Disokkupati cronici. I nuovi lavoratori? Più stranieri

di MAFALDA SASSOLUNGOdisoccupazione_lavoro

Che ridere: il governo esulta e dice “ci sono più occupati”. Che piangere: l’Istat ci dice che l tasso di disoccupazione ad ottobre tocca il record storico del 13,2%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,0 punti nei dodici mesi. Peggio di così stavamo nel 1977, ma l’esecutivo Renzi gongola.

“I dati trimestrali diffusi dall’Istat – osserva il sottosegretario alla presidenza, Delrio – dicono che nel terzo trimestre 2014 torna a crescere il numero di occupati, con un amento dello 0,5% rispetto allo scorso anno, che equivale a 122.000 posti di lavoro in più”.

Ah sì? Vediamo meglio i numeri. Dice l’Istat: “La sostanziale stabilità dell’occupazione italiana nel III trimestre del 2014 si accompagna alla crescita di quella straniera (+128.000 unità).  Nei dati destagionalizzati emerge che in confronto al terzo trimestre 2013, il tasso di occupazione degli stranieri (58,8%) segnala un aumento di 0,7 punti percentuali e quello degli italiani (55,7%) una crescita di 0,3 punti”. Chiaro.

E vediamo dove il governo tace ancora. A ottobre i disoccupati tra i 15 e i 24 anni sono 708 mila. L’incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è all’11,9%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,7 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro, è alla cifra astronomica del 43,3%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,9 punti nel confronto tendenziale.

Torniamo sulla disoccupazione generale.  Quello maschile è al 12,4% (+0,3 punti percentuali su base mensile e +0,9 punti nei dodici mesi); quello femminile raggiunge invece il 14,3% (+0,3 punti rispetto al mese precedente e +1,1 punti su base annua). Spiega l’Istat, a tutti, governo compreso: “Il nuovo aumento della disoccupazione, che si aggiunge a quello di settembre, deriva, nell’ultimo mese, da un calo dell’occupazione a cui si associa una diminuzione dell’inattività, ovvero del tasso di persone ‘fuori dal mercato del lavoro’, che né hanno né cercano un impiego. Il riversamento degli inattivi nel mercato ha così contribuito ad un innalzamento della disoccupazione”.

Serve altro? Un tweet magari?

 

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