Rio Pier Candido (Grande Nord): chiude Trentino, democrazia perde pezzi e lavoro

di Rio Pier Candido* – E’ un dolore vedere una testata giornalistica sparire dalle edicole e dalla rete. Sta accadendo con il quotidiano Il Trentino, a casa nostra. Non ci stupiamo, purtroppo, perché l’editoria sta pagando da anni un prezzo tra i più alti per l’avvento del web e di un mercato della pubblicità legato ai colossi della rete.

Ma c’è anche un’altra riflessione da fare. Alto Adige, Dolomiten e L’Adige sono nel controllo del medesimo editore. Che, dopo 75 anni, decide di tagliare una testata storica. Resterà solo nella versione online.

Cosa ne sarà dei 18 giornalisti in cassa integrazione? Quanti saranno assorbiti nella nuova veste?

L’editore del Trentino è il gruppo Athesia, un nome importante con 1.500 dipendenti. Una fotografia del sistema ce la offre Il fatto quotidiano: “Nel novembre 2016 il gruppo acquisisce Seta, la società editrice di Alto Adige e Trentino (quest’ultima era diventata testata autonoma dal 2002) ceduti per evitare concentrazioni dopo l’acquisizione de La Stampa da parte del gruppo di Repubblica. Nel 2018 la concentrazione tutta altoatesina si completa con l’acquisizione dai conti Gelmi di Caporiacco dello storico L’Adige di Trento. Nello stesso anno in Athesia entrano Radio Dolomiti e l’agenzia pubblicitaria Media Alpi Pubblicità (che diventerà concessionaria esclusiva della divisione Media.it del gruppo). L’Adige viene così stampato a Bolzano, nello stabilimento del gruppo. Athesia controlla anche quotidiani, riviste ed emittenti di lingua tedesca che ruotano attorno al Dolomiten”.

“Ai vertici del gruppo c’è Michl Ebner, 68 anni, laurea in giurisprudenza, per quattro legislature (dal 1979 al 1994) deputato con la Südtiroler Vokspartei e per tre legislature (1994, 1999 e 2004) eurodeputato (in questo caso ha aderito al Partito Popolare Europeo). Il fratello Toni Ebner è direttore del Dolomiten. Di questo caso di concentrazione si occupò nel 2018 anche l’Antitrust”.

Un quadro che impressiona, vero?

La domanda è: l’informazione è materiale delicato, possibile che lo si possa trattare come un qualsiasi bene di consumo o di investimento? Possibile che in Parlamento non ci torni a parlare di aiuti veri e concreti all’editoria, ai suoi lavoratori massacrati dalla concorrenza sleale? Possibile che non ci siano editori puri, che vogliono investire in una informazione libera e considerare i giornalisti non carta da macero ma professionisti che vogliono indipendenza e libertà d’espressione? La nostra solidarietà ai lavoratori de Il Trentino.

* segretario Grande Nord Trentino

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