E adesso serve un progetto di “rinascita federalista”

di EMANUELE POZZOLO*

Gentile direttore,
ho avuto modo di leggere negli scorsi giorni un intelligente intervento a firma di Roberto Gremmo in cui lo storico e pensatore piemontese proponeva alcune Sue precise riflessioni sull’attuale situazione politica riguardante il partito Lega Nord.

In particolare mi è parsa degna di nota e di condivisione la proposta che Gremmo ha fatto circa la possibilità di organizzare una rete culturale e pre-politica volta a difendere l’autentico pensiero federalista dalle incrostazioni di certo leghismo decadente. Chiunque, oggi, abbia ancora a cuore il federalismo – inteso come sano equilibrio politico tra identità e libertà – non può non auspicare una “rinascita federalista” che, tenendo anche conto delle possenti spinte dell’anti-politica presenti nella società odierna, possa interpretare le nuove esigenze della gente.

In tale prospettiva non è soltanto auspicabile ma addirittura essenziale che il partito Lega Nord venga aiutato nel momento del trapasso: è infatti difficile, oggi, in Italia poter parlare di federalismo senza cadere nell’equivoco di passare per bossiani fanatici. La Lega Tanzania sta soffocando nello stesso fango in cui i suoi “colonnelli” hanno sguazzato sino a ieri: la gente pare essersi finalmente stufata delle carnevalate, degli strilloni e dei buoni a nulla ed, infatti, risulta – almeno stando ai più quotati sondaggi d’opinione – che il partito dei Belsito e dei Trota sia inequivocabilmente indirizzato sulla via del tramonto.

Politicamente sarebbe opportuno prendere in seria considerazione la nascita di varie “avanguardie” locali che sappiano coniugare il più autentico spirito federalista con il più sano spirito identitario e libertario: in tale ottica è fondamentale attivarsi per amplificare il più possibile lo sdegno che è necessario nutrire verso la corrotta classe dirigente leghista. Perché una vera “rinascita federalista” potrà avvenire, oramai, solo dopo la completa dissoluzione (almeno in termini di rappresentanza parlamentare) di quel partito che sul federalismo ha tentato di costruire le sue fortune.

Per seguire questo cammino occorre mettersi in marcia, tentando di avviare un progetto di “fusionismo federalista” che sappia andare al di là di vecchie beghe personali o anche politiche: perché per dare il là ad un movimento anti-partitico, leggero, libero ed autonomo non servono grandissimi progetti di ingegneria politica, servono solo la volontà, l’intelligenza e qualche buona idea.

*Consigliere comunale di Vercelli

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