Bernardelli: Davvero non ci sono soldi per sanità e welfare?

di Roberto Bernardelli – Il totale dei redditi prodotti nel 2019 e dichiarati nel 2020 ai fini Irpef ammonta a 884,484 miliardi, per un gettito Irpef generato di 172,56 miliardi di euro (155,18 per l’Irpef ordinaria, 12,31 per l’addizionale regionale e 5,07 per l’addizionale comunale). Aumentano, seppur modestamente, sia i redditi dichiarati sia il gettito ma resta quasi invariata – salvo piccoli scostamenti – la percentuale di cittadini che sopporta la gran parte del carico fiscale: al netto del bonus Renzi da 80 euro, il 21,18% dei contribuenti con redditi oltre i 29 mila euro lordi corrisponde il 71,64% dell’intera Irpef.

E’ quanto emerge dall’ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali dedicato alle entrate fiscali e al finanziamento del welfare. Il sistema di protezione sociale italiano, che nel 2019 solo per sanità, assistenza sociale e welfare degli enti locali è costato 241,018 miliardi. “In sostanza, in assenza di contributi di scopo, per finanziare queste tre voci di spesa – ha commentato Alberto Brambilla, curatore del volume insieme a Paolo Novati – sono occorse tutte le imposte dirette, tanto che per le altre funzioni statali, come scuola, sicurezza, e così via, sono rimaste solo imposte indirette, accise e debito. Un onere molto forte che, lungi dal frenare il continuo incremento della spesa assistenziale (tra 2008 e 2019 si è passati da 73 miliardi a oltre 114 miliardi con un tasso di crescita annuo del 4,3%, molto superiore al PIL nominale), pesa sullo sviluppo del Paese, su cui ora incombono oltretutto i pesanti effetti, anche in termini di flussi contributivi e fiscali, della pandemia di COVID-19”.

Letto il report, vanno fatte alcune considerazioni. Un tempo, lontano, Brambilla redigeva interessanti dossier sulla previdenza regionalizzata. E’ un peccato non leggerli più, perché fotografavano un paese duale, con entrate e uscite contributive profondamente diverse.

Davvero ora vogliono farci credere che il sistema previdenziale e assistenziale non sta in piedi perché le casse si stanno esaurendo? Perché ci sono casse, regionali, che piene non lo sono mai state, al contrario di altre che hanno profuso solidarietà. Basterebbe una regola aurea per chiudere la partita. Le tasse a casa nostra, per pagarci tutte le pensioni, le assistenze necessarie. La scuola, la cultura… tutto, anche il corso di  nuoto! Ma l’autonomia come criterio di governo non conviene mai a qualcuno.

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