Della Vedova: chiediamo limpidezza su vicenda Metropol. “Più Europa, meno Putin”

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Flash mob di +Europa davanti all’ambasciata della Federazione Russa a Roma per chiedere chiarezza sui rapporti tra la Lega e Mosca dopo gli audio di Savoini al Metropol. La delegazione di +Europa, guidata dal segretario Benedetto Della Vedova e composta, tra gli altri, dalla vicepresidente Simona Viola, dai membri della segreteria Marco Taradash, Piercamillo Falasca e Giordano Masini, e da
Carmelo Palma della direzione di +E, e’ stata successivamente identificata dalla polizia.

“Chiediamo a Conte di dire, oggi in Senato, tutta la verita’ su Salvini, su Savoini, e soprattuto spiegare quale sia la linea del governo e quale sia la collocazione internazionale dell’Italia”, ha detto Della Vedova. “Noi pensiamo sia gravissimo quello che e’ successo a Mosca, con i rapporti poco limpidi di persone inserite nelle delegazioni ufficiali del ministro dell’Interno italiano con il sottobosco dei gerarchi russi. Noi non pensiamo, come pensa Salvini, che si stia meglio a Mosca che a Parigi o Berlino. Il liberalismo, che Putin crede morto, e l’Unione europea sono la forza dei cittadini italiani. La forza della liberta’ e dei diritti. Ed esigiamo dal presidente Conte una parola di chiarezza. E la esigiamo da Salvini, che non ci ha ancora spiegato i suoi rapporti con Savoini, che come abbiamo chiesto – ha concluso Della Vedova – si deve dimettere dalla vicepresidenza del Corecom della Lombardia”.

Nel frattempo, la Lega fa sapere di non aver pagato i viaggi dei vertici di Lombardia-Russia. “Non abbiamo sostenuto nessuna spesa”.
Così all’Adnkronos Giulio Centemero, tesoriere della Lega, risponde a chi gli chiede se il partito si sia fatto carico di eventuali spese di aereo e di soggiorno per facilitare i viaggi a Mosca di Gianluca Savoini, l’ex portavoce di Matteo Salvini e presidente dell’associazione Lombardia-Russia, finito al centro dell’affaire Metropol. Su questo Centemero taglia corto: “No, non abbiamo sostenuto nessuna spesa”.

Intanto dall’opposizione prende la parola il Pd. “Se per Salvini quelle sui fondi russi alla Lega sono tutte fantasie, se l’inchiesta aperta dalla Procura di Milano è una fantasia, se Savoini indagato per corruzione internazionale è una fantasia, perché allora il Viminale nega a Palazzo Chigi le informazioni sui viaggi di Savoini all’estero, in delegazione proprio con Salvini? Se Salvini è così sicuro che sia tutta una fantasia, metta nella sua pagina facebook i documenti che provano che Savoini non è stato messo in delegazione ufficiale dal suo ministero, metta online i documenti sui viaggi aerei di Savoini e D’Amico, su chi li ha pagati e chi li ha fatti entrare alle riunioni ufficiali a Mosca”. Lo dichiara il deputato del Partito democratico Carmelo Miceli, componente della commissione Giustizia della Camera.

“Il tentativo di Salvini di ridicolizzare l’inchiesta – prosegue Miceli – è la conferma di quanto il leader della Lega abbia paura
degli sviluppi giudiziari. La sua fuga dall’Aula è la conferma che il ministro non vuole mettere agli atti una versione che poi rischia non soltanto di essere smentita, ma di portarlo ad essere sentito dai magistrati che stanno indagando””.

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