E’ il 2022 e dopo le politiche deludenti Zaia dice: “Esporrò le mie ragioni”. Rizzi: Presidente, è sempre la stessa musica

di Monica Rizzi – Il risultato delle urne è sacro e si rispetta. Ma si raccoglie quello che si semina. Pertanto non si può solo ora dire che serve una riflessione, come affermava Luca Zaia all’indomani delle politiche del 2022. La politica si fa tutti i giorni, non solo quando si alza la bandiera dell’autonomia come fosse la madonna pellegrina elettorale.

“Il voto degli elettori va rispettato, perche’, come diceva Rousseau nel suo contratto sociale, ‘il popolo ti delega a rappresentarlo, quando non lo rappresenti piu’ ti toglie la delega’. E’ innegabile come il risultato ottenuto dalla Lega sia assolutamente deludente, e non ci possiamo omologare a questo trovando semplici giustificazioni”, diceva il governatore del Veneto Luca Zaia, commentando con l’ANSA l’esito del voto. “E’ un momento delicato per la Lega – aggiunge – ed e’ bene affrontarlo con serieta’ perche’ e’ fondamentale capire fino in fondo quali aspetti hanno portato l’elettore a scegliere diversamente” .

Ma quali momenti di riflessione sono arrivati? Un congresso? La discesa al Sud? L’arrivo di Vannacci che comanda più dei governatori dentro al partito?

Poi, attenti bene, lo stesso ritornello, ieri come allora, sull’autonomia: “Ciò non toglie – affermava – che temi come l’autonomia restino per noi un caposaldo, sul quale non transigeremo minimamente nei rapporti con il prossimo Governo (e si è visto, ndr); questo nel rispetto degli oltre 2,273 milioni di veneti che legittimamente e democraticamente sono andati a votare il referendum” Zaia evidenzia vache l’elettorato leghista “ha sempre sostenuto convintamente questa partita, interpretando il proprio voto come un consenso in difesa dell’identità del nostro Veneto”. Ma il Veneto era già in quota Fratelli d’Italia, partito di maggioranza relativa in regione e non solo in Veneto.

Ma quale identità, governatore, in anni di Lega di lotta e di governo, si fa per dire? Il core business sono stati il reddito di cittadinanza votato con i 5 Stelle, la discesa al Sud inconcludente, la riforma mancata delle pensioni e nessun, dico nessun passo avanti per l’autonomia. E la riforma Fornero applicata alla lettera anche in questa ultima manovra di bilancio.

 

Per Zaia, “e’ doveroso che siano ascoltate le posizioni, anche le piu’ critiche, espresse dai nostri militanti. L’obiettivo dovrà essere un chiarimento per non lasciare nulla di inesplorato”. “Per quanto mi riguarda – conclude Zaia – esporro’ la mia analisi nella riunione ufficiale del consiglio federale che si terra’ nelle prossime ore”. Sembra di leggere i giornali di oggi. All’ultimo federale, unico discostamento, Zaia non c’era.

Ma tanto non cambierà nulla, statene pur certi.

Monica Rizzi, fondatore Patto per il Nord responsabile organizzativo federale PPN

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