Debito pubblico, entro fine anno vanno rifinanziati 122 miliardi

di REDAZIONE

Oltre 122 miliardi di euro di debito pubblico da rinnovare entro l’anno: dopo la pausa estiva arrivano a scadenza 74,5 miliardi di bot, 37,8 miliardi di btp e 10,6 miliardi di ctz: titoli che vanno rimborsati e che richiederanno nuove emissioni da parte del Tesoro. Lo rileva il Centro studi Unimpresa secondo cui si tratta di un’enorme quantita’ di denaro per cui una eventuale crisi della maggioranza e una caduta del Governo potrebbero avere ripercussioni pericolose su spread e tassi di interesse. Secondo l’analisi di Unimpresa, basata su dati della Banca d’Italia, a settembre scadono 30,3 miliardi di emissioni, quasi il doppio rispetto a quelle in agenda per ottobre, quando arrivano a fine corsa 18,4 miliardi di titoli. A novembre, invece, andranno rimborsai 34,4 miliardi, mentre a dicembre si sale fino a 39,6 miliardi. Si tratta, complessivamente, di 74,5 miliardi di bot, 37,8 miliardi di btp e 10,6 miliardi di ctz. Tra settembre e dicembre non sono previste scadenze di cct.

Una piccola parte dei rifinanziamenti in agenda sono gia’ stati ”coperti” dal Tesoro che negli scorsi mesi ha incrementato le emissioni di titoli sfruttando un andamento dei tassi di interesse sostanzialmente favorevole. Il ministero dell’Economia, proprio per questa ragione, aveva annullato, peraltro rispettando una consuetudine, alcune aste in programma tra fine luglio e meta’ agosto. I titoli vanno comunque rimborsati ai sottoscrittori e a tale necessita’, dunque, verra’ fatto fronte laddove possibile con la liquidita’ precedentemente accumulata grazie alle aste ‘extra large’. ”A Parlamento e Governo, e quindi a tutti i partiti, chiediamo senso di responsabilita’: la stabilita’ politica e’ decisiva sui mercati finanziari e una eventuali crisi della maggioranza, adesso, correrebbe il rischio di sprecare i risultati positivi raggiunti finora proprio sul costo delle emissioni: le speranze di ripresa economica verrebbero compromesse” e’ il commento del presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

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2 Comments

  1. Faranno altro debito per pagare quello vecchio.
    Un sistema piramidale statale.
    Io poi sono curioso di sapere chi acquista , e in quale percentuale, tali nuove emissioni.
    Penso che il grosso se lo prendano le banche commerciali.
    Ci saranno poi i funzionari di queste banche che consiglieranno ai piccoli risparmiatori di acquistare con fiducia i titoli pubblici, “tanto è impossibile che lo stato fallisca”.
    Le percentuali degli acquirenti, è un dato molto interessante che non so dove trovare.
    Io non penso che i ricchi abbiano il portafoglio titoli murato di btp o cct.
    Non vedo gente come Del Vecchio acquistarne.
    O Briatore, ad esempio.
    Men che meno il gruppo Agnelli.

    Lo schema Ponzi funziona per chi non è ben informato e consigliato.
    Per la gente comune, oggetto naturale di disinformazione, inganno e vessazione.

  2. 122 miliardi? allora attendiamoci 4 mesi di luci in fondo al tunnel, ripresine, fiducia internazionale ritrovata, buon andamento delle entrate fiscali, ripresa della produzione industriale e tante altre amenità a cui siamo purtroppo abituati e che gli investitori stranieri conoscono bene….

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