Week-end di fuoco: a Mestre la Lega, a Venezia Padania Libera

di GIANMARCO LUCCHI

Mentre a Mestre sabato e domenica si terrà l’assemblea federale della Lega Nord, a Venezia sabato verrà presentata Padania Libera, come tempo fa preannunciato in anteprima da un articolo del nostro Gilberto Oneto. Si tratta di un’associazione culturale, «ispirata all’insegnamento di Umberto Bossi» ma nata autonomamente, e sarà illustrata a mezzogiorno in un albergo a Venezia dal suo fondatore, l’ex senatore leghista Giuseppe Leoni, che fu tra i fondatori della Lega Lombarda nel 1984 a Varese insieme al Senatur. A quanto si è appreso, non si tratta di «una propaggine» del Carroccio ma l’associazione sarà aperta anche ai fuoriusciti dal partito di Maroni.

Alla presentazione alla stampa di ‘Padania Libera’ all’hotel Palazzo Giovanelli – i cui organizzatori, interpellati, rifiutano per ora l’etichetta di nuovo partito – non è annunciata la presenza di Bossi ma dovrebbero esserci una serie di sostenitori che hanno accompagnato il percorso di Leoni, a suo tempo primo deputato della Lega a Montecitorio, nel 1987, quando Bossi entrava a Palazzo Madama da senatore. La scelta di tenere il battesimo dell’associazione a Venezia proprio in concomitanza con l’avvio dell’Assemblea federale della Lega Nord convocata a Mestre da Maroni sarebbe dovuta soprattutto a un fattore identitario: si terrà infatti in un periodo in cui Bossi usava tradizionalmente radunare il movimento in laguna per chiudere la Festa dei popoli padani nel luogo in cui nel 1996 lesse una dichiarazione di indipendenza della Padania, indipendenza che è appunto l’obiettivo politico della nuova associazione.

A Mestre, invece, si terrà come detto l’Assemblea federale della Lega Nord, l’appuntamento di maggior rilievo del Carroccio prima del congresso che Maroni intende celebrare per metà dicembre. L’assise si terrà all’Hotel Russot, con inizio dei lavori (aperti alla stampa) alle 9.30. L’assemblea terminerà nel primo pomeriggio. Sono previsti gli interventi del segretario della Lega Nord e governatore della Lombardia Roberto Maroni e dei governatori Luca Zaia (Veneto) e Roberto Cota (Piemonte). Nella giornata di sabato 21 saranno invece al lavoro (a porte chiuse) i gruppi di tecnici per la stesura delle mozioni già approvate dalle assemblee ‘nazionalì o predisposte dai dipertimenti federali, che verranno illustrate il giorno successivo. I temi sui quali convergono la maggior parte dei documenti vanno dal federalismo e le riforme istituzionali e degli enti locali, allo sviluppo economico, le attività produttive, il turismo, le politiche del welfare e le infrastrutture, per finire con l’identità, le lingue e la cultura, e le questioni della sicurezza, immigrazione e giustizia.

«Sabato e domenica non sarò all’assemblea federale di Mestre, dove ero atteso alla commissione identità, a causa di un malanno alla schiena ma agli amici riuniti mando ugualmente la sintesi del mio intervento che è: »smettetela di snaturare la Lega«. Lo ha detto all’ANSA Erminio Boso, leader degli indipendentisti del Carroccio, da sempre amico di Bossi ma anche uno dei primissimi a sostenere Maroni lo scorso anno quando gli furono vietati i comizi prima del cambio di segreteria. »Ho avuto fiducia in Bobo – spiega Boso – e questa sua decisione di lasciare in anticipo la segreteria mi pare davvero prematura e spero che ci ripensi. Detto ciò, guardo con preoccupazione a quello che vien fatto passare come un rinnovamento del partito e in realtà è un suo sradicamento. Non a caso sento che nascono associazioni padane varie che sembrano delle specie di rifondazioni leghiste… ma la Lega non ha bisogno di rifondazioni e nemmeno di esser snaturata perchè pur essendo il partito con più storia tra gli attuali è ancora il più nuovo«. »Se ci sono uomini e donne che hanno sbagliato personalmente – prosegue Boso – e hanno pure pagato per questo, io non voglio che si pensi di buttare la nostra storia, i nostri simboli e le nostre scelte culturali per sostituirle con una cultura di plastica falsamente moderna. Per questo chiedo a Maroni e ai dirigenti del partito di non dimenticare la ragione sociale e i motivi per cui Bossi e alcuni amici hanno dato vita a un sogno chiamato Lega«.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Gobbo plaude ai dissidenti. Tosi: lo caccio dalla Lega

Articolo successivo

La deputata Rubinato (PD): errore non votare per il referendum veneto