Autonomo, disoccupato e dimenticato dalle statistiche ufficiali

di CLAUDIO MARTINOTTI DORIA*

Ieri mi sono deciso ad ufficializzare la mia posizione di lavoratore autonomo “anziano” privo di occupazione ed ancora lontano dalla pensione (la quale, per gentile intervento della Sig.ra Fornero è stata posticipata di altri 5 anni, per quando in base alla longevità della mia famiglia, dovrei essere morto o in procinto di esserlo …), e quindi mi sono recato all’Agenzia per l’Impiego competente territorialmente.

Mi sono iscritto perché mi sono stancato di non risultare mai in alcun statistica e conteggio pubblico, od anche solo preso in “considerazione” a livello istituzionale. Dei lavoratori autonomi (ed io lo sono stato per tutta la vita) non si occupa mai nessuno, né a livello politico né sindacale, sono praticamente privi di “diritti”, non hanno ammortizzatori sociali, non hanno nessuna protezione, devono sempre arrangiarsi da soli, pagandosi assicurazioni ed oneri, anche se c’è poco lavoro e reddito, e se si ammalano sono fregati. Da mesi si sente parlare degli esodati, e mi sono reso conto che lo sono anch’io a tutti gli effetti, ma solo concettualmente, perché formalmente ed istituzionalmente non lo sono e quindi non rientro nei conteggi pubblici.

L’impiegata dell’Agenzia per l’Impiego mi ha spiegato che fino a giugno è ancora possibile iscriversi ed essere considerato privo di occupazione, se non si supera l’ESORBITANTE REDDITO ANNUO di 4.800 euro derivante da lavori occasionali, mentre dal 1 di giugno anche il Piemonte adotterà un nuovo sistema che ti cancellerà automaticamente dalla lista dei disoccupati nel momento in cui si svolgerà QUALSIASI LAVORO PER UN QUALSIASI REDDITO, fosse anche solo un lavoro di tre giorni al mese o di collaborazione occasionale per poche centinaia di euro.

Così ho scoperto che oltre all’ISTAT che manipola i dati sulla cosiddetta inflazione (aumento dei prezzi dei beni di consumo) cambiando in continuazione le voci che compongono il cosiddetto “paniere”, abbiamo anche i dati sulla disoccupazione che sono manipolati e lo saranno sempre di più, e risulteranno privi di lavoro solo i disperati morti di fame, mentre tutti gli altri risulteranno occupati. Del resto siamo in buona compagnia, non è solo l’Italia in questa situazione di degrado, falsità e mistificazione, anche gli USA lo sono, in qualche caso anche più di noi, la loro economia è fondata interamente sulla falsificazione, a partire dal dollaro che la FED irrora come fertilizzante con gli irrigatori del QE (Quantitative Easing) e della loro cosiddetta inflazione, che se applicassero i criteri di calcolo dei tempi del presidente Carter sarebbe attorno al 20 per cento, mentre con quelli attuali risulta quasi inesistente. Solo che loro hanno anche qualche elemento positivo, come la fiscalità, la burocrazia e il costo dell’energia che sono molto inferiori che da noi.

Dover vivere in Italia per una persona onesta e minimamente acculturata è una continua offesa all’intelligenza ed alla dignità umana, una lotta per la sopravvivenza nella quale dedichiamo le nostre maggiori energie per difenderci dal parassitismo e da uno stato liberticida e sempre più invasivo ed avido.

*http://www.cavalieredimonferrato.it/

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Partiti: veti incrociati per mantenere il potere. E i cittadini?

Articolo successivo

Bbobbo, l'entourage del tacco di Roberto... Taroni