Discoteche ancora chiuse. Esplodono i maxi rave illegali

Mentre le discoteche continuano a rimanere chiuse fra le proteste di sindaci e gestori soprattutto nelle localita’ di mare, un maxi-rave e’ stato organizzato in provincia di Pisa, con circa 5mila giovani, provenienti anche dall’estero, che si sono dati appuntamento in un terreno privato attorno a un rudere, per una notte di festa al di fuori di ogni regola. E’ successo a Tavolaia, nelle campagne di Santa Maria a Monte, fra Pontedera ed Empoli, dove, secondo la questura di Pisa, si sono assembrate circa 5mila persone. Le vie d’accesso sono rimaste bloccate da polizia e carabinieri anche nel corso della mattinata. I residenti della zona, fin da ieri sera hanno visto arrivare una colonna di auto, camper e tir, hanno lamentato, pubblicando i loro racconti anche sui social, della presenza del ritrovo e di numerosi giovani ubriachi che avrebbero ‘invaso’ anche i giardini di alcune case utilizzando come bagni, con la musica techno, sparata a tutto volume, che si sentiva anche a centinaia di metri di distanza. Polizia, carabinieri e protezione civile hanno predisposto un servizio straordinario di controllo per cinturare la zona e creare tre check point su altrettante strade di accesso all’area, soprattutto per cercare di evitare problemi di ordine pubblico. Poi si indaghera’ per capire chi sono stati gli organizzatori. L’iniziativa, al di la’ dei rischi dal punto di vista sanitario, e’ suonata come una beffa per i gestori delle discoteche, che da mesi chiedono la possibilita’ di riaprire.

“Le discoteche – dice Gianni Indino, segretario del Silb-Confcommercio e leader dei gestori dei locali da ballo della riviera romagnola — in questo momento potrebbero essere un elemento di controllo, potrebbero essere al servizio della comunita’ ed essere la risposta a tutta questa situazione che sta diventando sempre piu’ incontrollabile. Noi potremmo essere uno strumento utilissimo per controllare e per mettere in sicurezza la situazione, anche perche’ si verificano in strada risse, aggressioni e rapine che si insinuano nella voglia di stare insieme dei ragazzi”. Dalla Romagna al Salento l’amarezza e’ la stessa. Il sindaco di Gallipoli Stefano Minerva si e’ fatto interprete dei grandi locali che, in questi giorni, se non ci fosse stato il Covid, sarebbero stati presi d’assalto da migliaia di giovani e che avevano proposto un evento test per porvare a riaprire. “Sono fortemente convinto che le discoteche e i locali da ballo abbiano il diritto di ripartire – dice Minerva – e’ passato troppo tempo, e’ trascorso quasi un mese da quell’evento pilota che avrebbe visto Gallipoli protagonista e che sarebbe stato da volano per il settore. E’ ormai luglio, piena estate, non possiamo permettere che alcune attivita’ restino ferme. Tutti hanno diritto alla ripartenza, a dover lavorare, a garantire un servizio che ormai la societa’ richiede”. Alla richiesta si e’ associato anche Giovanni Toti, presidente della Liguria. “Mentre l’Europa balla – dice – in Italia, nonostante il via libera del Cts, non c’e’ ancora una data per la riapertura delle discoteche. Un settore in ginocchio che merita certezze esattamente come le altre attivita’ che hanno patito le chiusure della pandemia. I dati del Covid ormai consentirebbero di ripartire in sicurezza con il Green Pass e questo tentennamento non fa che incoraggiare feste abusive e assembramenti fuori controllo. Cosa stiamo aspettando?”.

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