E Cavalera dai social rilancia: basta professionisti del terrore. Con la stampa in marcia verso la normalità!

Non per piaggeria ma per amor di verità e di questo mestiere condividiamo e rilanciamo ancora le parole che il collega Fabio Cavalera proponeva in questi giorni dal proprio profilo facebook sul sensazionalismo catastrofico come risposta al coronavirus che ha isolato l’Italia, generando panico sui mercati, col rischio di una pandemia economica che ricorda il tonfo del 2008 se non peggio. Allora furono i derivati a creare la bolla, oggi i cattivi maestri della parola. Tornare normali è possibile, la stampa è la prima a dare e dover dare l’esempio e indicare la strada, forte di una responsabilità sociale che ci vede guardiani della verità.

 

Dai social

#coronavirus l’oscurantismo contro la normalità. È trascorso un giorno da che il presidente della Regione Lombardia (non vale la pena chiamarlo per nome) si è fatto fotografare con la mascherina per squallido calcolo personale e politico. Il peggio della politica. Oggi lo stesso personaggio ci fa sapere che dorme isolato in Regione (altra scemenza che, tanto per dire, offre l’immagine falsa di un territorio che sarebbe sia sotto il profilo economico sia sotto il profilo medico-sanitario in ginocchio).
Per fortuna, a smentirlo e sbugiardarlo, ci sono i titoli ben fatti del Corriere (che in questa crisi ha mantenuto calma, ragionevolezza e autorevolezza) e di Repubblica (che dopo le sbandate allarmistiche sta ritrovando la rotta dell’equilibrio). La programmata riapertura del Duomo versus l’uomo della mascherina simbolo dell’arretratezza e dell’isolamento. La non semplice marcia per ritrovare la normalità nonostante gli agguati dei professionisti del terrore.

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