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E a Milano Matteo strappa la felpa: nel suo fortino 69 a 31 contro Fava. Le prime crepe del sisma…

GOVERNO: SALVINI, LEGA RESPONSABILE MA SAREMO MENO EDUCATI

di STEFANIA PIAZZO –  Ci sono cose che i web master non possono raggiungere nel creare il consenso ad un leader politico. Statisti si nasce.  E infatti Il Giornale apriva così, ieri. “Bossi lascia la Lega”. E poi, pezzone in contemporanea, “Silvio contro i populisti”. Se non è chiaro il messaggio a Salvini, che dire? Berlusconi ha già iniziato a cannoneggiare. Ma lui va oltre e fortificato dalle primarie (assente un leghista su due) Salvini mette i paletti al governatore Maroni e inanella perle a non finire. In Lombardia decido io. Vade retro Lombardia Popolare, cioè gli ex Ndc di Alfano, in coalizione ora con Bobo. Al prossimo giro, fuori. Sempre che gli alleati non stacchino prima la spina a Maroni. A Umberto Bossi “porto affetto e riconoscenza ma c’è un limite a tutto. Io rispondo alla Lega che si è espressa chiaramente” con il voto delle primarie, “orgogliosa del suo passato ma con i piedi ben piantati nel futuro”. Parole pronunciate ai microfoni di Radio Padania, commentando le parole del Senatur che aveva definito “fascista” Marine Le Pen, la cui famiglia “ribaltava le tombe degli ebrei”. lepen

 

La seconda perla, in conferenza stampa in via Bellerio: federalismo  e sovranismo vanno dalla stessa parte. Un atto di coraggio non indifferente, perché basterebbe essere federalisti e basta. Padroni a casa propria, rispetto della sovranità popolare. Gli svizzeri sono federalisti e non si sognano dopo centinaia di anni di proclamarsi sovranisti. I sovranisti non sono autonomisti, i federalisti sì.  I federalisti non sono per lo stato centrale, i sovranisti alla Le Pen, sì. Il modello del Nord non è la Francia. La Le Pen del federalismo e dell’autonomia dei bretoni non sa che farsene. Il suo prima la Francia, è prima lo Stato. Mezzo esercito di militanti che non va alle primarie, non conta nulla, tuttavia. Salvini parla ai “suoi”, il resto ha già abbandonato la nave, per noia, rassegnazione, indifferenza, perdita di identificazione nel brand Lega Nord.

Ma la confusione regna “seranamente e pacatamente” anche sotto casa. Mentre i dati elettorali proclamano Salvini trionfante, nessuno diffonde il dato imbarazzante della provincia di Milano. Salvini batte Fava 69 a 31. Ma come, nel fortino, in casa…? Nonostante Radio Padania, nonostante il giornale milanese Il Populista, nonostante i fidati colonnelli salviniani siano di rito ambrosiano, è proprio a Milano che la sfida si fa più aperta. Che sia un problema di sostanza politica più che di forma?

Occhio sempre alle crepe sui muri portanti, Costantinopoli cadde in mano ai turchi da un passaggio pedonale.

 

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