Desecretati documenti dell’intelligence sovietica, le trame eversive di Francia e Inghilterra

E’ stata inaugurata nella Sala delle esposizioni dell’Archivio federale di Stato a Mosca la mostra “Alla vigilia della Grande guerra patriottica, primo settembre 1939-22 giugno 1941”: la rassegna mette in mostra al pubblico alcuni documenti provenienti dagli archivi del Servizio d’intelligence estera (Svr), del ministero della Difesa e degli Esteri. Tra i reperti (in totale piu’ di 300 fonti storiche) figurano non solo l’originale del trattato sovietico-tedesco del 1939 e i relativi protocolli aggiuntivi, ma anche i documenti dei piu’ alti organi statali e di partito, cosi’ come i rapporti di intelligence e documenti tedeschi e francesi intercettati. Uno dei piu’ interessanti fra i carteggi esposti e’ un documento dell’intelligence secondo cui alla fine degli anni Trenta, Inghilterra e Francia si preparavano a lanciare un attacco coordinato contro l’ex Unione sovietica, per distruggerne i giacimenti petroliferi nell’allora Repubblica socialista sovietica azerbaigiana. In alcuni rapporti di intelligence inviati alla vigilia della Seconda guerra mondiale dal direttore della polizia segreta sovietica, Lavrentij Berja, al ministro della Difesa Kliment Voroshilov: in quell’occasione Berija riportava i rapporti di alcuni agenti segreti sovietici operativi in Francia che avevano appreso dell’interesse delle autorita’ per la conformazione geografica del Caucaso meridionale.

Nei rapporti di Berija si parla anche di alcuni spostamenti verso l’Iran e la Siria, attraverso i porti del Libano, di personale militare tra i quali comparivano elementi delle “guardie bianche”. In uno dei documenti, il direttore della polizia segreta sovietica afferma di aver appreso da agenti del Commissariato del popolo per gli affari interni (Nkvd) a Parigi dei piani occidentali di provocare delle sollevazioni popolari antirusse nel Caucaso meridionale, facendo leva sui sentimenti nazionali panturchi delle popolazioni di Azerbaigian e Daghestan. “Uno degli agenti a Parigi riferisce di informazioni ottenute da piu’ fonti sul trasferimento in segreto di forze anglofrancesi in Oriente”, si legge nel rapporto di Berija, che menziona l’invio di militari dal Golfo persico verso i porti siriani e dell’arrivo di militari francesi a Beirut. “In Siria sono concentrati circa 300 mila effettivi, sotto il controllo di Weygand (generale Maxime), il cui quartier generale e’ a Beirut”, si legge nella nota.

In uno dei documenti, inoltre, si riassumono le principali minacce per l’ex Unione sovietica sui vari fronti e tutti fanno riferimento a programmi di destabilizzazione. “Secondo quanto emerge da alcuni circoli massonici del Belgio, il piano eversivo anglofrancese, sotto il comando di Weygand , si basa sulla convinzione dell’inadeguatezza delle infrastrutture di trasporto dell’Urss per l’invio di personale militare nelle aree interne dell’Unione. Le azioni previste, contemplano in primo luogo la cattura, o quanto meno la distruzione delle infrastrutture energetiche”, si legge in uno dei rapporti di Berija. “Il generale Weygand e’ un sostenitore dei cattolici di destra e frequenta i circoli massonici; e’ interessato alla loro mobilitazione in funzione antisovietica”, si legge inoltre nel medesimo rapporto. Nello stesso documento, peraltro, si fa riferimento all’Italia. “In base a quanto appreso da uno degli ufficiali italiani, alla fine di gennaio il governo ha dato incarico al ministero della Difesa di formare un raggruppamento di volontari per la Finlandia”, si legge nel rapporto.

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