DIVIDE ET IMPERA, ECCO LA STRATEGIA DELLO STATO

di REDAZIONE*

Una delle strategie per stare alle redini dello stato consiste nell’evitare che i cittadini incanalino le loro frustrazioni su chi è la causa dei loro problemi. Lo stato è maestro in questo: divide la popolazione in gruppi e li mette gli uni contro gli altri.

Lo stato non è un’entità unica con un unico cervello ma semplicemente un accordo tra vari gruppi per mantenere il potere. Ogni gruppo tenta di ottenere più che può dalla divisione del bottino – e in questo si può notare la straordinaria somiglianza con le famiglie dei capi delle tribù barbariche che sfruttavano il territorio conquistato spartendosi il bottino, come Rothbard ci insegna in Anatomia dello stato. Per evitare che il resto della popolazione veda la spartizione del bottino e il conseguente parassitismo questi gruppi creano dei capri espiatori per i loro errori e malefatte.

Uno degli esempi più lampanti degli ultimi anni è stato sicuramente accusare la finanza mondiale e gli speculatori della crisi mondiale. La speculazione è stata accusata di qualsiasi malefatta compiuta dallo stato infatti, anche se veramente pochi saprebbero dare una definizione di questa fantomatica “speculazione”. Altro non è che un tipo di investimento che non ha un ritorno assicurato perché si basa su una sorta di scommessa. Secondo Mises in Human Action tutti noi siamo speculatori perché il futuro è incerto e ogni giorno facciamo delle scommesse sul futuro.

Questo ci porta all’ennesimo capro espiatorio inventato dallo Stato. Tutti sanno – ma forse tutti fanno finta di non saperlo – che più del 50% del prezzo del carburante in Italia è fatto di accise, tasse accumulate in quasi cento anni di attività statale. Allora incolpare i petrolieri dell’aumento sconsiderato del prezzo dei combustibili è qualcosa non solo di falso ma anche criminale, perché significa non solo aver compiuto un atto e poi averlo nascosto ma addirittura incolpato qualcun altro di quell’atto. Ed è proprio quello che ha fatto ieri il sottosegretario allo Sviluppo Economico De Vincenti che ha detto: “Il governo si aspetta da oggi stesso una riduzione dei prezzi del carburante di almeno 4-5 centesimi al litro, oltre alla riduzione di 2 centesimi già avvenuta.”

*libertarianation.org

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