Caos integrazione in Germania: solo 2 immigrati con requisiti su 100 chiedono il passaporto

di GIOVANNI D’ACQUINOgermania

Sarà anche un paese che accoglie milioni di immigrati, ma chi l’ha detto che quelli che hanno maturato i requisiti per diventare tedeschi di Germania vogliano arrivare alla meta dell’integrazione ed essere cittadini del Paese più pragmatico d’Europa? Due su cento, solo due su cento prendono il passaporto tedesco, come riporta Die Welt.  Anche il ministero dell’Interno sa che uno straniero naturalizzato è un cittadino leale e meglio integrato, perché  la naturalizzazione è il “passo decisivo sulla via dell’integrazione”.

Già, ma funziona? No, per nulla. Forse ci sono ragioni di ordine pratico, il costo del processo di integrazione, l’apprendimento della lingua… Forse, ammette Die Welt, “Si può benissimo vivere bene senza un passaporto tedesco” e anche il diritto di voto, ha poca attrazione, visti i tempi. Quanto poi alla libertà di movimento, “gli immigrati provenienti da paesi terzi con permesso di soggiorno illimitato nell’UE godono di diritti simili a quelli tedeschi”. Insomma, perché “sbattersi”? Poi c’è anche il caso Turchia, i cui cittadini residenti in Germania “non vogliono rinunciare alla loro cittadinanza precedente. Non vogliono tradire il loro paese di nascita”.

Altro “deterrente” è che il passaporto tedesco non cambia la percezione che i tedeschi hanno dello straniero, non sono insomma accettati come tedeschi. E non ha vantaggi per trovare un alloggio e inserirsi nella vita sociale. Insomma, la “nazionalizzazione” rappresenta per gli stranieri un passaggio doloroso da una identità all’altra.

L’integrazione non è scontata, diventare tedeschi non è più uno status simbol.

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