FLAVIO TOSI ELETTO SEGRETARIO DELLA LIGA VENETA

di GIANMARCO LUCCHI  

Flavio Tosi è stato eletto nuovo segretario della Lega nord-Liga veneta dal congresso a Padova. Al sindaco di Verona sono andati 236 voti con un 57% di consensi su un totale di 414 votanti. Al suo sfidante, l’ex sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci sono andati 178 voti. A ufficializzare il risultato il presidente del congresso Stefano Stefani. Tosi non ha seguito lo spoglio in sala, ma al suo ingresso a risultato acquisito è stato accolto dalla platea con un lungo applauso e al grido «Tosi, Tosi, Tosi», e il neo segretario della Liga veneta ha poi abbracciato il suo predecessore Giampaolo Gobbo. Poi Tosi ha chiamato sul palco anche il suo sfidante, Massimo Bitonci.

 

«Adesso, in un momento non facile per la Lega, e dopo un risultato elettorale non positivo, dobbiamo ripartire, e ricostruire insieme». Lo ha detto Flavio Tosi, mentre aveva luogo l’acclamazione ufficiale della sua elezione a nuovo segretario del Carrocio del Veneto. Tosi ha anche inviato Giampaolo Gobbo e Massimo Bitonci il suo predecessore e il suo sfidante a unirsi a lui sul palco.«Dopo il congresso in cui era normale la dialettica e il confronto, adesso .-ha ripetuto – dobbiamo lavorare insieme per la Lega. Quindi, voglio farlo insieme a Massimo e a Giampaolo, che ha guidato per tantissimi anni il nostro movimento portandolo a tantisismi successi».

Dal palco dell’Hotel Sheraton di Padova, dopo l’elezione, il neo segretario della Liga veneta, Flavio Tosi ha quindi sottolineato che «è normale che ci sia un ricambio all’interno del movimento. Ma a Bossi va riconosciuto che è stato colui il quale ha avuto l’idea geniale nell’89 di mettere insieme le forze automiste. A Bossi va riconosciuto il merito di aver parlato per primo di federalismo. E se oggi il presidente Napolitano è un fervente federalista, e il federalismo è compreso nel Paese, il merito va tutto a Umberto Bossi». In ogni caso secondo Tosi è naturale che «oggi vi sia un altro segretario federale che non dovrà essere indicato per appartenenza territoriale ma in grado di creare più consenso secondo un elevato grado di credibilità. Deve essere il migliore. E non è un novità che per me il nuovo segretario federale debba essere Roberto Maroni. Con lui poi c’è anche un rapporto di stima reciproca che aiuta a lavorare bene insieme». Per il neo segretario della Liga veneta «proprio grazie a Maroni la Lega ha ancora la possibilità di tornare credibile di fronte ai nostri elettori, dopo il calo delle ultime elezioni. Un voto che può essere recuperato -si è detto sicuro Tosi- anche perchè l’ossatura della Lega è sempre la stessa». E per il sindaco di Verona comunque «la nuova Lega non presuppone che si cancelli il passato che va invece riformato».

Sulla nuova struttura di vertice che verrà decisa domani dal Consiglio federale in via Bellerio, secondo il sindaco di Verona «dopo Bossi che era il capo che aveva forza e carisma ed era normale fosse leader unico, ora la struttura dovrà essere più collegiale, con pari dignità per tutti». Quindi, in assenza oggi qui a Padova al congresso della Liga veneta di Umberto Bossi e Roberto Maroni, il neo segretario della Liga veneta spiega che «penso che sia Bossi che Maroni abbiamo voluto dare un segno che i veneti devono decidere a casa loro». A chi gli chiede se è stata più forte l’emozione oggi per l’elezione a segretario della Liga veneta o per la rielezione a sindaco di Verona Tosi risponde: «La tensione si somiglia, per chi è in Lega da più di vent’anni l’elezione a segretario è una cosa di quelle che ti segnano per la vita». Da parte dello sfidante Massimo Bitonci non è mancata una punta di polemica, dopo aver visto che «oggi ad urne aperte Maroni ha rilanciato apertamente la sua preferenza per Flavio Tosi. Così non è stata una gara sportiva. La mia non è polemica ma un pò di amarezza perchè se era già deciso che fosse lui il segretario allora potevano dirlo prima. Sono un pò deluso sentimentalmente anche per l’affetto e i rapporti che ho sempre avuto con Maroni, mi sarebbe piaciuta una sua posizione equidistante».

