Draghi, da Cavour al Mezzogiorno. Bernardelli: Occasione persa per parlare del Nord produttivo

di Roberto Bernardelli – Un governo tra il tecnico – per le cose che controlla direttamente il premier, ovvero la cassa – e il politico – per avere i numeri per stare in piedi. Un governo che ha l’ennesimo ministero per il Sud. Il discorso di Mario Draghi è stato aulico ed etico, ha richiamato tutti al dovere di contribuire alla salvezza del Paese. Passando per il Mezzogiorno, per l’unità nazionale, per i soliti principi sacri e irrinunciabili dell’inviolabilità della sacra patria. Ha detto cose utili e condivisibili… La scuola, il gap tra uomini e donne, la digitalizzazione, l’uscita il più rapida possibile dalla pandemia, ma non ha mai proferito parola sul Nord, sul ruolo delle Regioni, dei Comuni. Sul Paese reale e duale. Abbiamo capito che Draghi governerà per mettere in sicurezza il recovery plan, i soldi europei ed evitare sprechi. Probabilmente di più non deve fare. In due anni non si riforma un Paese fermo da mezzo secolo.

Sarà per la prossima volta…. Forse. perché pur citando l’Europa, ci si dimentica che la Scozia vuole tornare a votare per tornare nell’Unione europea da Stato libero. Ci si dimentica che in Catalogna gli indipendentisti hanno avuto la maggioranza assoluta e non si esclude che si torni ad un referendum. Solo in Italia si citano solo Cavour, i padri della patria. Mancavano o Savoia, Garibaldi, e poi eravamo a posto.

Onorevole Roberto Bernardelli – Presidente Grande Nord

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