Debito pubblico, spese per migranti: Renzi chiede lo sconto a Bruxelles per non tagliare gli sprechi

sprechi

di GIANLUIGI LOMBARDI CERRI –   Come al solito il governo retto dall’ineffabile Renzi continua a cacciare palle a livello industriale sulla situazione finanziaria dello Stato italiano. Evidentemente le palle sono l’unica merce che il Matteo è in grado di produrre e smerciare! In particolare, in ogni momento , si parla del famoso rapporto Debito/Pil.

Facciamo a questo punto una indispensabile premessa, oltretutto perché non ci si dimentichi mai quello che è stato.

1.-Già prima dell’ingresso dell’Italia nella zona euro le finanze italiane (alias debito pubblico) erano in cattive acque.

L’Italia era diventata il paese di Bengodi dove, oltre al fatidico sigaro che ha sempre accompagnato il titolo di Cavaliere, è stata aggiunta anche una più o meno lauta pensione. Con il grande entusiasmo di sindacati e sinistri.

2.-Per cercare di tappare il crescente buco, invece di tagliare gli sprechi, i governi hanno sempre giocato sulla svalutazione, ben consci che con la svalutazione i debiti prodotti da governi incapaci li pagano i creditori dello Stato, in particolare aziende fornitrici e pensionati. Che bella furbata!

3.-Il grande Mortadella e il defunto Ciampi hanno avuto la pensata: se entriamo nell’euro l’Europa (da loro creduta composta di persone al loro medesimo livello culturale e mentale) ci pagherà almeno una parte di tale debito.

4.-L’Europa e , nella fattispecie la Germania, un po’ più intelligente, furba e più preparata,  ha imposto e ottenuto subito un cambio giugulatorio: 1 a 2000 circa.

6.- Ciononostante i callidi esperti finanziari italioti hanno avuta la convinzione di aver fottuto l’intero mondo.

Hanno gioito dicendo (Mortadella) “lavoreremo un giorno di meno e saremo pagati per un giorno di lavoro in più”: Grandissimo!

7.-L’hanno fottuto, il mondo, così bene che nell’arco di pochi mesi in Italia i prezzi sono circa raddoppiati (chiaramente solo per colpa di Berlusconi in quel momento regnante…….) e l’Europa ci ha subito invitati ad  una rigorosa austerità imponendoci il famoso rapporto Debito/Pil

Che cosa rimaneva da fare?

Semplicissimo: tagliare le spese inutili e aumentare l’efficienza dello Stato.

Invece NO. Dopo alcuni tentativi, con stile tipicamente terronico di barare al gioco, è stata chiamata una schiera (ad uno ad uno) di esperti.

Che, questa volta, erano e sono dei veri esperti anche perché ben valutati all’estero, talmente esperti che ad uno ad uno o sono stati cacciati o se ne sono andati spontaneamente, in quanto i loro consigli VALIDISSIMI contrastavano totalmente con il pensiero dei geni del governo.

E allora che si fa?

L’opposizione (quasi tutta) chiede l’uscita dall’area euro. Cosa santissima, a condizione di tappare gli ormai famosissimi buchi.

Diversamente il gioco della svalutazione riprenderebbe senza fermarsi favorendo sì governo ed esportazioni, ma castigando sino alla rovina creditori e importatori ( in particolare alimentari ed energetici).

I filosofi finanziari (naturalmente terronici e renziani) si aggrappano al tentativo di ottenere da Bruxelles lo stralcio di alcune voci dal debito, come le spese per  i migranti e forse anco la dentiera della zia.

Ma da Bruxelles arriva, come risposta, un rumore molto simile a quello di un motore a scoppio.

E allora che si fa?

Con i Pico della Mirandola che ci governano: niente! C’è, sola, anzi unica: la soluzione finale!

Penso e spero che il processo di disintegrazione sia abbastanza rapido da distruggere lo Stato Italia, mai realizzato come nazione, e giungere finalmente alla nostra PADANIA LIBERA.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Dossier Openpolis su Comuni commissariati, Milano seconda dopo Napoli. I prefetti non fanno miracoli: "Influenza negativa su servizi fondamentali, e mancanza programmazione politica negli anni"

Articolo successivo

Calcio, il campione catalano Piquè: perché lascio la Nazionale Spagnola