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Dalla bandiera gialla alla bandieruola bianca: dal Papeete a Draghi premier

draghi taglio

di Luigi Basso – In pochi mesi la politica italiana è passata dal delirio del Papeete, dalla bandiera gialla, sinonimo, nella famosa canzone, dei balli in discoteca della bella gioventù, al tracrollo di Salvini.
Fino a sette giorni fa, Conte ed il PD erano dipinti dall’ex Capitano dei sovranisti (ormai ex, in quanto ha abdicato coram populo) come traditori della patria che avevano venduto il bel paese ai cattivi tedeschi; per tali criminali l’ex Capitano pretendeva, sette giorni fa, che si apparecchiasse seduta stante un bel processo.
Poi, passati sette giorni, Salvini propone ai medesimi traditori della patria, ladri dei risparmi degli italioti regalati alle banche tedesche, di fare insieme un governo di salute pubblica con 5 punti che richiederebbero anni solo di discussione preliminare: banche, crescita, salute, infrastrutture e giustizia.
Spariti l’immigrazione, l’autonomia, la sicurezza, i cavalloni di battaglia, anzi di crociate salviniane.
Ora, al di là del fatto che l’unica dote di Salvini è quella di cambiare continuamente idea, stavolta stupisce la velocità con cui si è rimangiato tutto quello che ha detto pochi giorni prima, ma proprio tutto, arrivando a far dire a Giorgetti “Draghi Premier, perchè no?” causando un probabile malore ai vari Borghi e Bagnai, ormai ridotti a decorazioni natalizie un po’ kitsch dell’albero natalizio salvinista.
Per una volta sono d’accordo con Belpietro: Salvini ha fatto questa inversione a U perché ha paura.
E issa una bella bandiera, anzi: una bandieruola, bianca.
Magari avranno pietà.

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