De Magistris condannato e interdetto. Ma… pena sospesa, avanti tutta

di GIOVANNI D’ACQUINOde magistris

Il sindaco Luigi De Magistris è stato condannato ad un anno e tre mesi  di reclusione a conclusione del processo sull’acquisizione di utenze telefoniche di alcuni parlamentari relative al periodo in cui era pm a Catanzaro. Ma attenti bene: la sospensione scatta oltre i 2 anni. Quindi niente legge Severino, in altre parole pena sospesa. Non è successo nulla.

I giudici hanno disposto anche l’interdizione dai pubblici uffici per un anno per i due imputati e contestualmente la sospensione della pena principale e di quella accessoria. Appunto, come detto sopra.

“Sono profondamente addolorato per aver ricevuto una condanna per fatti insussistenti. In Italia, credo, non esistano condanne per abuso di ufficio non patrimoniale”. Lo scrive su facebook il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. “Sono stato condannato – ha aggiunto – per avere acquisito tabulati di alcuni parlamentari, pur non essendoci alcuna prova che potessi sapere che si trattasse di utenze a loro riconducibili. Prima mi hanno strappato la toga, con un processo disciplinare assurdo e clamoroso, perche’ ho fatto esclusivamente il mio dovere, dedicando la mia vita alla magistratura, ed ora mi condannano, a distanza di anni, per aver svolto indagini doverose su fatti gravissimi riconducibili anche ad esponenti politici. Non avendo commesso alcun reato, ho la speranza che si possa riformare, in appello, questo gravissimo e inaccettabile errore giudiziario. La mia vita e’ sconvolta – ha spiegato attraverso il social network – e sento di aver subito la peggiore delle ingiustizie, ma non cedero’ alla tentazione di perdere completamente la fiducia nello Stato. Rifarei tutto, ho giurato sulla Costituzione ed ho sempre pensato che un magistrato abbia il dovere di indagare ad ogni livello, anche quello che riguarda la politica”.

Intanto però l’ex magistrato e sindaco di Napoli, si vede la pena sospesa. Non è successo niente, Luigi, per capire cosa sia l’inferno dei tribunali, provi a chiedere alla gente comune.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo precedente

Indipendenza: non è solo questione di soldi, la Scozia lo deve capire

Articolo successivo

F-35 e il gioco delle tre carte: sembrano la metà ma non è vero