migliori.
      Un’ultima cosa : Toscana Stato sarà una formazione laica , e non parlerà continuamente di preti come si fa sempre alle languide riunioni del Mat . Tanti auguri Alessandro , goditi la vita anziché stare a rosicare…

      • Il promotore del MAT:
        “Alessandro Mazzerelli è nato a Firenze nel 1943.

        Sposato, ha tre figli. Da studente-lavoratore si è laureato in giurisprudenza nel 1977, discutendo con il prof. L. Lombardi Vallauri una tesi su un’ipotesi di “socialismo d’azione” in contrapposizione al consumismo occidentale ed al marxismo. Fu sostenuto ed incoraggiato in questa ricerca, sin dagli anni ’60, da don Lorenzo Milani, di cui fu amico ed estimatore. Cattolico ed autonomista da sempre promuove – prima di Solidarnosc – il Movimento Solidale e la rivista il Solidale con cui riprende le idee giovanili e le integra con un “decalogo morale” e con una serrata denuncia – in qualche modo profetica – della natura e della irreversibile fine del “centralismo comunista” e della degenerazione politica italiana, a cominciare da quella della D.C. e del P.S.I. . Nel 1978 pubblica un “manifesto” che rivendica il diritto della Toscana alla sua autonomia “nell’Europa dei popoli”. Nello stesso anno si mette in contatto con gli autonomisti dell’Italia del Nord. Conosce Bruno Salvadori – un parlamentare dell’Union Valdotaine di origine toscana di cui Umberto Bossi si dice “allievo” – e ne condivide la lotta per l’Italia federale. Nel 1980 pubblica per le Edizioni Dehoniane Il Riscatto (“esperienze e proposte per un’alternativa di giustizia sociale”). Nel 1989 – dopo aver promosso nel 1985 una lista del Movimento Solidale che rivendicava l’autonomia della Toscana e la lotta all’arrivo della clandestinità extracomunitaria – fonda il Movimento Autonomista Toscano (M.A.T.) e la rivista Autonomia Toscana. Nel 1990 scrive il Manifesto Programmatico del Movimento Autonomista Toscano. I rappresentanti di Bossi cercano con tutti i mezzi di colpire l’Organizzazione a cui, nel corso delle elezioni politiche del 1992, sottraggono con la forza persino il simbolo. Nel 1994 scrive una “Lettera aperta ad un prete del Vaticano” per spiegare le ragioni del suo “NO” all’invasione extracomunitaria, che definisce un “crimine sociale a danno degli ultimi”. Nel 1995 è uno dei sei candidati a Sindaco di Firenze; giunge quarto battendo lo sponsorizzatissimo candidato della Lega Nord. Con le elezioni politiche del 1996 consolida la presenza autonomista in tutta la Toscana ed alla fine dello stesso anno incontra Irene Pivetti e constata che non è “autonomista”. Nel 1997 si realizza la “liberazione” di Grosseto che vede il M.A.T. al 7,14% nel 1998 concorre alla “liberazione” di Lucca, mentre la Lega Nord viene esclusa dalla competizione perchè non riesce a raccogliere le sottoscrizioni per la presentazione della lista.

