Povero ex Bel Paese, è ora di finirla di vantarsi di primati inesistenti

di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI

Lo sfoggio di moralità odierno: nel campo etico privato oggi, se uno è considerato progressista, può fare i cavoli suoi, predicando bene (soprattutto la moralità) e razzolando male senza che nessuno dica niente, purchè, naturalmente sia dichiaratamente “de sinistra”. Nel campo pubblico si trinciano regole di presunta moralità senza fare distinguo. Stabiliamo anzitutto un principio, facilmente dimostrabile: se c’è una delle nazioni, sulla faccia della terra nella quale si dovrebbe fare silenzio sulla moralità e non predicarla in termini sia privati che pubblici, è proprio l’Italia. E anche smettere di vantarsi di primati inesistenti.

E’ inutile, oltreché abbondantemente ridicolo, che da giudici e maitre a penser si scaglino fulmini quando l’Italia occupa ben il 72esimo posto nella classifica di “moralità” nel settore pubblico. La notissima TRANSPARENCY INTERNATIONAL pubblica infatti annualmente una classifica in testa alla quale stanno le nazioni con l’indice più alto di CORRUZIONE. Davanti all’Italia stanno:

15° posto Barbados

22° posto Bahamas e Santa Lucia

41° posto Repubblica Dominicana

50° posto Rwanda

58° posto Namibia

Ossia tutte quelle nazioni bollate da politici, stampa e altri mezzi di comunicazione italiani, come corrotti paradisi fiscali, con toni accesi in stile indignados. Precedenti statistiche internazionali, qui a suo tempo pubblicate, hanno dimostrato che per cultura, idee nuove (ma valide), capacità innovativa, e considerazione internazionale, occupiamo gli ultimi posti su scala mondiale. E allora perché continuiamo a salire sul pulpito per predicare agli altri quello che dovrebbero fare?

Un vecchio detto latino recita così : “Medico, cura te stesso”. Voi direte, giunti a questo punto: ma cosa c’entrano i 10 piccoli indiani? C’entrano, c’entrano! L’Italia si dà arie di grande nazione, ma ecco, come racconta la storiella dei 10 piccoli indiani, che spariscono uno ad uno:

1- L’Italia non ha mai vinto una guerra per merito proprio, ma ha un’attività presenzialista in tutte le guerre. E’ facilmente dimostrabile che è stata uno dei principale artefici della sconfitta della Germania (suo indesiderato alleato). Per che cosa vanta, allora (e mantiene) la sua pomposa capacità bellica?

-2 L’Italia non ha mai terminato una guerra con gli stessi alleati, ma si vanta di avere una fedeltà a prova di bomba. E allora perché si continua a blaterare sulla “fedeltà ai principi”? Tenuto conto anche di quanto avvenuto recentemente con i due marò, con i quali è stata messa insieme la più bella collezione di inerzia, tentennamenti e mancamenti di parole, che mai si potesse concepire.

-3 L’Italia ha partecipato a tutte le guerre piccole e grandi, anche quando era palesemente inutile, e vanta, invece, di operare sempre e dovunque per la pace, così come è scritto su quel pezzo di carta chiamato costituzione. Ci si domanda, ma da quando la pace si porta con il mitra in spalla? Inoltre quando dovrebbe tuonare l’ordine “facite a faccia firoce !”, come nel caso dei due marines, ci si cala le braghe in modo veramente indegno, tale da poter essere citati ad esempio di incapacità assoluta nella trattativa e  pura dell’ombra.

-4 L’Italia si autodefinisce “culla della cultura”, ma occupa uno degli ultimi posti nel campo culturale. Dall’istruzione scolastica a quella Universitaria. Come mai allora si verifica una crescente fuga dei cervelli?

-5 L’Italia si autodefinisce “culla delle arti”. Mi sapete dire, da un secolo abbondante a questa parte,  quali sono (ma soprattutto quanti) gli italiani che si sono distinti nelle arti figurative, nella letteratura e nella musica? Tra l’altro perché si blatera sull’inutilità di mantenere l’insegnamento della Divina Commedia, pagando contemporaneamente milioni ad un certo Roberto Benigni che viene alla televisione a stretto periodo a rompere le scatole, con le sue modalità di dicitura, tutte da discutere?

-6 L’Italia si autodefinisce “potenza industriale” e continua a calare nel settore della ricerca, nel settore dei brevetti, nel settore degli investimenti industriali. Perchè perfino nel tanto decantato e profumatamente finanziato Fotovoltaico, l’Italia ha prodotto zero in termini innovativi?

-7 L’Italia si definisce “patria di indefessi lavoratori”, ma una cospicua fetta (cospicua se paragonata ad analoghi settori esteri) di questi si crogiolano nel dolce far nulla guadagnando sulle spalle altrui. Perchè impiegati pubblici, giudici compresi, sono come numero, abbondantemente al disopra della media per abitante che si registra negli altri paesi, con un’efficienza ben al disotto dell’analoga media?

-8 L’Italia si vanta (giustamente, ma al tempo che “Berta filava”) di aver inventato banche e operazioni bancarie, ma ha, oggi, come unico vanto, il Monte dei Paschi di Siena. Perché il rischio, sia pure calcolato, è da decenni lontano dalla politica delle banche italiane che operano da tempo come un qualsiasi banco dei pegni?

-9 L’Italia vanta campioni sportivi, ma ha una delle più basse partecipazioni popolari agli sport, per di più concentrata in pochissime Regioni.

-10 L’Italia si vanta di aver dato le origini ad autenticamente grandi inventori, mentre oggi una delle più grandi invenzioni è stata quella della fascetta nera, attraverso il petto, per simulare la cintura di sicurezza.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Capolavoro Italia: per salvare i due marò fa andare in galera l'ambasciatore

Articolo successivo

Crimi (M5Stelle): "Siamo ingenui come degli alieni"