Dal Giappone fondi alle imprese che lasciano la Cina e tornano a casa

Ecco un progetto che in Italia non vedremo mai.  Il governo del Giappone ampliera’ significativamente il programma teso ad incentivare le aziende giapponesi a trasferire le loro attivita’ dalla Cina al Sud-est asiatico o allo stesso Giappone, per diversificare le catene di fornitura e ridurne la dipendenza dalla prima Economia asiatica. Lo scrive il quotidiano “Nikkei”, secondo cui Tokyo intende arrivare a coprire la meta’ dei costi legati agli investimenti per nuovi stabilimenti produttivi nei paesi dell’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (Asean), e addirittura i due terzi dei costi nel caso delle piccole e medie imprese. I sussidi, concessi inizialmente alle aziende della farmaceutica e delle forniture mediche, sono stati estesi a tutti i settori la cui manifattura sconta una eccessiva concentrazione in Cina, rivelatasi problematica durante il picco dell’emergenza pandemica, all’inizio di quest’anno. Secondo le fonti citate da “Nikkei”, il governo giapponese intende presentare l’iniziativa non come un piano teso ad incoraggiare l’uscita delle aziende giapponesi dalla Cina, ma la diversificazione delle loro operazioni in diverse basi manifatturiere regionali. Il primo ministro del Giappone, Yoshihide Suga, potrebbe annunciare l’espansione del programma in occasione della sua visita ufficiale nel Vietnam, in programma questo mese.

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