        Nel 2001 è candidato al Senato per la Casa delle Libertà in rappresentanza del M.A.T.
        Il Collegio assegnatole è il peggiore della Toscana, quello di Volterra, Pontedera, Poggibonsi, Colle Val d’Elsa, Radicondoli. Gli si contrappone il comunista Giovanni Brunale. Pur essendo la terra ove, come ha detto Vittorio Sgarbi i comunisti potrebbero “candidare ed eleggere un cavallo” la campagna di Mazzerelli, svolta con grande scrupolo, raggiunge ogni gruppo di case dell’enorme Collegio conseguendo un clamoroso successo. Scrive “La Nazione” : “ Lo sfidante di Brunale per la Casa delle Libertà era Alessandro Mazzerelli, che arriva al 30,2% con 49.719 voti ( nel’96 il candidato del polo, Federico Podestà, si fermò al 26,3%) “. Per la prima volta in sessanta anni , un comune sfugge al controllo comunista , si tratta di Orciano Pisano , ove Mazzerelli batte il comunista Brunale con 175 voti contro 170, sbalordito il quotidiano “Il Tirreno” del 15 maggio 2001 scrive: “ Il sorpasso. Orciano, la visita casa per casa si rivela vincente per Mazzerelli”. Nel 2004 è candidato a Sindaco di Firenze: il MAT ottiene 1.330 voti, il candidato “sindaco” 1.496. Nel 2008 è candidato nella lista del Senato per “Il Popolo delle Libertà”, grande interesse solleva la sua “Lettera aperta” a Sivio Berlusconi . Ma sono certamente le pubblicazioni in memoria del suo Amico Don Lorenzo Milani il grande Profeta Cattolico, che gli danno le maggiori soddisfazioni. La prima, dal titolo “ Il Profeta tradito” – “Come e perché la sinistra si è appropriata di Don Milani”. È edita dalla Casa Editrice “Liberal” di Ferdinando Adornato nel 2005, con la presentazione di Franco Cardini e l’introduzione di Mario Bernardi Guardi. Già come si evince dal titolo, il libro, che pone la questione dello stravolgimento doloso del pensiero milaniano, solleva dibattiti e polemiche. Le recensioni sono a decine , fra cui quelle de “Il Corriere della Sera”, “Il Tempo”, “Il Foglio” , “Il Giornale”, “La Nazione “, “Il Tirreno”, “Il Secolo d’Italia”, “Il Giornale della Toscana” , “Tempi” ecc. Si sono tenute ben 22 conferenze di presentazione, fra cui quelle nel Salone del Gonfalone della Regione Toscana il 21 aprile 2005; nella Sala consiliare del Comune di Montecatini Terme (Pistoia) il 13 aprile 2006; al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini il 23 agosto 2006; alla Casermetta S. Pietro di Lucca il 16 dicembre 2006 e infine alla “Giubbe Rosse” di Firenze il 13 gennaio 2007. Il secondo libro liquida il tentativo di delegittimare la Verità, fornendo la riproduzione di una imponente documentazione. Il titolo non da adito a dubbi : “ Ho seguito Don Lorenzo Milani, Profeta della Terza Via”. Introdotto magistralmente da Franco Cardini, è pubblicato nel 2007 da “Il Cerchio” di Rimini. Presentato per la prima volta nel Salone del Gonfalone della Regione Toscana il 24 settembre 2007, ha ottenuto ampi consensi confermati dalle conferenze presso le Librerie Belforte di Cecina (Livorno) dell’ 8 novembre 2007 e di Livorno del 5 dicembre 2007; dai Convegni di Scandicci (Firenze) presso il Cinema Aurora del 12 novembre 2007 a quello presso “L’Agorà” di Lucca, alla presenza del Sindaco Mauro Favilla del 12 gennaio 2008. Infine, è stato oggetto del 18° Convegno Culturale del MAT, presenti i principali esponenti della Casa delle Libertà toscana e del Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani che, con tessera n° 12, ha nominato il Mazzerelli suo socio onorario.

        A seguito di un sofferto accordo politico, fra il MAT-Lega Autonomista Toscana e il Popolo delle Libertà, che riguardava quattro comuni, quale candidato sindaco a Barberino di Mutello – il comune in cui Di Pietro, candidato post comunista al Senato, ottenne l’86% dei voti…- evita ogni forma di propaganda che non sia coerente con il Decalogo di Barbiana, distribuendo personalmente una “lettera di garanzia”. L’ex PCI perde il 15% dei consensi, mentre il PdL-MAT supera, per la prima volta in sessant’anni, il 20%.

        Si accende sempre più aspra la polemica fra la Lega di Bossi e la Lega di Mazzerelli. Documenti e fatti inoppugnabili dimostrano che la seconda, sorta sulla profezia milaniana dei “ventimila sammarini”, è l’organizzazione politica di gran lunga più coerente con i principi autonomisti di Bruno Salvadori, che Bossi impropriamente, definisce suo “maestro”…”