Lo scorso inverno incassò l’epiteto di ‘stronzò dal senatur, ma oggi, fresco di elezione a segretario della Lega Nord-Liga Veneta con il 57% delle preferenze (la stessa percentuale, curiosamente, che gli ha permesso di essere rieletto sindaco un mese fa), Flavio Tosi è pronto a ricordare con un sorriso l’episodio. E a voltare pagina. «Non sono mai stato uno permaloso – dice con un sorriso -. Umberto Bossi, soprattutto quando si era nelle riunioni interne, in quanto capo del movimento più di qualche volta ha bistrattato chi collaborava con lui, bonariamente. Tant’è che a seguito di quelle parole ci fu un chiarimento sereno a Milano». Tutta acqua passata, in ogni caso. «Ci sono stati dei congressi, in Lombardia e Veneto, ci sarà il congresso federale – conclude – dove si ripartirà con la Lega di una volta».

BITONCI: MARONI E’ STATO SCORRETTO

A urne aperte Maroni «ha rilanciato la sua preferenza» per Tosi. Grida alla scorrettezza il parlamentare del Carroccio Massimo Bitonci, uscito sconfitto nella sfida con Flavio Tosi alla segreteria veneta del Carroccio. «Neanche il giorno delle elezioni – rincara – si è mantenuta l’imparzialità». Bitonci stigmatizza poi che Tosi non abbia seguito lo spoglio dalla platea del congresso, come invece ha fatto lui, ma sia entrato in sala a esito certo. «La mia sconfitta – rileva Bitonci – è stata comunque meno netta di quello che qualcuno sino a ieri ipotizzava».

ZAIA: DOMANI AL FEDERALE CAMBIERA’ LO STATUTO DELLA LEGA. OK MARONI SEGRETARIO

Domani al direttivo federale sarà il d-day per la Lega. La previsione del governatore del Veneto, Luca Zaia, a margine del congresso della Liga veneta, in corso oggi a Padova. «Lo statuto è sicuramente da modificare – sottolinea – lunedì spero che stupiremo con effetti speciali. Perchè si darà più spazio alle decisione regionali all’interno della Lega nord e si punterà alla filosofia di essere i padroni a casa nostra». «Lo dobbiamo dire rispetto a Roma – aggiunge – ma anche alla lega in generale». Da Bergamo, nella notte delle scope, ricorda Zaia, è stato dimostrato «che la lega sopravvive alla lega» ed è da qui che bisogna ripartire. È l’assemblea, conclude, «che detterà l’agenda dal palco».

Maroni «ha i numeri per fare il segretario». Ne è convinto il governatore del Veneto Luca Zaia, a margine del congresso della Liga a Padova. «Non è un mistero – aggiunge – l’ho già detto in passato». «Le leghe regionali – osserva poi – devono avere più peso in una segreteria federale importante, pesante».

UMBERTO BOSSI A MESSA DAL PAPA

Umberto Bossi ha fatto bene ad andare dal Papa. Lo dice il governatore del Veneto Luca Zaia, a margine del congresso della Liga Veneta. «Il papa è nella sua regione – aggiunge Zaia -. Se Bossi ha scelto così ha fatto bene».

STIFFONI:  DA BRICOLO 50 MILA EURO AI SENATORI PER NATALE

Prima del Natale 2011 a Federico Bricolo, capogruppo al Senato della Lega, «venne l’idea di regalare a ogni senatore un buono acquisto, diviso in otto carte da 250 euro l’una». Intervistato dal Gazzettino, l’ex tesoriere del Carroccio a Palazzo Madama Piergiorgio Stiffoni racconta dei buoni da duemila euro per i senatori, da spendere nei negozi Mediaworld e pagati «utilizzando il conto di appoggio del Senato intestato a me. Da lì – dice – ho preso e fatto fatturare a mio nome i 50mila euro per comprare i buoni». «Tutto è stato fatto d’accordo con Bricolo. Non accetto che il capogruppo dica ai magistrati: di Stiffoni ho la massima fiducia, ma non sapevo quello che faceva», sottolinea l’ex tesoriere. «Se devo essere condannato per peculato, stessa sorte dovrebbe toccare a tutti i senatori della Lega. Bricolo per primo». La vicenda è riportata nel dossier preparato dalla stesso Stiffoni e in cui, oltre a quello di Roberto Calderoli, figurano altri nomi, «anche nomi conosciuti», tra gli esponenti del Carroccio che avrebbero ricevuto somme di denaro elargite con i contributi del gruppo. Nell’intervista Stiffoni non risparmia critiche a Roberto Maroni. Quando la magistratura ha iniziato a indagare, afferma, «Maroni ha preso la palla al balzo per farmi cancellare dal libro dei militanti. Poi ha detto che ero praticamente espulso, mi ha anche dato del delinquente e l’ho querelato». L’ex ministro dell’Interno, sostiene, «se l’è presa con me per questioni politiche. Lui è uno dei falsi sacerdoti della Lega. Ha voluto attaccarmi perchè ero, e sono, molto vicino a Gian Paolo Gobbo che ostacolava la corsa di Tosi in Veneto. Colpendo me ha voluto fargli terra bruciata attorno: è stato un attacco per interposta persona».

