DI PIETRO E LA DEMAGOGIA DEL FINANZIAMENTO AI PARTITI

di TONTOLO

Se qualcuno volesse capire sino in fondo quali sono le conseguenze della scuola pubblica italiana, uno dei peggiori monopoli di Stato, è sufficiente che presti attenzione ad Antonio Di Pietro, oltre ad ascoltarlo ovviamente.

L’ex magistrato, uno di quelli che l’Istat non può che classificare fra gli “analfabeti di ritorno”, visto e considerato il suo modo di esprimersi nei mille talk show che lo invitano, è l’emblema della peggio italianità, di quell’unitarismo nato apposta per permettere ad una parte del paese di vivere alle spalle dell’altra parte. Da quando è entrato in politica, poi, il suo è stato tutto un susseguirsi di dichiarazioni demagogiche, l’ultima delle quali è quella rilasciata oggi: “Domani mattina consegneremo le firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per abrogare il finanziamento pubblico dei partiti. Chi vuole venire con noi a portarle, può raggiungerci alle 10.15 davanti a Montecitorio”.

Il contadinotto molisano lo ha scritto sulla sua pagina Facebook.  Ma io che son Tontolo – ma non proprio fesso – mi chiedo: perchè il presidente dell’Italia dei Valori se ne esce solo ora – dopo che Lusi & the family son stati beccati con le mani nella marmellata – con la storia dei finanziamenti da abolire? Perchè non ha rinunciato, come han fatto quelli di Grillo, con una semplice firmetta? Come ha scritto Sergio Rizzo su Corriere della Sera, il “moralizzatori de noantri” ha insaccocciato oltre 50 milioni di euro, spendendone si è no un quinto. Perchè non li ha restitutiti, dato che considera quello del “rimborso spese” ai partiti una truffa?

Di Pietro, che gran parte della sua fortuna politica l’ha fatta attaccando Silvio Berlusconi, non è altro che l’ultimo degli esempi dei partiti italici  monocellulari fondati attorno ad una sola persona, come han denunciato molti dei suoi ex-compagni di strada. Henry Louis Mencken definiva così il demagogo: “Uno che predica dottrine che sa false a gente che sa cretina”. A noi Tontoli non piace proprio passare per cretini…

FINANZIAMENTI AL PARTITO DI DI PIETRO

 

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