    • Apprendiamo con stupore dell'”acida” risposta di Alessandro Mazzerelli, da trent’anni presidente del Mat (che fra parentesi sembra non abbia mai combinato granché oltre a pubblicizzare i libri di Don Milani), nei riguardi della nascita di “Toscana Stato” che ci risulta l’unico movimento indipendentista organizzato nato in Toscana dall’unità (se escludiamo il movimento anti-unitario capeggiato dal Granduca ereditario Ferdinando IV)
      Definisce dementi (su un altro giornale online ci aveva definiti così) gli appartenenti a questa formazione, offendendoci non si sa perché visto che noi non abbiamo detto nulla del Mat e di Mazzerelli(anzi ci avrebbe fatto piacere vederlo alla nostra iniziativa). Dementi che purtroppo per lui sono molti più del Mat e ben più di due, e soprattutto molto più giovani e soprattutto più DETERMINATI , determinazione che dalle parti del Mat non si è mai vista.
      Consigliamo ad Alessandro di documentarsi su altri testi se non si fida dei nostri e scoprirà che il Ducato Longobardo è durato due secoli e coniugato al Marchesato di Tuscia franco (e i franchi erano germanici anch’essi) ha fatto si che gli antichi germanici abbiano lasciato una impronta indelebile nella Toscana. Le grandi famiglie toscane erano tutte o quasi di stirpe germanica a partire dallo stesso Alighieri . Indro Montanelli si auto-definiva longobardo e diede molta importanza alla dominazione germanica nel compendio della storia d’italia . Demente anche lui?
      Questo astio verso il mondo germanico in realtà tradisce il lavaggio del cervello operato dalla scuola italiana , che ha insegnato alla generazione del Mazzerelli ad odiare il mondo germanico visto come responsabile della distruzione dell’Impero Romano (e per noi invece è stata una grande fortuna!).
      Ma il Mazzerelli probabilmente è confuso e bisogna comprenderlo vista l’età : confonde “germanico” con “tedesco” mentre sono due concetti ben distinti (gli inglesi, ad esempio, sono germanici ma non tedeschi), confonde autonomismo con indipendenza mentre invece c’è una colossale differenza . L’autonomismo vuole l’autogoverno di un dato territorio, e di una data comunità, ma riconosce pur sempre l’ente statale centrale (in questo caso l’Italia) .
      L’obiettivo finale dell’autonomismo è la costituzione di una sorta di regione a statuto speciale ma sempre all’interno dello Stato centrale. Una posizione rispettabile , per carità, ma noi andiamo ben oltre : vogliamo che la Toscana si stacchi dallo Stato Italiano e formi un SUO STATO indipendente, o meglio RITORNI ad essere indipendente. Sono due cose diverse e di parecchio.
      Confondere autonomismo con indipendentismo è , semmai , la vera malafede o gretta ignoranza.
      Portare avanti da trent’anni un patetico “one man show” come è alla fine è il Mat dove parla solo Mazzerelli ed esiste solo Mazzerelli, non è autonomismo , ma egocentrismo.
      E poi diciamocelo: lo sanno anche i muri che il Mat è solo una lista civetta di Alleanza Nazionale (ora Fratelli d’Italia o Forza Italia) , che si presenta solo quando fa comodo al centrodestra . Lista civetta ricompensata, ogni tanto, con qualche strapuntino nei consigli d’amministrazione delle municipalizzate lucchesi (vero Alessandro?) come è capitato durante la giunta Favilla , grazie ai buoni uffici con Migliori.
      Un’ultima cosa : Toscana Stato sarà una formazione laica , e non parlerà continuamente di preti come si fa sempre alle languide riunioni del Mat . Auguri Alessandro, goditi la vita, e rosica di meno…

  3. Il professor Sergio salvi è lo stesso che ha scritto le Le Nazioni proibite e Le lingue tagliate? Se è lui, perché ha così inopinatamente e definitivamente abbandonato la Sardegna?
    Ci sarebbe invece un gran bisogno di lui in questo momento qui da noi.

  4. bravi bravi bravi … laici e libertari … kontiene tutto l’essenziale xkè un cittadino possa serenamente abbracciare la kausa e parteciparvi attivamente…

    kuanto vorrei nascesse un simile movimento cisalpino in Padania kon gli stessi kiari principi, enunciazioni e puntualizzazioni ke tutto lasciano ben definito…

    Mi spiace solo di non essere toskano …

    attenti xò a non kadere nel tranello della partecipoazione alle elezioni romane, ke mi pare non siano espressamente
    prekluse…

  5. Ottima iniziativa!
    Vi auguro di trovare quanto prima
    coordinatori per il Senese e il Grossetano.
    Vi consiglio di creare tessera associativa
    per simpatizzanti “stranieri”.
    Per la diffusione dell’idea suggerisco di puntare
    su adesivi, magliette e portachiavi, di qualità,
    of course.
    Rtg.

      • ma lascia perdere…. Prato libera sarà l’ennesimo lecchista che ancora non si è accorto, o per ingenuità o per malafede interessata , che la Lega Nord è uno dei più colossali imbrogli dai tempi della piramide di Ponzi….
        Comunque vogliamo rassicurarlo : a Prato per ora non ci presenteremo , preferiamo prima creare le basi culturali (cosa che la Lega non ha fatto) . Quando i tempi saranno maturi ci presenteremo!

    • Baggiani ha fatto errori (come tutti) . Nel frattempo ha patrocinato assieme ad altri un qualcosa che non si era ancora visto sulla faccia della Terra da un secolo a questa parte … E come sempre ci mette la faccia esponendosi in prima persona in un movimento che vuole l’Indipendenza della Toscana . Chi non fa mai nulla , non sbaglia mai (Panorama e Repubblica ci hanno definiti senza mezzi termini dei “pazzi”). Ma questo è ovvio . Come si dice in questi casi ? Chapeau ?

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