Capisciammé! E D’Alema tocca il bicipite di Bossi

di TONTOLO

Bossi e D’Alema sono due anime gemelle. L’Umberto è sempre stato comunista, fin dai tempi in cui – correva l’anno 1975 – raccoglieva le firme contro Pinochet ai banchetti dei giovani del Pci. Sin da allora, però, raccontava così tante balle che, quando si iscrisse al partito che era di Gramsci, sostenne di essere un medico, anzi lo mise per iscritto. D’Alema, altro ballista, per solidarietà rivoluzionaria, in quegli anni lanciava molotov qua e là, se no come avrebbe fatto carriera?

I due ebbero modo di incontrarsi in Parlamento e trovarono persino la forma di accordarsi per far cadere il primo governo di Silvio Berlusconi, quello in cui la Lega era l’alleato del Nord. Lo fecero davanti ad un piatto di sardine insieme a Rocco Buttiglione, pare si siano stretti anche la mano. Dopo di allora, per qualche anno, le mani se le sarebbero messe addosso. Erano i tempi in cui l’ex presidente del Consiglio sosteneva che la Lega Nord era una costola della sinistra.

Oggi, a distanza di tanti anni ed ancora nell’emiciclo, i due – che ricordano un po’ i parenti serpenti di proverbiale memoria – si sono ritrovati faccia a faccia, si sono riabbracciati e il ganassa di Gemonio – quello che ce l’aveva duro – ha mostrato a “Baffino” non più la mano, ma il suo bel bicipite, lo stesso che toccava ai tempi in cui faceva il gesto dell’ombrello a mezzo mondo. Il Corriere della Sera ha pubblicato qualche foto con questa didascalia: “Bossi mostra il bicipite e D’Alema lo tasta. A Montecitorio il leader storico della Lega si avvicina all’ex premier e con lui si intrattiene a lungo in conversazione”. Cosa si saranno mai detti in tutto quel tempo in cui hanno parlato? Un mio infiltrato me l’ha fatto sapere e, in esclusiva, ve lo riporto.

Ecco le parole di Bossi: “Eh Eh mmmmm grr fugnnsgg brrrr prrrr, uhuhuhuhuh”. Le stesse parole che i militanti ascoltavano e applaudivano nei suoi ultimi comizi. Pare che la frase fosse questa: “Monti deve sparire dalla faccia della terra”. D’Alema, che tra le righe ha capito subito cosa intendesse dire il capo del Carroccio ha ammiccato e gli ha risposto con fine accento salentino: “Ma quali scope e rottamatori Umbé! Tranquillo! Io mi ricandido perché ha vinto Bersani e tu pure perché torna Berlusconi. Capisciammè!”.

 

 

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