/

Davvero il Mes ruba i nostri soldi per darli alle banche tedesche? Lavoce.info: infondate accuse Salvini

rassegna stampadi Lorenzo Sala

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca a Matteo Salvini e Giorgia Meloni: davvero il Mes porta via i risparmi degli italiani per salvare le banche tedesche?

Le dichiarazioni sul Mes

La riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) ha suscitato forti critiche da parte degli euroscettici. Ironia della sorte, da un lato il partito nazionalista tedesco Afd ha affermato che la riforma va bloccata insieme a quella sull’unione bancaria perché salva con i soldi tedeschi le banche italiane. Dall’altro, il leader della Lega, Matteo Salvini, ha affermato che “il Mes significa portare via i risparmi degli italiani per salvare le banche tedesche” e che “con la riforma del Mes si rischia la confisca notturna dai conti correnti degli italiani”.

E anche l’onorevole Giorgia Meloni nel suo discorso alla Camera ha affermato:

Il fondo salva stati diventerà sempre più un fondo salva banche. E siccome le banche oggi più in difficoltà sono le banche tedesche […] mentre gli italiani hanno dovuto salvare le loro banche con i soldi propri, i tedeschi le loro banche le vogliono salvare con i soldi nostri.”

Ma come sono state salvate in passato le banche italiane e quelle tedesche? E cosa prevede effettivamente la riforma del Mes?

(…)

 

Come funzionano Mes e Srm e cosa prevede la riforma

Attualmente esistono tre canali di aiuto alle banche in difficoltà nel sistema europeo. La Bce agisce come prestatore di ultima istanza per le banche in difficoltà, ma ancora solventi. Dal 2012 è stato istituito il Meccanismo europeo di stabilità che, oltre a prestare denaro ai paesi i cui titoli di debito non hanno più mercato, può ricapitalizzare direttamente o indirettamente le banche in crisi nel caso vi sia un rischio sistemico. Quest’ultimo strumento finora è stato usato solo nel caso della banca spagnola Santander, in virtù delle sue grandi dimensioni. Il Mes ha prestato soldi alla Spagna, che a sua volta ha ricapitalizzato la banca. È bene ricordare che i fondi del Mes sono forniti dagli stati secondo il loro peso nell’economia europea e che l’Italia è il terzo contributore con una quota del 18 per cento, preceduta solo da Francia e Germania.

Il Fondo unico di risoluzione delle banche (Srf, Single Resolution Mechanism) è invece un fondo alimentato da tutte le banche europee, finalizzato a gestire in maniera ordinata le crisi bancarie e avrà, a regime, una dotazione di 55 miliardi. Quando la Bce segnala una banca in dissesto, lo Srf valuta se è possibile una soluzione basata sul settore privato (bail-in) o se la risoluzione è nell’interesse pubblico. Nel primo caso la banca viene posta in liquidazione, nel secondo si adotta un programma di risoluzione e si valuta se, e in che misura, possono essere usati i fondi dell’Srf. Finora lo Srf non è stato ancora utilizzato e sono rimasti funzionanti i fondi interbancari nazionali, in attesa che lo Srf vada a regime.

Con la riforma del Mes in discussione, si introduce la possibilità di prestare i fondi del Mes allo Srf per aumentarne la capacità del fondo, aprendo al processo di condivisione dei rischi più volte richiesto dall’Italia. Potenzialmente quindi il fondo salva stati potrà essere usato come fondo salva banche, ma ciò non è detto che avvenga. Inoltre l’onorevole Meloni sembra ignorare che dall’introduzione del bail-in anche la ricapitalizzazione di una banca in dissesto da parte del Mes prevede prima un coinvolgimento del settore privato, quindi solo in misura ridotta i soldi pubblici potranno essere usati per salvare le banche. Risulta anche fortemente strumentalizzata la visione secondo cui la riforma del Mes serve a portar via i risparmi degli italiani per salvare le banche tedesche, dato che tutti i paesi contribuiscono al Mes in funzione del loro peso (e quindi la Germania è il primo contributore in termini assoluti) e i fondi vengono utilizzati con gli stessi criteri verso le banche di tutti i paesi (senza alcun riferimento alla sostenibilità del debito sovrano), con unica discriminante per autorizzare l’intervento dello Srf la presenza di un interesse pubblico (ovvero di un rischio sistemico). È perciò discutibile affermare che il fondo in futuro sarà usato per aiutare prevalentemente le banche tedesche, visto che i fondi potrebbero andare alle banche di qualsiasi paese e lo scopo è proprio evitare crisi sistemiche che danneggino tutta l’unione monetaria.

Infine appare pretestuoso affermare che con la riforma del Mes si rischia la confisca notturna dai conti correnti degli italiani, generando inutile allarmismo, visto che non è previsto alcun meccanismo di ristrutturazione automatica dei debiti sovrani o di prelievo forzoso dai conti correnti. Altro discorso è invece chiedere che l’approvazione del Mes venga accompagnata da un rafforzamento degli altri pilastri dell’Unione bancaria, come il Fondo unico di tutela dei depositi (Edis) su cui spingono fortemente Italia e Francia.

Il verdetto

La discussione sulla riforma del Mes è diventata confusa e caotica. La sensazione è che si stia cercando di strumentalizzare un dibattito molto tecnico per piegarlo a esigenze elettorali. Il Meccanismo europeo di stabilità non viene riformato per salvare le banche tedesche né tantomeno è previsto alcun meccanismo di ristrutturazione automatica del debito sovrano. Alla luce di tutto ciò le dichiarazioni di Matteo Salvini e Giorgia Meloni sono FALSE.

 fonte: https://www.lavoce.info/archives/62507/davvero-il-mes-ruba-i-soldi-agli-italiani-per-salvare-le-banche-tedesche/
Print Friendly, PDF & Email

1 Comment

  1. VEDO CHE C’E’ MOLTA CONFUSIONE SOTTO IL SOLE E MALE FA QUELLO CHE SI DEFINISCE “L’INDIPENDENZA NUOVA” A PRENDERE POSIZIONE.
    DI SEGUITO RIPORTO L’IMPUT, CHI VUOLE LO LEGGA SU MICROMEGA.
    Di seguito pubblichiamo l’appello so!oscri!o su Micromega da numerosi economisti e professori universitari – molti dei quali provenienti da aree politico-culturali progressiste, quindi non assimilabili con le posizioni sovraniste – contro l’approvazione da parte del governo giallorosso della riforma del Fondo salva Stati, considerata un danno per l’Italia. I governi europei stanno discutendo due importanti riforme ed entrambe, per come al momento sono stru!urate, possono avere per l’Italiaconseguenze molto gravi.
    I dem, in questo caso sostenuti dalle truppe di Iv, presidiano i salotti tv
    difendendo alla morte il pacco europeo. Chiunque dissenta riceve lo stesso trat- tamento: «Taci, fai propaganda leghista». Peccato che, solo la scorsa estate, dicessero le stesse cose di Ma!eo Salvini.
    Modellato sui poteri illimitati del Fmi, il Fondo monetario Ue dovrebbe prendere il posto della Banca centrale europea nella protezione, condizionata, dei titoli di Stato dei Paesi in difficoltà. Le regole per crearlo? Saranno scri!e ad hoc grazie a un pertugio nei Tra!ati.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo precedente

Scozia al voto, si riapre la partita per l'indipendenza

Articolo successivo

FONDI LEGA: IN CORSO PERQUISIZIONI GDF