Dopo Chagal, Renzi copre le statue nude per l’islam. L’Italia si piega alla religione del politicamente corretto

renzidi STEFANIA PIAZZO – Eccola qua la dottrina del politicamente corretto: cancellare l’arte, coprire i nudi d’autore perché danno fastidio all’ospite iraniano in visita nei nostri musei. Cos’è cambiato da quando fu chiesto di cancellare in San Petronio l’affresco con Maometto all’inferno? E cos’è cambiato dalla scolaresca che non ha potuto vedere la croce di Chagal per non infastidire le altrui religioni? E cos’è cambiato, ancora, da quando   il governo britannico in omaggio a Chirac in visita a Londra, velò la statua del nemico ammiraglio Nelson?

Ci risiamo e siamo ricaduti nella religione del politicamente corretto. Siamo a pochi mesi dalla Parigi in fiamme del 13 novembre e a un anno dalla strage del giornale satirico ma l’Occidente ancora non impara la lezione. La sottomissione e la remissione sono il suo forte, e l’Italia ne è una palestra all’aperto.

Il politicamente corretto è divenuto la nuova religione civile delle società liberali, scriveva il prof. Giuseppe Reguzzoni nel suo Il liberalismo illiberale. La religione dell’Iran in visita a casa nostra ha imposto a casa nostra la loro libertà di pensiero e a noi l’obbligo di cedere. La libertà degli ospiti musulmani ha prevalso sulla nostra libertà di pensiero, che nell’arte trova da sempre l’espressione più alta. Non dimentichiamo i talebani che hanno iniziato con la distruzione dei Budda e con l’Isis che sta demolendo i simboli della civiltà archeologica. Via tutto.

Scrivevamo l’indomani del 13 novembre che “di lenzuola sugli elementi identitari della nostra storia e della nostra civiltà ce ne stanno mettendo uno dietro l’altro. Noi stiamo zitti, la Chiesa sta zitta, pavidamente zitta”. Ora ci si mette pure il capo del governo.

Sarà opportunismo? Sarà l’arte della mediazione? E su cosa? Sui valori che ci rappresentano?

Attraverso i nostri principi di libertà, stanno demolendo le nostre libertà ed è vero che in questo momento la nostra democrazia non è più in grado di gestire questo conflitto. Retrocede. Basta un corpo estraneo e il sistema si inceppa, salta tutto.

Abbiamo coperto i presepi, eliminato i canti natalizi della tradizione, per non infastidire e, come dice qualche preside, “provocare”.

Siamo dei benemeriti coglioni.

Palazzo Chigi ha deciso che lo Stato italiano deve avere un’arte neutra, per non scontentare nessuno. Al punto che il pluralismo è diventato un dogma, in nome della tolleranza a tutti i costi.

D’altra parte si adegua. Le feste religiose sono state abolite, le feste civili, di Stato, di autocelebrazione della statolatria, sono per legge consentite. Il calendario non è più quello dei santi ma quello che decide google di volta in volta per celebrare qualche ricorrenza.

Senza rendercene conto, lo ribadiamo, siamo cittadini controllati da una dittatura leggera che governa le nostre scelte e dirotta le nostre identità verso religioni civili politicamente corrette. Siamo figli di nessuno e schiavi di qualcuno.

Che cosa si propone questa religione del politicamente corretto? Le religioni mirano alla salvezza, il politicamente corretto  mira a consolidare un potere attraverso il sogno di tutte le dittature che è il rimbambimento delle masse.

Se non c’è la forza di controbattere, perché in una guerra come questa siamo ad armi dispari, non resta che la resistenza.

Già, ma con quale esercito di coraggiosi rappresentanti del popolo? Quelli che sono in tribunale a spiegare dove e come hanno speso i nostri soldi per comperarsi il videogioco o come si sono ristrutturati casetta loro? Capitani coraggiosi, con l’autista.

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