“Cosa si aspetterebbe ora?”

“Che si stampasse moneta. La Svizzera, compilando un foglio, ti mette a disposizione fino a 500’000 euro, la Gran Bretagna ti garantisce fino all’80% dello stipendio, gli Usa destinano fino a 2’000 euro a famiglia. Loro possono farlo. Noi no, perché abbiamo l’euro. E, mi faccia dire, anche questa Europa”.

E qui Tvsvizzera spiega. “Le dichiarazioni rilasciate da Matteo Salvini al Corriere della Sera un paio di giorni fa in cui affermava che in Svizzera agli imprenditori basta una dichiarazione “sulla parola” per vedersi bonificare fino a 500’000 franchi (circa 470’000 euro) hanno suscitato qualche perplessità nella Confederazione. Qualche precisazione si impone”.

Davvero è un fondo perduto?

Il sistema predisposto dal Governo svizzero prevede effettivamente l’erogazione di crediti fino a 500’000 franchi (e al massimo fino al 10% della cifra d’affari del 2019) per le imprese che soddisfano determinati requisiti. Il credito, garantito al 100% dallo Stato, può essere ottenuto presso tutte le banche che hanno accettato le condizioni di fideiussione previste dall’ordinanza federale.

Non si tratta però di un aiuto a fondo perso, bensì di un credito ponte. Il tasso d’interesse applicato a questi crediti è pari a zero, ma le aziende devono rimborsarli entro cinque anni”. E già è diverso. Non sono soldi a pioggia, ma un prestito di media durata.

Zero burocrazia senz’altro, “senza incorrere in lungaggini burocratiche”. La procedura è effettivamente piuttosto semplice: basta iscriversi nell’apposito sito, completare sette passaggi e presentarsi poi con la richiesta di credito presso una banca”.

E già qui li invidiamo. In Italia si è in attesa che sia il commercialista a interpretare la circolare dell’Agenzia delle entrate, poi quella dell’Inps e, se va bene, del ministero competente.

“L’azienda deve, ad esempio, autocertificare di “subire perdite di fatturato sostanziali in seguito alla pandemia di coronavirus”. “Se in un secondo momento, dopo un controllo effettuato a posteriori, le informazioni dovessero rivelarsi false, vengono inflitte multe (fino a 100’000 franchi)”, precisa il Dipartimento federale delle finanze (DFF) nella lista di domande e risposte“.

Ma la Svizzera pensa in grande, prevedendo anche crediti che possono arrivare a 20 milioni di franchi per le aziende che sono più grandi. In questo caso l’85% lo mette la Confederazione, il restante 15% le banche. Tasso di Stato allo 0,5%. Ma parliamo di un capitale di 20 milioni.

Ma Salvini viene pizzicato su una imprecisione fondamentale e imperdonabile per un ragionamento di economica. E, soprattutto, per un vicepremier.

“Il programma non viene finanziato stampando moneta e la sovranità monetaria della Svizzera non ha nulla a che vedere con il piano varato dal Governo”.

Rubiamo ancora qualche passaggio, perché Salvini intenda.

“Al momento, comunque, non è necessario risparmiare altrove: “Grazie all’esiguo debito pubblico, la Svizzera ha una buona situazione finanziaria di partenza. Questo porta i suoi frutti nella crisi che stiamo attraversando”. Vero. “L’anno scorso, la Confederazione ha registrato un’eccedenza di 3,1 miliardi di franchi e negli ultimi 10 anni solo una volta le cifre sono state in rosso. Il tasso d’indebitamento è inoltre molto basso, essendo inferiore al 30% del prodotto interno lordo”. Di certo la Svizzera non ha debiti sanitari di Campania, Lazio, Sicilia, Calabria, Molise da ripianare o gestire. Né una infinita questione meridionale che campa sul voto di scambio. La Svizzera ce la può fare. Il Nord Italia deve chiedere a tutta l’Italia di chiedere a sua volta a Bruxelles un aiuto. E cosa si pensava che avrebbero risposto? Con un sì dopo una telefonata di Palazzo Chigi?