E adesso i magistrati sono contro il vescovo di Chioggia dalla parte del tabaccaio condannato

vescovo chioggia tessarollodi GIULIO ARRIGHINI – Ve la ricordate la vicenda del vescovo di Chioggia, mons. Tessarollo, che ha alzato la voce contro la condanna al risarcimento di 300mila e più euro inflitta al tabaccaio che sparò al ladro che stava dando l’assalto al suo negozio? Un risarcimento, di fatto, al malviventi perché caduto in servizio?! Un incidente sul lavoro? Per il vescovo il danno e la beffa.

Ma ecco la replica pronta dei saggi custodi della giustizia. “Rappresentanti istituzionali non dovrebbero dare giudizi sull’attività di altri organi, come quello giudiziario, senza avere la completa conoscenza dei fatti”. Non ha usato mezzi termini il magistrato Lorenzo Miazzi, referente per il Veneto dell’Anm, per criticare l’intervento del vescovo di Chioggia, mons. Adriano Tessarollo, che dalle pagine del settimanale Nuova Scintilla si era rivolto al giudice Beatrice Bergamasco commentando la condanna inflitta al tabaccaio padovano Franco Birolo. Il commerciante aveva sparato nel 2012, uccidendolo, a un rapinatore che stava dando l’assalto al suo negozio.

“Mi permetta un’ironia, signora giudice – ha osato commentare il vescovo -: quello che non era riuscito forse a rubare il ladro da vivo, glielo ha dato il giudice, completando il furto alla famiglia, un bel vitalizio ottenuto per i suoi familiari, con l’incidente accadutogli nel suo ‘lavoro di ladro’!”. Una pena sproporzionata per “la condanna di 2 anni e 8 mesi di carcere e di 325mila euro di risarcimento ai familiari” La vita, secondo il vescovo, “comprende un insieme di condizioni, e tutte devono essere rispettate e protette: certi valori sono altrettanto importanti come la vita fisica e sarebbe ora che entrassero nella valutazione dei giudici”.

Ma la giustizia è davvero in nome del popolo o in nome di una casta?

 

Segretario Indipendenza Lombarda

 

 

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