MATTEO SALVINI NEO SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA

Come previsto Matteo Salvini è stato eletto segretario nazionale della Lega Lombarda nel congresso chiusosi ieri a Bergamo. A Salvini sono andati 403 voti mentre al suo avversario, Cesarino Monti sono andati 129 voti. Tre schede bianche e 9 nulle. Salvini è stato proclamato segretario al PalaCreberg di Bergamo, di fronte ai delegati dell’ottavo Congresso della Lega Lombarda e ai vertici federali del movimento, a partire da Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Calderoli. «Non ha vinto uno ma ha vinto la squadra dei 544 delegati», ha esordito il neosegretario dal palco. Salvini era attorniato dai segretari provinciali lombardi e ha invitato tutti a ripartire con ‘spirito costruttivò, perchè in questo momento «c’è poco da parlare e tanto da lavorare». Sul palco anche l’ormai ex segretario Giancarlo Giorgetti, che come Salvini ha raccolto calorosi applausi dalla platea. «Grazie a Bobo Maroni perchè l’onere e l’onore che gli sta capitando sulle spalle non è roba da poco». Così il neo eletto segretario nazionale della Lega lombarda, Matteo Salvini ha voluto ringraziare colui che l’ha sostenuto in questa campagna elettorale dal palco. «La Lega è la Lega di Maroni e la Lega di Bossi ma soprattutto è la Lega dei suoi splendidi militanti lombardi, che sono 10 mila». È quanto ha affermato il neo eletto segretario nazionale della Lega lombarda, Matteo Salvini, che con il 75% delle preferenze ha battuto il sindaco di Lazzate Cesarino Monti. «Abbiamo tanto da lavorare per dare risposte concrete ai 10 milioni di lombardi che si aspetanno tanto dalla Lega -ha proseguito Salvini- e che ogni tanto abbiamo deluso. Qualunque lombardo abbia voglia di fare venga da noi, lo aspettiamo e troverà nella Lega un punto di riferimento. Abbiamo riconosciuto gli errori -ha concluso- ora abbiamo voglia di lavorare». «C’è un governo che sta massacrando il Nord e la Lombardia in particolare quindi le proveremo tutte per mandarlo a casa perchè la gente non ne può più» ha detto ancora Salvini, «noi non cambiamo progetto, abbiamo l’autonomia nel nostro dna. Magari cambiamo modo di arrivarci andando meno a Roma e più sul territorio ma dalla Lombardia partirà la rivoluzione dei fatti». Sono Stefano Borghesi, consigliere provinciale di Brescia, e Cristian Invernizzi, assessore alla Sicurezza di Bergamo e segretario provinciale del Carroccio, i primi due vicesegretari della Lega Lombarda. Entrambi sono nati nel 1977, e hanno quindi meno di 40 anni come il neo eletto segretario Matteo Salvini che ha compiuto a marzo 39 anni. Salvini ha annunciato che con la sua elezione a segretario lascerà l’incarico di consigliere comunale a Milano. «Non è un addio – ha comunque promesso – ma un arrivederci, magari come sindaco. Continuerò ad essere presente nei quartieri e ad ascoltare i milanesi».

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

SONDAGGIO: LEGA AL MINIMO: 3,5%. PDL PERDE IL 4,5% IN UN MESE

Articolo successivo

QUEL CHE DOVETE SAPERE PER ANDARE A LAVORARE IN SVIZZERA